Controcorrente - anno XIX - n. 32 - set.-ott. 1962

ALCUCNEINNSIUFRANCISCO FERRE . Ferrer nacque da genitori di modesta agiatezza. All'età di guadagnarsi da vivere entrò come ispettore nelle ferrovie. Fin dalla prima età manifestò idee liberali e di bon'ora si mescolò alle agitazioni politiche militando in principio nelle file repubblicane. Dal pensiero passa all'azione onde nel 1885 prese parte al tentativo insurrezionale di Santa Colonna del Farnèy; sconfitto il tentativo fu costretto ad esulare dalla Spagna ed andò a Parigi, ove raggiunse Zorilla, che era allora il capo dei repubblicani progressisti spagnuoli, di cui divenne il segretario personale e politico. Col Zorilla prese parte alle varie cospirazioni destinate a sollevare la penisola iberica dal giogo dei preti e del borboni. Nonostante cercava di campare la vita come rappresentante di alcune ditte vinicole, mestiere che non arrivava a coprire tutti i bisogni della vita, ma ciò non lo scoraggiava. Morto il suo amico e maestro la sua mentalità subi una evoluzione in un senso nel tempo stesso più positivo e più radicale. Cosi Lui stesso spiega il suo nuovo atteggiamento: "Quindici anni di vita a Parigi, a contatto con i repubblicani francesi dai più moderati ai più radicali, di fronte ai movimenti boulongisti, drejfusisti e nazionalisti, conseguenze di un cattivo sistema d'educazione istituito sotto una vernice di laicità, mi convinsero che non basta proclamare una repubblica perchè, per suo mezzo soltanto, il popolo possa ottenere quanto aveva sognato e ciò che da lei si aspetta". "Notai nei partiti repubblicani spagnuoli lo stesso difetto che aveva presentato il repubblicanismo francese prima di proclamare la repubblica e nei primi anni di questa: una assoluta noncuranza dell'istruzione popolare, una ignoranza deplorevole sull'importanza capitale che ha per un popolo il sistema di educazione". Sicchè il Ferrer si proponeva di fondare una scuola che poteva servire di modello. Secondo la sua opinione, a tutte le scuole che i partiti radicali desiderassero fondare per liberare l'infanzia da le menzogne insegnate nelle scuole ufficiali. Ma la sua preoccupazione era quella, che l'assoluta mancanza di mezzi finanziari non gli permettesse di dare inizio ai suoi proponimenti. Ma le circostanze vollero che più tardi il Ferrer potesse attivare il suo sogno, e potesse dire con orgoglio che in molte città d'Europa esisteva una Scuola che asseconda la sue dottrine. Ferrer durante la sua dimora a Parigi è costretto a separarsi legalmente dalla moglie per diversità di opinioni; Ferrer era ateo, anticlericale mentre la moglie era religiosissima. Tralascia di fare il piazzista di vini, che non gli dà tanto da poter modestamente vivere, e si (a nominare professore di lingua spagnuola al Filotecnico di Parigi. In qualità di professore conobbe la Signorina Menniè, in origine religiosissima, ma che si lascia convincere alla idea laica. Quando la Signorina Menniè mori, Ferrer ne ebbe in eredità una forte somma che gli fu lasciata senza condizioni scritte. Con quella !orte somma, come scriveva allora Gustavo Hervè: " ... avrebbe potuto vivere tranquillo e felice, consacrare la sua fortuna alle orgie e divenire come tanti altri, deputato o ministro. Avrebbe potuto predicare ai poveri la calma, la rassegnazione, la riconciliazione delle classi dall'alto di una tribuna ufficiale, salutato con inchini dai generali e dai magistrati. Egli ha preferito consacrare il suo tempo e la sua fortuna all'emancipazione dei proletarii, senza chieder loro alcuna ricompensa. Ora la ricompensa l'avrà: dodici palle nella schiena". Ma per ben'altro Lui viveva. La sua grande sete di libertà e di verità gli suggeriva di realizzare il suo sogno. Sicchè fondò a Barcellona la prima Scuola Moderna, che nel 1906 contava in media centocinquanta alunni d'ambo i sessi. Le scuole laiche cominciarono ad avere il loro sviluppo mercè l'opera di aiuto e di sussidio del Ferrer. Barcellona contava in seguito, 14 scuole laiche e 56 nel resto della Catalogna! Un giorno Ferrer ebbe la soddisfazione di poter riunire a banchetto 1700 allievi. A quale scopo tende la Scuola Moderna, ce lo idee in poche righe lo stesso Ferrer: "La vera questione, secondo noi, consiste di servirsi della Scoula come il mezzo più efficace per giungere all'emancipazione completa, e cioè morale, intellettuale ed economica della classe operaia. "Se siamo di accordo tutti che la classe operaia, o meglio l'umanità in generale, non deve aspettare nulla da un dio, o da un. potere sovrannaturale qualsiasi, potremo sostituire questo potere con un'altra entità, lo Stato, per esempio? No! l'emancipazione proletaria non può essere che l'opera diretta e cosciente della classe operaia stessa, della sua volontà d'istruirsi e di educa1:5L .. Si tratta di far capire a tutta la classe operaia queste verità ... Ora, l!'entre nei. smdac~ti di mestiere queste verità elementari penetrano sempre p,u fra i lavoratori adulti, cerchiamo di farle egualmente entrare nei cervelli dei fanciulli e degli adolescenti• .....

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==