Controcorrente - anno XXI - n. 44 - inverno 1965

è importante notare che Goldwater non mancò di far leva sulle paure più incancrenite nel paese: il terrore che l'ordinamento sociale degli Stati Uniti sia messo in pericolo non dalla naturale evoluzione delle istituzioni, ma soltanto da una colossale congiura comunista, contro cui non si può lottare che con la forza, la convinzione che con un 'tale nemico ogni tentativo di intesa sia destinata al fallimento e al tradimento. * * * * Resta per •altro da valutare la portata della vittoria di Johnson, che, considerata dal solo punto di computo di voti, è senza dubbio la più strepitosa in tutta la toria americana, se si tiene presente che la vittoria ottenuta da Roosevelt nel 1936 fu la manifestazione di fiducia di tutta la nazione in uno statista, un abile 1e immaginativo riformatore, che faceva appello alla concordia di tutto il paese per superare una situazione di crisi che non ha assolutamente rafffron to nelle moderne circostanze. Nell'anno decorso dalla tragica fine di Kennedy, Johnson si è dimostrato senza dubbio un abilissimo maneggiatore politico, e la sua qualità ha incontestabilmente contribuito a portare in salvo una gran , parte del programma del suo 4>redecessore. Nel:'ultimo anno però, salvo che per proposte al Congresso per legislazione relativamente di importanza secondaria, egli non ha saputo, o voluto, dare al paese l'impressione che il più vero spirito di Kennedy, il fuoco alimentato da un intelletto lungimirante, malgrado errori e debolezze, caratteristiche dopo tutto umane, ancora ispirasse la sua amministrazione, Ed in effetto, nel mese trascorso dalla sua vittoria, egli ha nuovamente proV'ato di essere essenzialmente un manovratore: ottenuto il successo, grazie al:o slancio degli elementi più liberali del suo partito, egli ha immediatamente •aperto le braccia a chi, soltanto poche settimane fa, lo copriva di contumelie, a coloro che hanno opposto, fino all'ultimo, l'approvazione della legislazione più importante degli ultimi mesi, quella sulla difesa delle libertà civili, a coloro che hanno condotto, più o meno apertamente, cinque stati tradizionalmente democratici nel campo dei repubblicani. Sotto l'egida di Johnson, fondamentalmente un compromettitore, se non conservatore, sla pure astuto, ìnsìcme aì repubblìcanì è stata disfatta la pattuglia di punta dei li· berali, che, messi davanti al pericolo di w1a eventuale vittoria di Goldwater, hanno sottoscritto senza discutere la sua candi· datura. E, bisogna pure riconoscerlo, le armi di questa pattuglia erano già ben spuntate prima che essa scendesse in cam· pagna. In sostanza, resa forse per anni inoperante la opposizione del partito repubblicano, sbranato in fazioni inconciliabili, sarà mo! to probabile che anche i liberali dovranno chiudersi nel silenzio, almeno fino a quando la popolarità del presidente non sarà attenuata dal tempo o da avvenimenti. In un certo senso, io penso che l'opinione espressa da Goldwater, un paio di giorni dopo la sua sconfitta, che fosse venuto il tempo per pensare ad una riorganizzazione dei due partiti americani tradizionali, sulle basi di una definita distinzione fra progressivi e conservatori, non sia affatto irragionevole: ma, senza dubbio, prima che ciò avvenga, bisogna che si risolva il conflitto interno del partito re4>ubblicano, colla eliminazione definitiva dalla scena politica di chi non è conservatore, ma radicalmente ed impraticamente reazionario. E d'·altra parte che sia limitata la possibilità, ora concessa dalle circostanze al nuovo presidente, di diventare arbitro della situazione politica interna, riducendo a clienti tanto gli elementi di destra che quelli di sinistra. Il pericolo della scomparsa di una opposizione nazionale non può essere sottovalutato; •al momento attuale, se non ancora una realtà, è certamente una possibilità, e sol!Ja.nto da un comportamento essenzialmente saggio di Johnson i timori possono essere alleviati. * .. * * Oltre al pericolo della scomparsa di ogni efficace forma di opposizione e di critica, altri dubbi possono essere rinfoco!ati dalla presente situazione politica estera. Dallo estremo oriente all'Europa, il sistema ,politico internazionale imperniato sulla situazione esistente alla fine della seconda guerra mondiale e negli anni immediatamente successivi è in sfacelo. Da Cina, cioè almeno un quarto de!la popolazione mondiale, per anni ignorata come non esistente dagli Stati Uniti, giudicata incapace di liberarsi, colle sue sole forze, dai vincoli di sistemi sociali e produttivi primitivi, sta 4 CONTROCORRENTE - Winter 1965

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