Controcorrente - anno XXI - n. 44 - inverno 1965

dimostrando di sapersi e potersi organizzare come potenza mondiale, e di acquistare un ruolo sulla scena internazionale quale nessuno dei regimi, asserviti ognuno di essi più o meno a interessi stranieri e a privilegi di gruppi locali sooricamen te superati, che l'avevano domin•ata da quasi duecento anni aveva potuto garantir:e. Il conflitto in cui l'America è involta sulla periferia della massa dell'Asia del sud si dimostra ogni giorno di più una impresa non risolvibile se non in termini di guerra aperta, in un teatro agli antipodi degli Stati Uniti, in ~empre più evidente dispregio degli interessi e dei sentimenti delle popolazioni locaìi, pericolosamente avviata alla apertura della terza guerra mondiale combattuta da armi nucleari oppure al collasso completo del prestigio degli Stati Uniti su aree immense. All'altro estremo della zona di influenza degli Stati Uniti, in Europa il sistema di a:leanze militari e politiche che fu costruito alla fine della seconda guerra mondiale, concepito come uno stabile collegamento fra le nazioni europee e quella americana, è in dissolvimento. La crisi dell'Alleanza del Nord Atlantico non è soltanto dovuta a!la caparbietà nazionalistica di De Gaulle o alle rivalità fra Grecia e Turchia, o alla difficoltà di fondere insieme, in una unione europea affiancata dal colosso americano, interessi economici contrastanti. L'Alleanza è fondamentalmente In crisi perchè, concepita come passo di garanzia dell'America dato alle nazioni europee dissanguate dalla seconda guerra mondiale per proteggerle dall'espansione militare della Russia, in cambio dell'inserimento politico della America nel complesso europeo, sta ogni giorno più perdendo il suo significato ,u protezione militare, mentre le nazioni della Europa, oramai economicamente ristabilite, risentono l'ingerenza americana nei loro affari. Similmente il prestigio e l'influenza del- !' America sono disputati in Africa e nella America del Sud; troppo sovente negli ultimi vent'anni Washington ha ritenuto buona politica sostituirsi alle potenze coloniali espulse dalle insurrezioni nazionali locali, impiantandosi militarmente, come fu ten·tato in Viet-Nam, o per lo meno, puntellando regimi impopolari, come in varie parti dell'America Latina. Ora, proprio quando Il sistema di alleanza e di controlli che tanno capo agli Stati Uniti è es'teso a circondare il mondo, si sta realizzando che nazioni vecchie e nuove non tollerano più una situazione di dipendenza da chi ha perduto il predominio mi.itare e politic:> goduto fra il 1945 e il 1955. Perciò la situazione internazionale non appare facilmente controllabile dal.' America; anzi la possibilità di un conflitto armato è reale. La reazione sentimentale del popolo americano è diretta verso un Irrigidimento: i giornali sono pieni di profezie di disastri ,po:itici, di fallimento della influenza americana nel Pacifico, se Il Viet-Nam viene abbandonato. Ma nessuno pensa al Pacifico come un oceano su cui tutte le nazioni che si affacciano su di esso hanno diritti, compreso quel:o fondamentale di essere lascia te vivere In pace. .. .. * * La strepitosa vittoria elettoral~ di Johnson non l'ha autorizzato, finora, a dire Rl suo ,paese con quale spirito l'amministrazione da lui diretta consideri la situazione internazionale. L'enunciazione del suo programma è rimasta al punto in cui la campagna elettorale l'ha lasciata: concentrata cioè su problemi Interni, co:l'augurio che la risoluzione di essi introduca la Grande Società, una nuova epoca d'oro per la nazione. Ma, come Il benessere indivlduale non può essere garantito se non in un'atmosfera di benessere sociale, cosi pure il benessere nazionale, e di conseguenza la sicurezza dell'individuo, non può essere assicurato che da un ragionevole equilibrio fra le forze internazionali, dal riconoscimento che, più ancora che dall'affermazione di un incontestato prestigio, la pace del mondo dipende da una integrazione di nazioni vecchie e nuove in un complesso che esclude soggezioni. ;La responsabilità che Johnson dovrà assumersi nell'affrontare questi problemi, nel guidare la nazione verso un clima di distensione e di reale collaborazione internazionale, come premessa Indispensabile per la realizzazione di una equllibratla. società nazionale non sarà certo diminuita dallo indebolimento di ogni opposizione politica nell'Interno del paese. Davide Jona CONTROCORRENTE - Winter 1965 5

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