Controcorrente - anno XIX - n. 32 - set.-ott. 1962

RIVISTA DI CRITICA E DI BATTAGLIA Fondata nel 1938 - Direttore: ALDINO FELICANI Indirizzo: CONTROCORRENTE, 157 Mllk Street, Boston 9, Mass. CONTROCORRENTisEpublishedbl•montlliy.Mail address: 157 Milk SL, BostDn.Aldirw,f•llcanl, Editor and Publlshtr.. Office ol publi<lllion157 Milk Strttt, Boston9, Mass. Stcood·cli1S5 nali prlvilogosauthorlztd al BostDn,Mass. SUbscl'lptlon$3 • y,er. Voi. 19-No. 2 (New Serics :32) BOSTON, MASS. September-October, 1962 Panorama Americano SITUAZIONE Certamente nessuno può dimenticare per lungo tempo le ore di ansietà passate nell'ultimo mese; nessuno può senza fremere considerare quanto vicino fu il pericolo di una guerra atomica. Per il momento, la crisi appare per lo meno rimandata; per quanto tempo, nessuno sa. Ci auguriamo sia per sempre, e che gli avvenimenti delle ultime settimane abbiano messo in evidenza la profonda, innata inutilità degli armamenti nucleari, la cui capacità distruttiva annulla ogni possibile vantaggio sperato in una guerra. Se la crisi degli ultimi giorni ci può accennare ad un barlume di ottimismo, esso consiste proprio nel fatto che i due contendenti, gli Stati Uniti e la Russia, armati fino ai denti con armi micidiali, sono stati trattenuti dall'usarle proprio soltanto dal terrore di scatenare una guerra da cui nessuno poteva presumere di uscire se non disfatto. Negli ultimi cinquant'anni, una situazione di tensione internazionale come quella sviluppatasi ultimamente non avrebbe potuto essere risolta che col ricorso alle armi. Le due guerre mondiali scoppiarono entrambe sotto provocazioni di tensioni internazionali più tollerabili di quella che si generò in ottobre. Nessun governo, fino ad oggi, avrebbe rinunciato a una spedizione militare di invasione, se, come gli Stati Uniti, avessero avuto la prova che basi, sotto diretto controllo di una potenza militare avversaria di primo ordine, venivano costruite sul territorio di un altro piccolo stato minacciando l'integrità del proprio territorio. Come sarebbe stato inconcepibile per l'altro colosso militare, la Russia, di accettare di essere colto in mendacio, prima, col negare l'esistenza di installazioni militari evidentemente offensive per essere costretto ad ammetterla entro poche ore. " poi di capitolare promettendo di smantellarle. con com,eguenze che oossono facilmente essere disastrose politicamente e propagandisticamente. Se la crisi degli ultimi giorni avesse PERICOLOSA veramente dimostrato la inutilità degli armamenti moderni come mezzo per risolvere le divergenze internazionali, noi dovremmo accogliere con gioia la terribile ansia attraverso a cui siamo passati. Se essa poi portasse ad un clima diverso nelle relazioni internazionali, ove la guerra, fatta con qualsiasi mezzo venisse considerata incompatibile colle aspirazioni ed i fini di tutti i popoli, potremmo riguardare i giorni trascorsi nel terrore come la crisi liberatrice del genere umano. Purtroppo, io temo, una simile conclusione sarebbe ingenuamente visionaria. In realtà invece gli argomenti di coloro che sostenevano la necessità di reagire con militare decisione ad ogni ten_ tativo espansionistico della Russia, di non confidare, nelle trattative con essa, che sulla bruta forza escono rafforzati dagli avvenimenti. E' senza dubbio difficile per un liberale non dover ammettere che, pure usando i mezzi che più facilmente egli prevedeva conducenti al disastro, il giovane presidente americano ha dimostrato nervi di acciaio e probabilmente savia, considerata decisione guidando la sua nazione all'orlo della guerra. valutando tempestivamente la importanza delle mosse militari e, diplomatiche, ma evitando, almeno per ora, Ja guerra. I mezzi usati sono stati quelli della dimostrazione di forza, non quelli delle trattative dirette o, meglio ancora, attraverso la organizzazione delle Nazioni Unite; ,però il risultato, la preservazione di una pace, sia pure incerta, è stato raggiunto. Considerando le Informazioni che sono trapelate al pubblico, l'esperienza passata nel giudizio delle azioni di ogni potenza, non è facile ad un liberale rigettare l'argomento che denunce alla organizwzione delle Nazioni Unite, trattative diplomatiche che dessero modo di temporeggiare e dilazionare decisioni, discussioni fra nazioni in cui influenze propagandistiche avessero modo e tempo di giocare, avrebbero solamente agito i'1

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