Controcorrente - anno XIX - n. 32 - set.-ott. 1962

in ogni campo in cinquant'anni di regime libero anzichè punti deboli dell'Italia prefascista. Chi legga le dispense di Harvard con l'animo sgombero da preconcetti dovrà riconoscere che mai vi fu accusa più infondata di quella mossa a Salvemini dai nazionalisti e fascisti di essere un antiitallano. Al contrario, da queste pagine, come da tante altre dello storico pugliese, traspare un amore per l'Italia ed una difesa del popolo italiano di fronte all'opinione internazionale, che ne fanno uno dei continuatori degli uomini del Risorgimento. Questi due libri rappresentano uno dei frutti più maturi del pensiero storiografico di Salvemini, e a nostro giudizio, sono Corriere Italiano quanto di meglio sia stato finora scritto sulle origini del fascismo. Da essi non potranno d'ora in poi prescindere quanti si oè<:upano di questo periodo della storia italiana, e faranno bene a leggerli quei giovani l quali si affacciano alla vita politica e vogliono farsi un'idea chiara di cosa sia stato il fascismo e di come sia riuscito ad insediarsi al potere. A tutti costoro, la storiografia salvemlana non offre soluzioni facili o comode evasioni in concezioni metafisiche o deterministiche della storia. Questa è fatta dalle minoranze. e soprattutto dagli individui; i quali sono responsabili delle loro azioni. Enzo Tagliacozzo COSI ' VANNO L E COS E Firenze, Ottobre 1962 Quanti eventi clamorosi i un mese solo! In anticipazione dell'apertura del Concilio Ecumenico, Giovanni XXIII ha viaggiato a Loreto ed Assisi. Ha voluto pregare San Francesco per chiedergli aiuto per la buona riuscita del Concilio. Pare un po' strano che un Papa debba rivolgersi a dei subalterni quand'egli è supposto di essere in diretta comunicazione con Dio nella sua veste di Vicario di Cristo in terra. Ad ogni modo, queste cose li Papa le conosce meglio di noi e se l'intervento di San Francesco e la madonna di Loreto sono necessari per Il suo successo del Concilio, sia pure cosi. Egli è però che li Papa stesso qualche tempo fa ha espresso li timore che il diavolo ficchi le sue corna nella faccenda ed è possibile che egli abbia voluto premunirsi prenotando aiuti nelle sfere celesti, timoroso, più che del diavolo, della incerta saggezza dei padri conclllari. Uno stuolo di v-escovi di vari paesi del mondo lo hanno preceduto o accompagnato nel viaggio fatto in treno presidenziale messo a sua disposizione dal governo italiano. Capo scudiere durante la gita è stato li Presidente del Consiglio dei ministri Flanfani, ed a rendere umile omaggio al capo del cattolicismo non è mancato li Presidente della Repubblica, l'on. Segni. Altro che separazione tra Stato e Chiesa! Abbassa sempre più li groppone "Pantalone " e paga le spese. • • • Uno tra gli ultimi pesci grossi a giungere a Roma è stato il "bombardato" cardinale Spellman. Più di lui ritardatari sono stati i messi della chiesa russa. tanto gentilmente fatti Intervenire da Nikita Krusciov. I due siederanno nel Concilio in veste di osservatori, come faranno gli altri prelati cristiani non aderenti aJla Chiesa di Roma. Dovranno star zitti per tutta la durata del Concilio che si prolungherà per qualche tempo entro li 1963. Per I russi almeno, provenienti dal paese ove li silenzio è oro, li tener la bocca tappata non dovrà essere cosa difficile. Il Papa, il quale contrariamente alle inclinazioni del suo predecessore Pacelli se la intende bene con i giornalisti, il giorno dopo l'apertura del Concilio con uno dei più grandi spettacoli coreografici di tutti I secoli, ha voluto incontrarsi con la stampa nella più famosa " Cappella " del mondo, la Sistina. Tra la massa degli scribi interv,enuti non sono mancati l rappresentanti della stampa comunista e l'inviato della agenzia Tass. In quest'occasione, il Santo Padre, prendendo veramente il diavolo per le corna, ha riparlato di " pace"; probabilmente In parte ispirato dalla presenza del contingente comunista, anch'esso propagatore di pace mentre prepara la guerra. Vi son tante prospettive di pace, ed a quale li sant'uomo alludesse io non saprei dire. Certo è che in gestazione è anche la Pace tra la chiesa romana ed il bolscevismo. Non mancano le indicazioni. Dal telegramma di Krusciov congratulando Giovanni XXIII nella ricorrenza del suo ottantesimo anno, all'attenuata guerra della Chiesa al "comunismo" e l'invito speciale della stessa alla consorella russa e conseguente intervento dei messi al Concilio, tutto punta al possibile amplesso. Non di questo, ma di qualcosa che il Papa ha detto ai giornalisti nella " Sistina" voglio qui occuparmi. Dopo aver esortato a proclamare i veri motivi che ispirano la Chiesa, il pontefice ha continuato: "Cosi, grazie a voi molte prevenzioni potranno essere dissipate. Servendo la verità voi avrete perciò stesso contribuito a quel disarmo degli spiriti che è la condizione prima per l'istaurazione di una vera pace su questa terra". (Benny Lai - Nazione, 14 Ott.) li disarmo dello spirito è stato a tutti i tempi uno dei primi obiettivi della Chiesa. li disarmo dello spirito è sempre servito al dittatore di tutte le specie a fare scempio delle libertà e del po' di benessere di cui godevano I popoli. li disarmo dello spirito significa pure la fine della volontà. Facile è dominare chi questa ha perduta. 8 CONTROCORRENTE - Ottobre 1962

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