TACCUINO di NADA SERANO Novembre 19, 1962 Poichè le menti dei compagni "bene edu_ cati " questa volta non hanno sparato nuove cannonate d'insulti nella mia direzione, votrò dilettarmi a divagare in qualche modo. Voglio però avvertire a chi di dovere che i semplici insulti, anche se fioriti di retorica e di "latinorum " non riusciranno a spillarmi una risposta. Sono abituata a dibattere idee e non a scambiare insolenze con il primo che si fa avanti. Sono talvolta pungente con i mei avversari, ma ciò soltanto per creare un antidoto al loro veleno. Tra il florilegio di parole amare però, ci deve pur essere qualche idea che valga la pena di essere dibattuta. C-Oraggio quindi amici; che la stampa anarchica diventi un po' più viva e che sia letta con più attenzione nelle confraternite annose e rinomate! Ma che si spremino un po' più queste "educate" meningi e cosi forse ne potrà venire fuori qualche buona idea; allora il vecchio proveribio - Non tutti i mali vengono per nuocere ci sembrerà valido ancora una volta, tra la soddisfazione generale. * * * Abbiamo notato che i nuovi responsabili della stampa anarchica in Italia, si sono adattati ai vecchi clichè e alle vecchie formule. Se non fosse per il cambio di nomi in certi indirizzi, nemmeno ci si rendeva conto che c'erano novità da quella parte. C'è forse una maledizione irrevocabile per questo movimento che dovrebbe essere di avanguardia e che invece marcia con difficoltà in coda, da qualche decennio a questa parte? Nei circoli di cultura moderna, nella stampa quotidiana, nelle trasmissioni radiotelevisive americane, diventa sempre più insistente e più chiaro il motivo che Russia ed America hanno interessi comuni da difendere contro l'oriente minaccioso. Si ricomincia cioè ad agitare il famoso pericolo giallo, o volontà di dominio e di conquista da parte dei chino-giapponesi. Contro tale vera o presunta pressione politica in campo mondiale, gli avversari di ieri, i protagonisti della guerra fredda, mostrano una disposizione verso la comprensione reciproca. Il team Kruschev-Kennedy, che è emerso dalle lotte interne dei loro paesi e che va sempre più consolidando le rispettive posizioni, malgrado il risentimento e le azioni di disturbo dei guerrafondai locali, fa sperare che una formula d'intesa riuscirà a farsi strada. Il processo in corso, verso consultazioni amichevoli in caso di emergenze internazionali, o verso alleanze, o coesistenza che dir si voglia, pare che miri a smussare le punte più urtanti da entrambe le parti, per fare incontrare i rispettivi paesi ed i loro sistemi a mezza strada. Da questa parte la " free enterprise" recalcitrante sta cedendo, perdendo terreno: la centralizzazione globale va allentandosi sempre più nella vita sovietica. Qui il governo federale assum;, ogni giorno nuove responsabilità; e Mosca concede alle province, alle repubbliche iederate, o ad enti economici specializzati. Uno studio dettagliato di come e quanto le distanze si stiano raccorciando gradualmente, o in quale n1isura questo ravvicinamento di ,posizioni benefichi o danneggi i popoli e le masse dei paria, non può essere di mia competenza in questa sede. Ma vorrei suggerire a chi legge queste righe, e ne ha il potere, d'indirizzare l'intelligenza e la sensibilità dei giovani verso tali problemi, piuttosto che riempire pagine con echi di fatti del tutto inattuali, o con beghe di vario genere fra cui anche quella riguardante quei miserabili mercenari al soldo della canaglia internazionale ai quali si danno eufemisticamente gh appellativi più vari; come rifugiati cubani-cinesi ecc. o patriota, nazionalista, crociato di questa o quella causa ecc. * * * Ed ora voglio tradurre per i lettori di CONTROCORRENTE dei pensieri di Wilfred Peterson, apparsi il 28 u.s. su "This Week", rivista edita quale supplemento domenicale dai "The Arizona Republic ", Il brano pubblicato dal giornale è stato ripreso da un libro dell'autore, intitolato " L'Arte di Vivere". Non ho letto il hbro ed è probabile che sia nell'ordine della propaganda conformista, religiosa, medievale, o anche moderna, o checchè si voglia. Ma a me personalmente non interessa la posizione doltrinaria, filosofica o religiosa di chicchesia. Nei hbri cerco le idee; degli uomini guardo le azioni. Mi piglio quello che considero buono là dove lo trovo; cerco di capire i problemi e la natura di quello che si dice male; cosi coltivo il mio desiderio di libertà profonda e posso via via alleggerirmi di pregiudizi, dogma, tradizioni e regole che mi ostacolano e mi pesano. Ho detto questo, solo per rendere chiaro che, diffondendo questi pensieri del Peterson mi sono sembrati buoni, non intendo raccomandare un libro che non conosco. Dopo tale premessa, spero, mi saranno risparmiati altri equivoci ed altre argomentazioni barbine. Ecco la traduzione: L'ARTE DELL'AZIONE "Il progresso fluisce dalla mente dell'uomo nell'azione. Religioni, filosofie, formule, progetti, schemi, programmi, ipiani, sono inerti fino a che l'azione non li vivifica con il suo potere. Le più grandi verità divine (1) e le più potenti idee umane sono statiche ed infruttuose fino a che rimangono imprigionate nei libri e sulla carta delle loro pagine. L'Azione libera il vero, e cosl esso inspira e rigenera; l'Azione sprigiona le idee, e cosi esse apportano felicità e benessere. I vostri sogni, le vostre speranze e propositi giacciono, finchè non li mettete in marcia. 12 CONTROCORRENTE - Ottobre 1962
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