Controcorrente - anno XXI - n. 44 - inverno 1965

americani; nelle discussioni per l'unità o la disunità• europea; nelle discussioni Intorno alla funzione e alle azioni delle Nazioni Unite. Evidentemente in alto manca un ,po' d'immaginazione; ma a noi della base ciò non interessa; ci facciamo del male inutilmente a litigare tra noi. L''accapigliarsi, oggi, tra comunisti ed anarchici è diventato anacronistico. La polemica tra loro è diventato un tema superato; perchè tale discussione non può avere alcun valore pratico se i due fronti sono cosi compenetrati, intercomunicanti direi; proprio come dei vasi comunicanti; in un osmosi continua e sconcertante. Per intercomunicanti intendo dire che numerosi sono gli agenti, fanatici o venali che siano, che rendono servizio ora a questo, ora a quello schieramento antagonista, In questa foresta di gruppi politici diversi, spezzettati ed ingarbugliati In un sottobosco di partitini, correnti, chiese, sette, tribù, razze,... e chi ,più ne ha, più ne metta. La osmosi poi, avviene in alto; nelle colorature ideologiche dei grandi piani nazionali. I devoti del capitalismo privato (leggi America) possono assumere occasionalmente soluzioni tattiche dei loro problemi che fanno invidia ai socialisti e comunisti più convinti e più intelligenti. E cosi pure i turiferari del capitalismo di Stato (leggi Russia) amano prendere atteggiamenti liberaleggianti ed umanistici, spintivi Note di . . v1agg10 dalla stessa necessità di dovere sopravvivere ai loro gravi problemi interni. Ora una parola a quelli anarchici, miei avversari accaniti, per fedeltà jncondizionata ai loro capogruppi. Se vi capita di leggere queste mie righe non pensate che la mia mente sia veramente concentrata nel dare lezioni ai vostri "old timers." Io non ho più niente a che dividere con loro, nè con voi. Se voi vi sentite liberi di non accettare nessun'altra idea che quelle espresse come "verbo" dai vostri sacerdoti in carica, io, in nome stesso della libertà, posso commentare quello che mi capita di leggere e che può interessare ad altri vicini a voi, ma fuori del vostro ,ristretto cerchio di "consacrati". Voi potete continuare ad inorgoglirvi della vostra purezza di anarchici fedeli ai "classici" (Quali?) del pensiero anarchico e scagliarvi contro tutti quelli che non la vedono come voi. Io posso, liberamente, additare ai volenterosi che sono tra voi, che una così testarda ed insulsa presa di posizione non fa che giovare ai vecchi padroni non disposti a mollare i vecchi privilegi; cioè a quei padroni che sono tra i più arroganti e di mentalità più medievale. Se la libertà è la vostra dea, sia te coerenti; lasciate che anche gli altri la servano, quando capita. NADA SERANO ILCOMUNISMO VISTOADOCCHNIOUDO (Continuazione del num. precedente) I negCY~ip, er quanto ampi!, contenevano pochissima mercanzia. File di acquirenti 'dinanzi a panetterie e spacci di carni. La carne è una delle necessità che più scarseggia. Il pane, proprio in Ukraina, in altri tempi il granaio d'Europa. Nel mercati di prodotti agricoli, in abbondanza soltanto patate e cavoli. Poche bietole rosse e pochissime carote. Niente con cui si potesse allestire un'insalata. Nella seconda metà d'aprile, rare le cipolline verdi. Un po' di uova e un po' di polli venduti al libero mercato, cioè alla barba del govedno costretto a lasciar fare per non crearsi guai maggiori. Niente frutta •fresche. Soltanto delle melette malaticce a due rubli il kllo; per noi $2.20, per un cittadino italiano lire 360. Comunque, non importa con quale denaro, prezzo esorbitante. Questo ci ha spiegato Il perchè un ·russo da noi invitato, a fin di pranzo non ha voluto che lasciassimd due delle piccole mele sul tavolo. Vedendo che noi non intendevamo portarle con noi, le ha ,prese lui, Intascandole co un sorrisino meflsto- . folesco. Le cittadine sovietiche comprano con parsimonia; molto più parsimoniosamente delle donne del popolino napoletano. Altrimenti, frutta secche, dalle apparenze non troppo pulite. I russi le bolliscono allo stesso modo e per la stessa ragione che nei paesi orientali si bollisce l'acqua da bere. A questo punto facciamo brevemente dei calcoli. Un professionista russo percepisce salari non dissimili dai suoi colleghi bulgari: da 60 a 100 rubli al mese. Gli operai specializzati guadagnano qualcosa in più. Prendiamo a caso un professionista che guadagni 150 rubli al mese. Consideriamo il valore del rublo non in rispetto all'esagerato del dollaro, ma al Lea bulgaro, tanto per avvicinarci ad una certa realtà del valore monetario del rublo. Si addiverrebbe al fatto che 150 rubli equivalgono a $60.00, e non a $165.00, come potrebbe apparire altrimenti. Ho cercato, domandato a banchieri, agenzie di cambio e di viaggi, di appurare quale è, come è valutato il cambio della Lira in rispetto al rublo. Ho avuto risposte tanto contradittorie da non capirci nulla. Infatti gli stessi agenti hanno confessato di non conoscere la verità. Mi è stato detto 22 CONTROCORRENTE - Winter 1965

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