che gli fu sempre costante, col rivedere i compagni superstiti dalla lunga ardimentosa lotta clandestina avversa al fascismo. Lo rividi migliorato, ma fu miraggio temporaneo, inquanto le sofferenze fisiche della sua compagna, e poscia la di lei scomparsa dalla vita, lo amareggiò duramente. Il peso degli anni, e gli acciacchi sopraggiunti, lo relegarono presso una sua figliuola, costringendolo a rinunziare al suo orticello che per lui era il suo preferito passatempo. Leggeva e leggeva sempre, ma solo i giornali di tendenza anarchica, che gli provenivano da qui e dall'Italia, mantenendosi attivo abbonato e generoso oblatore, malgrado la sua ristretta pensione. Dotato di intelligenza impressiva, occasionalmente rievocava episodi di lotte del passato, e con esse i nomi di tanti precursori quali Malatesta, Schicchi, Borghi, Gori ed altri di cui la mia mente falla ricordare. Aveva una speciale simpatia per Salvemini, ed io lo vidi piangere quando egli apprese di questi la morte. Guglielmo Boattini ebbe molti amici estranei ed avversi alla sua fede. Ciò forse perchè egli era buono e rispettoso, ragiona_ tore persuasivo e fermo alla sua anarchica idea. Ebbe funerali civili, con concorso di numerosi amici. Abbassiamo la fronte alla sua memoria. Viglio NOTA-Anche- " Controcorrente" aggiunge le sue espressioni di cordoglio alla famiglia del compagno scomparso. GIOVANTNUI MMOLSOCRIVAENCORA Trieste 23-8-1962 Caro Felicani, Ho ricevuto "Controcorrente" e ti ringrazio di avermi pubblicato la lettera contro Prezzolini. Non ricordo se questo mio pensiero te l'ho già espresso; nella peggiore delle ipotesi, lo ritorno a dire, perchè possa ricordartelo. Il grande merito del tuo periodico consiste proprio nell'essere tipicamente antifascista, senza essere settario, senza irrigidirsi in una sua propria idea obbligando gli altri a seguirla. Vedo Bakounine in compagnia di Salvemini (intendo, perchè elogiati dalla stessa "Controcorrente") che sono ideologisti abbastanza d'intendimento diverso, il che dimostra che tu non sei un chiacchierone della libertà, ma che sai essere libero anche nei fatti. Conseguentemente il tuo periodico acquista il pregio di essere niente affatto monotono e perciò attraente, istruttivo e interessante in ispecie dal punto di vista storico. Qualche cosa di simile avevo proposto a un compagno qui in Itialia, ma s'lrrigidl ben presto anche lui e la rivista falli; infatti l'irrigidirsi è disastroso anche dal punto di vista pratico, economico. Mi sono accorto che rpurtroppo anche tu hai qualche piccolo deficit, ma se si tiene presente che attraversiamo un periodo di collasso spirituale, mondiale, riscontrabile in tutti i partiti politici e movimenti ideologici, e che perfino il comunismo russo non ha l'entusiasmo del 1922, devi assolutamente considerarti un combattente che ha vinto la sua battaglia. Ho letto che Stefano Vatteroni vuole rappresentJare "Controcorrente" in Italia. Benissimo, in quanto in Italia e direi in tutto il mondo, non esiste un periodico indipendente, coraggioso, libero, come il tuo. La causa del collasso spirituale io immagino che si debba ricercare oltre alle conseguenze del positivismo unilaterale, ma anzitutto nel settarismo che soffoca la libertà di pensiero; lo spirito umano si trova in istato di asfissia. Comprenderai che il combattente non può far differenza fra la schiavitù che gli giunge accentrata dallo Stato e quella dei singoli tirannelli di singoli enti, siano giornalistici, siano aziendali, etc. Il fatto resta che la propria opinione, la propria verità che gli sanguina nell'intimo, non può divulgare, e il ghiaccio del deserto che gli sta attorno, un po' gli entra dentro. Se ti resta qualche copia di "Controcorrente" (Giugno 1962) e vuoi spedirmela, farò propaganda fra i miei conoscenti. " Controcorrente " dovrebbe essere diffusa in tutte le edicole, ma comprendo che è cosa difficilissima. Conosco perfino librai che si fanno pagare enormemente per esporre un libro, una rivista, recensori che per recensire esigono come m.inimo lire ventimila. Che cosa vi è più da sperare da questo mercato della letteratura e della politica? Perciò tu che sai navigare ancora su questo maremoto di loschi interessi, sei un nocchiero veramente sorprendente. Mi è capitato di ripescare fra le mie carte una mia conferenza tenuta a Muggia il 17-2-1946 dal titolo "Apologia dell'Anarchismo" conferenza che fu applaudita calorosamente, e sarebbe per me lusinghiero vederla pubblicata sul tuo periodico "Controcorrente", ma purtroppo occuperebbe quattro o cinque colonnette e sarebbe quindi troppo ingombrante, perciò non oso di allegartene una copia, sperando un giorno di possedere tanto denaro (ma verrà quel giorno?) da divulgare tutti i miei scritti rivoluzionari restati inediti. Sai uti cordiali. Giovanni Tumrrwlo CONTROCORRENTE - Ottobre 1962 25
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==