- Non avete oziosi? - Abbiamo chi lavora meglio e chi lavora peggio; chi è più diligente e chi lo è meno; ma ciò non nuoce al buon andamento delle cose. Il più dell'uno compensa il meno dell'altro. - Non avete miseria? - Punto. - Nè delitti? - Non nego che, talvolta, non occorrano e gelosie e rivalità; ma ben di rado, per non dir quasi mai, un cittadino nuoce all'altro ... Del rimanente, poi non si:imo, nè ci crediamo perfetti. Tutt'altro: noi sap· piamo, anzi, che il genere umano anderà ancora molto avanti; e ci confortiamo, dicendo: Se giunse sin qui, arriverà anche sin là. - Or dimmi: la famiglia e l'educazione, che forma hanno -assunta? ... - A lungo dovrei risponderti; ma in due parole mi sbrigo. L'amore è libero, come ogni altro umano affetto. Cioè l'uomo e la donna, che s'amano e si congiungono, provvedono alla sussistenza dei figli sino a che questi abbiano quattro o cinque anni di vita; e provv-edervi possono facilmente, sia perchè il lavoro, che fanno, frutta ampiamente, sia perchè ogni società di lavoratrici ha pensato d'istituire un capi~ale particolare, detto di .maternità, che consta, appunto, di tutto ciò, che occorre all'alle· vamento dei bambini: dai quattro e dai cinque anni in su, tanto i maschi quanto le femmine hanno e nutrimento ed istruzione e tutto dalla comunità, che non abbandon'a nè queste nè quelJi, se non quando entrano a far parte di una delle arti, che compongono in comune ... - E ... scusa, se t'importuno, gli sposi son essi fedeli, gli uni agli altri? ... - Certo: l'adulterio, l'abbiamo conosciuto, leggendo i vostri romanzi; ma, da no!, non c'è, nè ci può essere: nessuna legge obbligando l'uomo o la donna a vivere con chi non voglia ... - Bene, soggiunsi; e le arti e le lettere e le scienze? - Si coltivano da chi vi abbia inclinazione. Chinai la testa pensieroso; poi, piantando gli occhi in faccia al mio ospite, lentamente e gTavemente gli chiesi: - Siete voi felici? Il giovane apriva già bocca per rispondere alla brusca interrogazione, quando una forte bussata all'uscio mi svegliò di soprassalto. Qual disinganno. Da Imola socialistica, ricadevo ad un tratto in Imola monarchica e poliziesca. Io era, ammonito e sorvegliato, e le guardie venivano a vedere se non a~ssi contravvenuto alla sorveglianza collo star fuori di casa la notte! ... • • • - Sogni! Sogni diranno le anime can· dide, che hanno letto fino ad ora ... - Eh! ve l'ho detto io stesso che è un sogno, anime mie; ma quante cose, che parevano sogni; quante cose, che i nostri nonni consideravano favole, non sono oggi r~ltà viventi? quante cose, all'udir le quali ci stringiamo nelle spalle, non saranno un giorno altrettante realtà? Pensate, anime mie: pensate: la nonna vi raccontava probabilmente che v'era una volta, un uomo, il quale aveva orecchie tanto lunghe ed acute, che udiva quel che si diceva a Bologna, a Parigi a Mosca! - Ebbene: queste orecchie le abbiamo: sono i telefoni e i telegrafi. - La nonna vi diceva, altresl, che v'era un·a volta, un uomo, che aveva un paio di stivali tanto preziosi, che facevano sette miglia a11'ora! Questi stivali, li abbiamo, anime candide: sono le macchine a vapore e ad aria compressa. L-a nonna vi diceva ancora tante altre belle cose. Ebbene, considerate il mio sogno come un racconto della nonna, e lasciatemi sperare che s'attui un giorno, come si attuarono le altre fiabe che raccontava, povera vecchia! Andrea Costa LA P ACE D E I POPOLI L'autunno è la stagione intermedia fra l'estate e l'in~rno, ed alle belle giornate d'ottobre noi poveri mortali se altro non godevamo quel buon clima e lo splendido sole, però tutto in uno abbiamo subito la eclissi, che non era l'eclissi di sole, o di luna, che si manifestavano periodicamente in fra gli astri. Ma invece si tratta di un v-elo oscuro di paura che durava quasi quarantott'ore, questa era la crisi politica come per voler riepilogare la guerra fredda, che s'inoltra da 16 anni fra i due blocchi che separano il capitalismo di stato da quello più vecchio ed egoistico individuale, capeggiato tutto dai Russo-Americani. La morsa del blocco navale Americano intorno all'isola di Cuba, che fu proclamata dal presidente Kennedy, era un rischio mortale non solo per gli Stati Uniti ma bensl per il mondo intero. Già che Cruscev, primo ministro bolscevico aveva minacciato a più riprese di tenersi al largo e non toccare Castro. Tutto questo tumulto se pure non è ancora finito, ma non si può negare che la prudenza di Cruscev, quando ha promesso a Kennedy che la base militaristica di Cuba, veniva smantellata. D'allora in poi sembrava che le umane genti respirassero più lievi. Però lo sfondo nero della politica ed i torbidi velenosi delle consorterie interessate a soffiare sul fuoco sembra ancora una fatale ostinazione di spingersi sino all'irreparabile. Eppure, io dico che la pelle preme a tutti, anche ai più accaniti guerrafondai, dico questo perchè, sospetto che la flessibilità di Cruscev, abbia ripercussione anche nel 22 CONTROCORRENTE - Ottobre 1962
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