Controcorrente - anno XIX - n. 32 - set.-ott. 1962

l libri pubblicati dal Ferrer - trenta volwni nel 1906 - furono conosciuti in tutta la Spagna ed anche all'estero. Il catalogo della casa editrice razionalista conteneva fra l'altro " l'evoluzione superorganica" del Llura, la "Storia na,urale" del De Buen, la "Storia universale" della Jacquinet ed il " Riassunto della storia di Spagna " di Estevanez. In seguito all'attentato Morrai dell'aprile 1906, Ferrer è arrestato insieme a tutti i suoi collaboratori e le scuole chiuse. Liberato dopo tredici mesi, può rientrare in possesso dei beni sequestrati, ma tutte le Scuole Moderne restarono sbarrate. Ferrer non si arrende, emigra a Parigi e fonda la "Ligue internationale pour l'èducation rationnelle de l'enfance ", affiancata da una casa editrice. La Lega ha come presidente d'onore Anatole France; il comitato internazionale è formato dal Ferrer, Laisant, Albert, Heaford, Haeckel, Serpi, Gilles e Van Eysinga. Fra i primi aderenti notiamo Descaves, Fournière, Faure, Grandjouan, Maeterlinck, Malato, Naquet, Rolin, Sembat e Yvetot. A parte il "Boletin de la Escuela Moderna", che aveva ripreso le pubblicazioni dopo la liberazione del Ferrer, furono lanciate diverse riviste internazionali: "La Scuola laica " a Roma, " Razon " nel Perù, " L'Ecole rènovèe " a Bruxelles (che passerà a Parigi nel 1909 e diverrà settimanale). Nel luglio 1909 scoppiano i moti barcellonesi contro l'avventura coloniale del governo nel Marocco. Il 26 luglio è proclamato lo sciopero generale. Dal primo agosto incominciano gli arresti in massa che completano la feroce repressione militare. La casa editrice razionalistica è invasa dalle truppe, il segretario della Lega per la Spagna è arrestato e 110.000 volumi in deposito distrutti. Ferrer è arrestato con tutta la famiglia il 20 agosto, nella sua casa in provincia dove era restato durante tutta l'insurrezione, essendo all'oscuro dell'ordine di sciopero. Dopo un proces<;0 formale è fucilato il 13 ottobre successivo sotto l'accusa di aver fomentato la rivolta di Barcellona. L'esecuzione di Ferrer copri e copre di vergogna la Spagna dei monarchici, dei clericali e dei ricchi, anche se nelle pubblirazionr ufficiali si scrive sfacciatamente che il caso di Ferrer non fu altro che "un ~imple caso de aplicacion del codigo de justicia militar". L"opera pedagogica, alla quale il Ferrer aveva impresso una cosi grande vitalità, non poteva finire con la morte dell'iniziatore. Anzi, dal sacrificio di Ferrer nacquero un po' dovunque nuove scuole moderne, ribattezzate "Scuole Ferrer ". Una di queste fu la scuola Ferrer che si fondò a Losanna nel 1910 e che funzionò fino al 1919. Nella sua dichiarazione di principi c'è tutto lo spirito della nuova pedagogia. u Ci auguriamo - scrivevano i fondatori - che i princLpi che Ferrer esplicava, il suo senso della libertà e della discrezione. si trovino un giorno presso tutti coloro che insegnano. Ferrer non considera va lo scolaro come un cristiano precoce o come un puerile libero-pensatore, come un futuro borghese o come un futuro socialista, ma, semplicemente, come un fanciullo che occorre fortificare nel migliore dei modi. Ed è da questo punto di vista che dobbiamo situarci se non vogliamo considerare la pedagogia come una dipendenza della politica". "Sia che il fanciullo sia seduto al suo banco, sia che passeggi in un bosco oppure aJ mare, con i suoi compagni ed i suoi professori, o che visiti con essi una fabbrica della città, una istituzione tecnica od un laboratorio scientifico, ci indirizziamo inanzitutto alla sua osservazione personale, con lo scopo di svegliare in lui un interesse intelligente per tutti gli oggetti vari che lo circondano. Invece di rompergli la testa di conoscenze, si cerca di farle nascere nella sua propria coscienza e farle derivare naturalmente dalla sua intelligenza. E' così che l'istruzione si trasforma in collaborazio!le tra allievi e professori. Con questi metcdi razionali si coltiva lo spirito del fanciullo, rendendogli la coscienza sanamente impress onabile ad ogni appello nobile fatto alla sua anima ed alla sua intelligenza". Ed in una specie di congedo, dopo un decennio di attività, si legge: "Ila caratteristica dc"na nostra scuola fu di unire il laboratorio alla scuola, di far collaborare genitori, maestri, operai e fanfiulli, di preparare quest'ultimi alla vita, evitando il più possibile il verbalismo, esaltando la loro curiosità e la loro gioia !lelle ricerche, organizzando le lezioni spesso fuori dalle mura della classe. nella realtà, là dove si svolge la vita. Ci si sforzò di :far corrispondere l'insegnamento alle possibilità ed alle necessità della nostra epoca, del nostro ambiente, formando una cultura industrios!\ <'d una morale di produttori. La scuola Ferrer si è cosi basata su due elementi d'avvenire che permettono ogni speranza e tutte le audacie: sui fanciulli e sul lavoro". Da quanto precede è possibile giudicare dell'attualità di una simile concezione nedagogica, specialmente in un paese come l'Italia dove si annuncia ufficialmente l'csist,,nza di oltre 5 milioni di ,analfabeti e dov-e l'annunciata riforma della scuola minaccia di concludersi in un semplice incremento delle dottrine teologiche ed In un SRP.ravarsi del fossato che separa i cosidetti Intellettuali dal resto della nazione laboriosa. E' con questo spirito, assente ogni idolatria, che commemoriamo il triste anniversa• rio d'una e~ecuzione che va considerata, nella migliore delle ipotesi. un assassinio giudiziario, il cinquantenario della morte di colui che - ed impiego qui l'esatta espressione di un'opera insosoettabile Qual'è il "Lexikon der Padagogik" pubblicato a Berna nel 1952 - " è da allora considerato come un Martire della Libertà e di una pedagogia avanzata". Claude Keller 18 CONTROCORRENTE - Ottobre 1962

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