di fronte all'esemplare coraggio del giovane studente Meredith e alla reazione del mondo civile e alle disposizioni dell'Alta Corte, e dare così inizio al principio della fine di questo vergognoso stato di cose, che non deve avere più casa fra le genti del consorzio civile. Il problema del razzismo e dell'integrazione in quelle zone porterà tempo per essere interamente risolto, perchè più che con la forza va trattato con l'educazione e la persuasione dei cittadini, che ogni essere umano deve nei diritti come nei doveri essere trattato alla pari. Tardi è vero, ma la retrograda e fossile mentalità dei Barnett, dei Johnson e dei Walter, dovrà cedere di fronte alla saggezza, alla civiltà e al progresso in corso. I tempi sono più che mutati. Comunque la crisi più scottante e pericolosa è stata e rimane aneora quella di Cuba che in queste ultime settimane viene considerata più vulcanica di quella di Berlino. Quali che possano essere le considerazioni di carattere generale, la segreta e negata preparazione delle basi missilistiche da parte di Mosca e di Avana hanno fatto traboc_ care gli eventi. Al blocco marittimo dell'America ha fatto seguito lo smantellamento delle rampe missilistiche, ossia la ritirata strategica e diplomatica della Russia. Nel trattare il ritiro dei missili Kruscev non ha cercato l'opinione di Castro. Lo ha solamente Ignorato. Gli intrighi diplomatici di tutte le ore di questi giorni di crisi, e l'invio del segretario generale delle Nazioni Unite a Cuba ben poco sono valse a ridurre la tensione. L'invio e la prolungata presenza ad Avana di Mikoyan, primo vice primier sovietico, hanno fruttato migliori risultati, mentre la sua missione finale rimane più che misteriosa. Siamo ·arrivati cosi al ritiro dei bombardieri russi, che dovrà avvenire entro 30 giorni e alla cessazione del blocco marittimo da parte dell'America, già avvenuto. E' cosi che la tensione si è alquanto raffreddata, benchè le intorbidate acque dei C,iraibi rimangono sempre agitate. La opposizione all'ispezione da parte di Castro, rendono gli ultimi aceordi complessi e difficili e la situazione resta foriera di nuove sorprese e di non lievi difficoltà. Vale almeno per noi di ripetere fino alla no;a, che se ognuno si facesse i fatti suoi in casa propria, nulla ci sarebbe da temere in tema di complicazioni internazionali, e il mondo continuerebbe a girare indisturbato e sarebbe una cosa molto più seria. Se ognuno curasse in casa propria la soluzione di tutti i problemi che ci confrontano, che sono infiniti, e cercasse la via migliore per risolverli, senza interferire e n1ettere le corna in casa altrui, si formerebbe la migliore garanzia di benessere e di pace universale, in un'atmosfera di affratellamento umano. Ma quando si continua a fondere cannoni, a preparare missili, a ricercare armi nucleari di potenza distruttiva che mente umana possa mai immaginare e a farne oggetto di esportazione e di amicizia ... e istigare e mettere i popoli l'uno contro l'altro, è cattiveria della più pura marca, serve solo a creare odio e incomprensione che conducono all'orlo del precipizio. Sempre in seguito all'interessamento dello stesso onorevole Foderaro, il direttore del fondo per il culto, ha concesso un contributo di un milione e cinquecento mila lire, per il restauro e l'arredamento della casa cano_ nica della chiesa della Purificazione in Reggio Calabria, Ed il ministro dell'interno ha concesso un rilevante quantitativo di materiale ,issistenziale - tele, maglie di lana, vestiti, tessuto per biancheria ecc., a favore delle opere assistenziali della parrocchia Santa Maria delle Grazie di San Giovanni in Fiore, Cosenza. Purchè ci siano le chiese e le parrocchie in buone condizioni, cosa può importare ai preti e alle autorità governative, che in questi paesi la stragrande maggioranza degli abitanti non hanno acqua potabile, fognature, strade, scuole e vivono ancora in case malsane e catapecchie cadenti, in dieci in una stanza, se cosi si può chiamare, e in uno stato di indigenza spaventevole e vergognoso? Non crediamo sia fuori posto porci una domanda. Fino a quando queste popolazioni si faranno docilmente tosare da tanti sfruttatori e mistificatori di tutte le specie che per dominarle e controllarle gli hanno imparato l'osservanza del bifronte testo biblico, che chi soffre in questo mondo andrà poi... a godere in paradiso? Ci viene fatto di ricordare a proposito di quel tale monsignore malato alquanto seriamente, che dal dottore ebbe l'ordine, se voleva salva la pelle a vivere ancora lungamente doveva cambiare clima e trasferirsi in Svizzera ... altrimenti se ne andava presto in paradiso. Il monsignore senza esitare rispose ... vado in Svizzera. Il Muratore IL DR. BRUNORI SCRIVE - "Caro Felicani: Fa il piacere di pubblicare nel prossimo numero di CONTROCORRENTE che il Dr. Brunori non risponde agli attacchi di Nomade, perchè si tratta di un anonimo". - Nel dar corso al desiderio del Dr. Brunori, ci piace rilevare che questa trovata dell'anonimo è una bella scusa per sfuggire la discussione. Qui non vi sono anonimi. "Nomade" collabora a CONTROCORRENTE da oltre un anno e lo consideriamo parte della famiglia della rivista. Parlare di anonimi, in questo caso, è voler cercare una scappatoia. E' voler fuggire la discussione. Ci dispiace. Avremmo pubblicato volentieri la risposba del Dr. Brunori, per dimostrare che qui non si castra il pensiero di nessuno. 28 CONTROCORRENTE - Ottobre 1962
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