-No .. . - No? ... Infatti, se tu ne sapessi qualche cosa, non m'avresti chiamato Sig11ore! e non m'avresti dato del lei! .. . ·- anticaglie codeste, che nessuno di noi ha mai udite ... e che appena appena i nostri bisnonni ricordavano ... Grande era il mio rapimento all'udire quelle ,parole; e, internamente sorridendo, mi dicevo: Ah! come vorrei che fossero qua certi sputasentenze del mio tempo, che ci chiamavano matti e malfattori e gridavano che il socialismo era un'utopia inattuabile! ... Poi, rivolgendomi al mio interlocutore, gli chiesi: - Potresti tu raccontarmi, amico mio, come mai avvenne que1la grande rivoluzione internazionale, a cui alludesti? ... - Certo, rispos'egli. Ho un'ora da perdere: e ben volentieri la passerò con te. Non ti dispiaccia di venir meco ... Camminando al suo fianco, scorgevo bensì, qua e là, tracce della vecchia Imola; ma parevano un ricordo lontano. Giunti nella gran piazza: - Vedi tu quella colonna? mi disse ... - La vedo. - E' il monumento, che ricorda appunto la grande rivoluzione. Scoppiata, press'a poco contemporaneamente, in tutta Europa, dopo la gran guerra internazionale, che tenne occupate tutte le forze militari dei grandi imperi, essa passò come un uragano devastatore e purificatore sopra la terra, sconvolgendo, estirpando e fecondando. La pugna fra il vecchio e il nuovo mondo fu terribile. Le vittime, tanto da una parte, quanto dall'altra furono innumerevoli; ma, alla fine, come vedi, il buon dritto ha trionfato; e noi godiamo ora di un benessere, di una pace e di una coltura, che le età precedenti non sognarono mai. - Ma dimmi, soggiunsi: Come vivete voi? - come producete ciò che vi abbisogna? come vengono distribuiti i prodotti? - Chi è responsabile d-el buon andamento della produzione e della consumazione? - Come conciliate i vari bisogni? i vari interessi? la varie facoltà? - Come? ... - A quanto pare, gli uomini del tuo tempo erano curiosi, non è vero? - Ma la tua curiosità è giusta; e voglio soddisfarla. Se non che, suppongo che tu abbia fame o sete e sia stanco; ed io non voglio che tu rimanga in piedi più a lungo ... Vieni. .. Il luogo, ov'egli mi condusse, era una gran sala, semplicemente, ma con gusto mirabile. adornata. - Quivi, egli disse, convengono tutti coloro. che giungono dal di fuori, sia per istabilirsi fra di noi, sia •per visitare la nostra città e le nostre manifatture. Qui dintorno sono gli uffici principali della città: posta, telegrafo, telefono, biblioteca, sala di lettura e di scrittura e cosi via ... Qui, se hai fame o sete, puoi rifocillarti. .. Ma. più assai del mangiare o del bere, mi premeva di udire in che modo vivevano gl'Imolesi della nuova età: talchè, quando il mio ospite incominciò di nuovo a parlare, fui tutt'orecchi. - Come viviamo? chiedi. Or te lo dico. Le terre del Comune, che appartenevano, una volta ... così dice la storia ... - Ed io lo ricordo purtroppo! ... - ... a tanti signori, che non le lavoravano e non ne traevano la metà dei prodotti, che n-e traggono i nostri, questa terra è coltivata dai lavoratori dei campi del comune imolese. So che. a' vostri tempi, i contadini ed i braccianti erano tenuti in poco conto; ·ed è certo che la lontananza dalla vita pubblica li rendeva, generalmente, meno colti e meno facili a progredire. degli operai di città; ma oggi, vedi, oggi non v'ha più di[ferenza alcuna fra gli operai di città e quelli di campagna. - Oh! come? ... - Come? ... Le vie di comunicazione son tante e così rapide e la coltura della terra vien fatta tanto razionalmente, che, tolte poche settimane dell'annata, i lavoratori dei campi abitano la città, come tutti gli altri, e vivono press'a poco della stessa vita, di cui viviamo noi stessi. L'ufficio di statistica dei contadini sa, il giorno prima, quante braccia abbisognano qua e là, non solo; ma sa, altresi, chi ha lavorato oggi - e in che modo - e chi deve lavorare domani - e in che modo, i contadini tutti, intendo i sani ed i robusti, essendo vincolati fra di loro da un patto, accettato da ognuno di essi, per cui si obbligano ad attendere ora a questa. ora a quell'opera - in certi giorni e in certe ore - di guisa che ognuno abbia la sua parte de' lavori gradevoli e de' lavori [aticosi dell'agricol · tura ... Essi provvedono la comunità di grano, di canepa, di uve o di altro e la comunità li provvede di macchine, di case. di armenti, di tutto insomma... Se tu fossi stato qua stamattina di buon'ora, avresti veduti i carrozzoni della via ferrata trasportare i lavoratori dei campi ai luoghi, ove l'opera loro era domandata ... - Lavorano essi in comune? - Certo: lavoro individuale non ormai più, •a' di nostri. Ognuno all'opera, a cui è addetto: ma dell'uno compie l'opera dell'altro; lavorano d'accordo. ve n'ha attende l'opera e tutti - E i meccanici, i calzolai. i sarti? ... - Fanno altrettanto. Internamente, i loro collegi sono autonomi, ma tutti vincola un patto comune. - E i prodotti? - Vengono trasferiti nei magazzini municipali. e dai magazzini si distribuiscono, vuoi ni vari collegi di lavoratori, vuoi ai singoli cittadini. - Non v'è consiglio municipale? - \"è per le cose generali; e si compone dei raJ)presentanti le singole parti. - Fuori delle arti non v'è vita? - No, se non pf'r i bambini, per i malati e per i vecchi, che hanno lavorato abbastanza. - Avete voi tutto comune? - E' comune ogni cosa, che occorre alla produzione: sono comuni. altresi, le cose di prima necessità; il resto, ognuno se lo gode individualmente. CONTROCORRENTE - Ottobre 1962 21
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