Controcorrente - anno VII - n. 5 - novembre 1945

OBGIINO D'AGITAZIONE E DI BATTAGLIA\ CONTRO IL l'IISCIIIIO Tutto quanto riguarda il giornale deve euere indlriuato cosl: CONTROCORREtt-TE. P. O. Box D, Hanover Street Station, Boston 13, Mass. •·Entttred ~ aecOfldcJasamotter Morch t9, 1939 ot t,W, po,t ofite• at BoatON,Ma#., ,o,,d.r tM Act o/ Marcii 8, 1879." VoL vtl - No. $ BOSTON, MASS, - NOVEMBER, 1945 EdJtor: ALDINO PELICIJII La tragedia del popo~o italiano Levittimedelfascismporedadella famel UnappellodisperatodallaSardegna E' un grido di allarme che, mi voglio i11udere, sarà raccolto. Voglio par1are deJla profonda miseria in cui si dibat• tete il nostro povero popolo ch'è ancora moralmente sano nella sua grande maggioranza, ma che avrà da morire di inedia e di disperazione. Con l'inverno alle porte, con i granai vuoti, con le greggi che si assottigliano giorno per giorno, non abbiamo nulla come riserva. Sforzatevi di ve• dere questo nulla nella sua più squallida realtà. E' terribile che si attenda come unica speranza l'aiuto dell'America. Il mese scorso il piroscafo che doveva portare il grano per approvvigionare l'isola, è arrivato con venti giorni di rit3.rdo, e perchè non c'erano più scorte si è dovuto panificare certo orzo avariato che era destinato al bestiame. Non c'è grano per la semina. Non ci sono patate. Non ci sono ortaglie. Non c'è latte nè per maJati nè per bambi• ni. Non c'è nu1la. . Mia madre che ha settantasei anni non ricorda di aver con·osciuto un anno di carestia cosl disperata. E i1 cielo è sempre spaventosamente azzurro. Le malattie mietono bambini e grandi. Un pediatra mi diceva giorni fa che ha già fatto la seconda diagnosi di morte per fame. Comprendete lo spaventoso significato che è in questa diagnosi? E gli altri che mffoiono senza che neanche il medico li abbia visitati? La Sardegna che pure è stata risparmiata dalla guerra (solo aJcune città della costa sono state gravemente colpite) è stata quest'anno flagel1ata dalla siccità (è dal marzo che non cade una goccia di pioggia), dalla moria del bestiame, dall'afta epizootica, e infine dalle cavallette che hanno distrutto ogni filo di erba, ogni coltivazione, tutto ciò che poteva essere vita. Per questo non c'è latte, non c'è pane, non c'è formaggio, non c'è verdura, non c'è carne, non c'è la più piccola risorsa. . Ora tornano i reduci e la disoccupazi'one rende più fosca la nostra tragedia. Ci sarebbero dei lavori pubblici già approvati per venire incontro al1a disoccupazione. Ma non è un segreto per nessuno che il governo italian·o non può mandare nemmeno quei miserabili milioni che ha messo In bilancio. Potete assistere alla agonia di tutto un popolo senza tentare nulla? Questo J:!OJl:Ohloa ~anti difetti ma ha anche grandi, magnifiche virtu, che c1 fanno credere nella possibilità di rinascita morale non solo detla Sardegna ma dell'Italia. Si deve morire di fame? I soldati che si sono salvati nelle sabbie roventi dei deserti africani o nelle steppe gelate della Russia, o nei combattimenti impari (si dovrà pure saperlo un giorno, di quali miserabili armi erano armati j nostri soldati). e sono tornati dai campi della Germania, devono morire, ora, di fame e vederne lo spet• tra negli occhi dei loro cari? Come si può pensare a ricostruire dalle fondamenta lo stato italiano se le masse italiane lottano ogni giorno per la razione di pane che non basta a sfamare un bam• bino? La morte per fame è il pericoto più vicino. Ma un altro si accosta sempre di più, nel campo politico. Un nuovo fascismo ch'è sempre quello vecchio nella sua essenza e anche nelle persone (l'epurazi•one fallita ha ridato molto coraggio ai masnadieri di ieri) si fa strada e trova iJ terreno adatto nelle masse abbrutite dalla fame e dallo scontento. Bandite una crociata fra gli italiani perchè ciascuno di essi sottoscriva qualche cosa per salvare la Sardegna dalla fame. Non dica nessuno che nelle stesse condizioni si trovano le altre regi'oni d'Italia. Le statistiche sull'au. mento della tubercolosi e della malaria dicono chiara• mente qual'è la nostra posizione di triste primato nei confronti di tutte le altre regioni. Non denari siano mandati qul. Ma C'on i dollari che si possono raccogliere vengano acquistate patate, fave, grano. Forse arriveranno in tempo per l'inverno, nel peggiore dei casi serviranno per la semina. Forse una .grande tragedia potrà essere evitata. Se 'ogni italiano darà un dollaro, con i prezzi che hanno in America i generi alimentari ci sarà da sfamare la Sardegna e anche da pagare il nolo della nave che porterà le derrate. Non si può immaginare quanto sia insopportabile il dolore di non poter far nulla quando tutta l'anima si disfà per un male che non si-può placare neppure a prezzo della nostra stessa vita. G~IELLA GIACOBBE Nuoro, 30 ottobre, 1945 I nostri amici facciano quello che possono per aiutare ì nostri fratelli sardi. Come giustamente consiglia Gra• ziell:r Giacobbe, non mandiamo denaro, ma pacchi postali di carne. di pasta, di patate, dl grano, di legumi. Toglia• moci .un boccone dalla bocca - noi che non abbiamo fatto

CON'TllOCOBBElffE lfonmMr, 1M5 nessun sacriticio - e riserviamolo per l nostri fratelli rardl. Alle azioni collettive dei comitati noi no n crediamo. l comitati sono camorre e niente più. No n crediamo alla possibilità d.1 noleggiare una nave senza passare sotto le forche di un comitato. cioè di una camon'a . Ma crediamo assai alla iniziativa. al buon cuore e alla buona volontà individuale. Se diecimila Italiani mandas sero ogni mese un pacco di undici libbre a un parente o a un amico ln Sardegna. questo sarebbe pill che affidme la propria ca• rità .a comitati formati da ignoti che soccorrono ignoti. Chi non ba parenti o amici in Sardegn a, mandi 1 suoi pacchi 'alla Signora Graziella Giacob be. Nuoro (Sardegna). Si pub anche scrivere alla Signor a Giacobbe per domandarle indirizzi di altre persone in altre città a cu1 mandare altri pacchi. La tragedia è lnu;nensa. La Scrrdegna non à la sola parte d'Italia che ha bisogno di soccorso. s ebbene sia forse Ja più martirizzata e sia certo la meno ricordata. Ma kr immensità del disastro non può giustifi care la nostra inerzia e il nostro egoismo. Anche se cinque mllloni d l ltaliani moriranno di fame e di epidemie in qunti prouiml mesi, noi dobbiamo s:rlvarne mllle, cento, dieci, uno solo. Questo è il nostro dovere. Possiamo noi dormire tranq uilli se non abbiamo compiuto questo dovere? CONTROCORRENTE Lettere sulla situazione. italiana Quellochenecessito:unosecondo ndata • • • Ottimismo Riporto alcunl brani tolti da una lettera giunla dall'Italia. Chi la scr'.ase è certamente una delle ll&we plit nolevoli deUa genera• zione plit giovane. Non unto &lo-- vane da non aver subito plit l'Jn,. rluS!IO de,U anni tumultuosi che slgUlarono la sorte d'Italia dopo la prima guerm mondiale dal quali ru colta poco ptQ dle decenne, ma che d'altra parte è ora nel fiore del c.rent'annl, vuilment.e adalta ad auumeral le respon.sabU\tà Che !ncombono ai dlr1g-entl Italiani. In particolare chi acrtve li settò 11o- ~::::~~s!'t~c~f!tt~v~1a~fs:!~~O cora1110 e fe~a determinazione. Arrerll\lO nel 1035, per la denunc!a di un qente provoeatore, fu condannalo ventiquattrenne a quindici anni di carcere, e di questi ne ,contò oltre otto, fino all'agosto 1943. La s\lll parteclpazkme al movimento armato della reslttenza lo pose In Juce come una delle speranze della nuova ltalla, Sono conv!nto che, per la sua lntell1genza, Il suo ardore e la aua preparazione, le frasi eh.e riporto meritano seria constdenuJone. Roma, 25 agosto, 19'5 " •.• Le mie nollzle le avr&t d,a 8., che ml ha uslcuralo che sarebbe andato a trovarv!. Una cronaca vana e abbastanta bl1urra: In fondo sono stati due anni abbattan:ta divertenti. Qual- <'he volta rtv~o gli amlct che ml hanno visto subilo dopo J'ulc!ta dal ea~re, alla flne d'agosto del 1943. Avevo il ,·olto contratto da una smorlla che era un sorrt10, ero Intellettualmente dl,orlentato e non c11.plvonulla di nulla. 1 tedt>schl hanno sistemato le co,e: ,·eramente la vtta era troppo noiosa e l'llal~a non aapeva come uKlre dal pasticcetto in cui si era me-ssa. Cli italiani credevano che In. a:ucrra rosse finita e di easer- ,ela cavata a buon mercato. Invece è comtnc'ata la danza che <'I ha rlsvullatl tutti. SQJ'lo 1tatl rtue anni duri; ma salutari. Abhhuno v11to morire molta gente ,,,omo a noi, ed erllno veramen- ,,. I m!ltllorl. M11. è cominciata una rlvolut.Jonf>, che avTà mararl delle. tolte protunaate, ma che prima o po! arriverà al suo sbocco. "Ora ila.mo !n un periodo di toSta, e sembra il reano de-Ila de-- lusiOne. Ma bl10gna avere molta pa.ztenz.a. non chiudersi tn un corNcclo disdegnoso, ma continuare a lavorare. Una classe politica motto r'.stretta s1 fl tmpadrolllta del potere di governo, ma le man. cano gli strumenti per condurre lo stato. Questi strumenti tn parte sono disgregati e disfatti, In parte 10no ancora in mano d! un ceto dirigente corrotto ed appare·ntement• in101titulblle. L"èllte politica. assorbita dal complt! di potere e dalle ureentl durissime neceultà di oanl &lomo, non è In ara.do d! adottare soh.Wonl di forza. ''Credo sempre plQ che sarà necessaria una •·seconda ondata". La dittatura democratica del parUU è perciò dovuta rtcon-ue al compromeuo molto prima di quanto al sarebbe !mmaglnato. li ,rado del compromesso fl dlverso da luogo a luogo. Nel nord la sltua1:lone politica è ancora .sana, Il potere del partiti è ancora lncontra,tato e comlnc!a 11.ppena0,r11. ad euett dlsc:uuo. Nel centro sud Il proceuo di esautor11.mento e di critica è motto plQ. avanzato. Si credeva che Il fascl1mo fosse ro. sUtulto da poche centinala di caporlon!, e ,1 è ,'isto che ll vuot.o che ha lasciato andandosene è enonne. "Ilo molta fiducia nell'attuate :la~'!:~!~enJ~iu:. n~ ~st~%~ battuta tra le nece'51tà dell'epurazione e quelle dell'amm;tl1trazione dello stato. Bisocna Intendere questo 1e si vuole capire l'Jtalla. ''Tutti quelli che ,·enaono dall'estero non nascondono la loro delu.a!one Clrca la nuova Il.alla. Ve-dono che tutto è come prima, coll'aggravanle della rn!serla e delllnflazJone, Che ha steso un velo grigio su ogni cosa. "In realtà Il problema non è di estirpa.re col ferro chlrurc1co I bacilli malsani, ma di creare una potente nuova clJ'COlazlonedi sangue sano ehe espella da ~. .!nsenslbUmente, gli elementl avvelenat..l. Queste forze sane Cl .aono, anche se ancora troppo lmpazlen. Contro Salvemini Dli 1U1. rttt19l10 do "L'lato...a:d.-lo" d! R•-• o:ppriÌldlamo che "JU.. f111•oato Lll>oro.lo" Ml pubbUcato w, 0:110:- Ln• 1.-ato co11tro Oa:ot<me So,h•oalld, N.. , ........ rpr-. Mli>I,d••• o:blt-11 • "'9toro crttccdù di .-io toaor• _,. tro So!Hmlnl. Lo ,1a111pcacaltollca •• 9U Stati UalU •otto Sa],.oah:,J ,v.l.la 9f'Clllcola ..-,1 ,.11>1,ta dio M -.sdl OCC\IP(lrlt di hai. Lo ,taapo "c,omu- ..iota•· 009U ultlal auJ bis too.tato d! l111udl,:icno Sa.h·oalo.1 ,:011 la lmpudoa,, - d! cw - capod lo qlboroo di l1<1Ua. Jfoa ••uloidaao 1111t attac.d.l dol faaeloll con alla !"la alao...bi.U poDDIHadoll t.lJ>o lanial o Popo, 116 9U cltrt faodotl cbo d - •otol ora la aooc:hor11 domoen1Uca o IIID.DO Il buono • Il cattbo 1••119 doll'110!11cuct... u!· llc:lo:lo, grcn:1o olla protoaioao d! eord •io.l,lrl del D.UOTO ll'OTOUIOdomoero.tlco llclllo-. 011 oc:rtbl et.I ••1t1tot9'•••to Ubo111l• .. u.,q.o coat,. Soh•oiahd li metodo 'o dot proti, dot food,tl, dcfl -v.a.1,u, &r 11ml I nomlct dolio llbort6:. IafalU II Pl'ol. Giorgio do ko.llUo- - ..tro coUo.bonltoro od •ode. - ci.. Gttucll11101110 ol. trOTII I• l!alle, IMI --- doto O "JU-gt-.,to LJboniJo•• llDO d.J. chl11radoao ptr PNdMro • con099oro, olfroado agli tcrlbt del qlorao.lo llbor<1lo l'opportwdt6 di rtpan,ro cui 11aa callh•a o.:dono. Quel 910 ..... 10 - como lc,:o.no I prott. I fotd1tl o t c,omuai•U qui - ba IVDOJGIO la Pf'Ol"to. Coo1 di.o I lettori di "lll .. ,glmooto Uboralo" 00110 obbU90t1 od 1•90lcu_. Il fnatto dolio aa,ha.rba:doal del rodottort di qu,ol 9ioraalo oot rl9ucudl di Sa.lT0111lal. 0-...to _,odo d! ,,.tta'JO d,tqU _.. HIIO'rl polltld com.o ao1.... 111t - eh• '°' rh•alo- la llgura politica Ue1ll....,. plà .tga..lftcatba la ~t• -..,, - lo dl•POra10 coloro c:ho CTtodODO Pff• dbllo lo rt-~ ,._ll'h11llo. I rodaUorl et.I "ltt-gtmOJllo Ubora.to•• •ac:lao doPto HMrot tolti la ea•lc:la aero ..:1 ... .,,_la_.......do_deo n•tlou.ano a me1nto11or1I lodolt allo ,pi• rOo •no 1"0C!Chkl par.ta: d'ord.l .. "U O..:. ha M•P•• ro.gt-•• • per ""1ro I 11110"1padroni, tentano dT l11•udlc:l11ro U carott••• d091l an.,_.i et.. i.. ..... Il cor11g9lo dello loro oplnloaJ. A tf\!Hla bllOQ'aa tutti I ••todl oo•o bolo.I, La ••IU09'lla -,,rat•Uo 01 ....... u,tt? Ko, ""11 1,ox U e PoOO Inclini ad •~ttare tJ ~uoco democratico. "Bl90gna lavorare a lunga acadenu. IJt Italia, sopratutto nell'Italia del nord, dove la Uberazlone è recente e dove p!Q a lungo ,1 è &1uocata l'avventura della co1plratlone, la vita è ancora dominata dall'Incertezza. A questo contr:!bulace anche l'tnnazJone e la sicurezza che. In un modo o nell'altro, gn.n parte della atrut-. lura. economica Italiana dovrà essere muLata. SI vive molto alla giornata, e questo fenomeno non può inquietare. Anch'esso verrà .rlauorblto come tutte le l~aolar!tà della vita dl guerra. e di dopo.. guerra. "lo pure 90no co;npreao ln questa categoria. Non sono anoluta• mente In grado dl prenssarml un prorra.mma di lavoro a lunga tcaden"ta. VI sono delle nocessltà urgen11. Politiche e personali, a cui provv~ere, e non ~ può pensare al domanl "Qualunque aforzo che va al d!. là dell'avvenire Immediato r1schta di diventare Inutile, Pe'.ctò sono ancora nella pollt.!ca mll!tante, con forti dubbi peraltro sulla mia caPll.dtà di 'Saperne mal uscire di mia volontà, e colla speranza di esaerne espulso un giorno o l'altro. Partecipo ora alla d!rerlone del pilo partito. senu alcuna de-- slgnaz!one demoer,atlca, ma in ,1rt1l di quella designazione dJ quadri• e d! cooptazione che 6 caralleristlca @I partlU cla.ndeitlnl od oligarchici ...... Ritengo che molti elemen~ del111.lettera siano notevoli. Primo ed essenzlttle ~ U personale ottimismo di chi ICrive. Egli vede le tremende d.!.fOcoltà della situazione. ma non dispera. Però la sua re!tlstenu appare plQ. un ammJrevole atto di fede volontaria che un portato naturale delle drcostanze In cui vive. La sua detenzione dello WJup... Po deUa situazione pol!Uca Italia. na non può, per contro, che cue. re considerala molto seriamente. n Procea10 di esautoramento del p&rtlt! democratici, anima della resl1tenu, va pro~endo. La 111 tus,;\one è chiaramente senza u~ta per le province mertdlonall ove evidentemente I partlt! no~ hanno altro potere che quello eh, dipende dalle camarllle penonal localt. Oll tcnve rtc:onos,ce tmpU

dlamente !l fallimento, almeno temporaneo, dell'insurrezione, avvlnta al rlspetlO deUa legalità dalla Infortunala azione del pareti democratici. Per lui, al fa sempre più chiara la necessità della "se-conda ondata". Ma chi rischierà ancora la sua vita nella seconda ondata? FTancamente lo non lo .so, nè trovo nella Ielte.ra alcuna indlcazlone che ml .dia speranza. Anz!. ml pare che l'attività del -partiti al governo si Impigli sempre ph) nelle stre-tto!e della burocrat!ca amministrazione; lo accolgo con speranza il prospetto di una nuova circolazione di sangue politico, che scaocl gl! elementi avvelenati. Ma, nè la lettera, nè gli avvenlmentl gettano luce su tale prospetto. Le fone sane non accettano il gioco democratico. Ma non. sono forse deluse dal corso degli avvenimenti? Come possono In verità accettare le regole della democrazia, quando vedono che quello che esse han·no salutato come tale non ~esce a Liberare l'amministrazione dello stato di tutte le scorie, .decise ad Impedire la eliminazione delle forze fasciste annidate negli organi che controllano e che controlleranno il paese? Come possono queste forze aver oauc!.a nell'avvenire-, quando assistono al reintegro alle loro cattedre unlversltarle (quale appare avvenuto) dei ph) Illustri teorici del fascismo e delle sue pazze !stltuzlonl, quali Pende e Castellano? A· queste do;-ande la lettera non rUponde. Ma C'è qualcosa di più grave ancora. Lo scrivente, dirl&:ente di uno del partiti al a:overno, r!conoscc allo stesso tempo che bl,ogna lavorare a lunga scadenza, e che ogni plano che superi Jl pro·sstmo domani è facilmente sterile. La contraddizione può forse velare un disorientamento per!coloso. Non ml pare Che sia posslblle conceplre un qualunque plano per un~ immediata co·nt!ngenta, se non come parte Integrante di un programma plO. vasto che al proietta nel futuro. Come pure ognJ futuro .sviluppo politico ha le sue radici nella sua -soluzione data a! plceo11 problemi d'ogni giorno. Mentze gli elementi democratici brancolano ancora nel buio, Incerti dell'oggi e del doman!, acclecaU da una organl:zz.azlone burocratica di cut non possono fidarsi, t reazionari prendono le loro posizioni ben nette, pront! all'oggi e al domanf. La corrente che si sviluppa tra Il partito democratico cristiano, tendente ad abbandonare la mo- ~=~1~1i ielp~;:~~:~:~o :a~~a~~ questa presa di posizione. Gli elementi conservatori, molti, moltissimi del qual! hanno trovato ricetto nel partito democratico cr1- ~laru°gt~~-p~:~rllf3,a~vue':id~f~ noscluto che Mussolini aveva per. duto la part!ta. hanno montato un colpo di mano dJ pala:ao per prevenire l'az.Jone rivoluzionarla Imminente. Oggi. essi si prepara. no a lasciar cadere anche !I re, pur di non, easere traselnatl essi pure nella sua caduta_ Il discorso del papa ane donne è una chJarlrsimn propaganda elettorale In v~sta della prossima costituente, ove l'alto clero s! storza di lnfrenare la n~essarla rivoluzione mediante Il voto della parte politicamente ph) arretrata e lnlluenzab!lP rlell.11. nnnnlll7:1nnP COHTJlOCO■BENTE Mentre I democratici osclllano Indecisi, il cardinale di Firenu .i gente forte abbastanza per proclamare un p!ano che riporterebbe l'Italia all"epoca pre-cavourriana: Chiesa di stato, naturalmente cattolica, lstruz1o·ne obbligatoria relig!osa heUe scuole, Ingerenza della chiesa nella vita civlle ben a1 di là dell'infausto concordato del 1929. "Non chiudersi In un corruccio d!sdegnoso". Questo è forse Il messaggio più Importante della lettera che ho ricevuto. La responsabilità nostza, di noi emlgraU, non è dlm~nulta In questi tempi. Purtroppo l'aiuto che noi po•ssia• mo portare al nostr1 fratelli è ÙI· ftnltesimamente piccolo. D! fronte alle dltdcollà Immense In cui es.si si dibattono, e che minacciano di soverchiarli, noi non possiamo of. t'rlre che li nomo appoggio morale, e la nostra crlt!ca. Ma anche questa, se fatta con animo sereno, può aiutarli a trovare la stra. da della loro e della nostra salDAVI.DE JOlfA La situazionea Roma Roma., 30 settembre 1945 Non so quale sarà la situazione !tallana al momento 1n cui fu riceverai questa mia. La contusione :e~!n ~1ftt~l~e~;~:d:r! ~~ 1 :i ~~= accadrà di qui a qualche giorno. La Consulta si. è aperta. V'è stata una discussione ·sulle comun!cazioni del Governo. Ma finora non vi sono stati Interventi di rilievo, nè sl sono delineate correnti politiche al di fuo.r! del partiti csJstentl. L'opposizione s1 è limitata ad un moderato discorso di un monarchico, ehe ha osato difen. dere !I suo re, quando numerose voci hanno chiesto che fos.se com. preso tra I criminali di guerra, e ad un aceeso dlllCOrso di un ge. nerale, Il Benclvenga, che si è fatto paladino della ve«h!a Italia ed ha violent.emente prote- ,stato contro la mancanza di libertà di stampa, dlme·nt1cando che ogni giorno quotidiani e sett!- manall d'ogni genere possono Ingiuriare come vogliono li PresiIl Mistico F..asC'ista Cardinale Arcivescovo di l\.lllano, che aveva ammirato tanto Mussolini quando era Il padrone del vapore, dette il 4 maggio un,ntervlsta al corrispondente del "Tlmes" di Londra, nella quale disse qualcosa di quanlO era avvenuto fra lul e Mussolini nello storico pomeriggio del 25 aprile 1945. Il Ccrdinal• Sclt.u■!•r 11 r•11d•Ya --C011• IO d•lla OPPOrtunlt6 eh♦ qu-■ ICI erbi olhha alla Chi• .... F♦e♦ 1adar• )(111. toUol In un anqolo d•I d!Yallo ed •qll 1tH10 al 1t-d•tt• ■u \lJla 1-999lola, lm• magl.natnl la 1e,11a d•I cardinal• dal capalll bianchi • dall'a■p,■tto a1e♦ tlco. eh• IUIICIYl(I CIY•YCI una Hpr•■alon• lronle>11 c•I 1uol occhi. eh• 11.1ppllcaYC1 Il 0....:- fin.Ho. Lo lnYIIÒ ad (IC('.♦l!Ort Il dHtl!lo di NaPOIHH, arHcd•ndoal gq)I allaotl. W1111olin.l promlM eh■ GYr•bh<t di• 1clolto gli Harcltl llaUGn.i, ma di■M eh• !nt•nd•Ya rltlrGral n,Jla Valt,lllno al di 16 d•I Laqo dJ Como con 3000 eamlcl• n•••· •·ou.. to 1lgail1CG la coatl1111C1don• d•lla ••■l■t•11KC1·· o■ .. J•ò Il dente del Cons!&llo ed il governo, come sanno e come credono. Il fatto più. saliente, che non a])pare dal giornali, è la contrapposizione, In tutti I gruppi, di due opposte mentalità: quella del vecch'.o personale politico, e quel• la degli uomini formatosi in questi ultimi anni, nella lotta antifascista. li contrasto .si è manifestato, !n forma violenta, quando ~e~uodldl~;'°éi}:a':onsl c~":.:~ che I governi prefasclstl potessero chiamarsi democraUct e che per. c!ò bisognava fare di più e qualche cosa di diverso da quello che quel governi avevano fatto. Tutta la vecchia eluse dir1gent_e s'è levata In una violenta protesta. E' stato li solo,,.tumulto che l'aula di Montecltorto abb!a visto dopo la .riapertura. L'opw,izlone s'è ~::~~() :,1:::i~ef~:m::C~d {)~: landa. Ed all'indomani Croce ed altri si sono levati a d!fendere questa pretesa democrazia Italiana, che~ fra Il 1860 e il 1922, .sarebbe stata la p!ù perfetta d'Europa. La .sera dell'incidente v'era vento di crisi. E se alla crl$1 non si è addivenuti, è stato solo perchè la reazione non ha osato e non .s1 vedeva quale soluzione potesse essere data ad una crisi. Ma Je manovre non sono ftn!te, e molU sono coloro che pensano a·d una suocess.lone, che dovrebbe allontanare sempre più. la Costituente. Questa Consulta avrebbe potu. to costituire un'utile cosa se foS'.Se stata convocata un anno fa. Parrl l'ha convocata appena ha potuto. Ma essa non ha la stessa urtlltà che avrebbe avuto prima. Nell'at,. tesa della Costituente potrebbe aver ancora del compit~: affrettare la Costituente stessa, preparandone le leggi, dare una voce alle cor.rentl polltlch,e del paese, fare opera della nuova classe dirigente o a.Imena esprimere nuovt valori. Che a questa funzione possa ademp!ere dipenderà da sè stessa e dallo spirito di respon• sabllltà .del suol componenti, spi. rito che sinora non si vede largamente diffuso. Se la Consulta fa m&.n!festaztoni repubblicane, non sempre coloro che vi partecipano sono sinceri, e molU sarebbero dlspost1 a collaborllre con la monarchla dopo aver applaudito al. la repubblica, purchè- l posti fossero assicurati. A. B. "Tutti fannolegna... " , Roma, 30 settembre 1~5 re .. :r;; ·~;/;1u!tr1::~1i~:_i~~tri;:~ pensato di com!nclare dalla mia famiglia augurandomt che I miei fratelll minori tra qualche anno, anelle In questo avvenire nostro che tanto si prev~e amaro, entr!no nella società di questi. uoml. nl avviliti ed lnfiacehltl da pas. slont assurde e forse anche rldlcole, e siano forze fresche, vive e sopratutto moralmente sane. In questo senso cerco di educare an• che I miei dipendenti nella seuota Che tu già ial; Infondere In loro coraggio, tede nell'avvenire; creare ln loro !J sentimento del dovere, la &iota nel lavoro, l'amore e la giusta tollera.'nza per questa po. vera umanità. Di questi uomini Il mi.o Paese ha bisogno per poter rlcostru:re; ed oggi creare questi uomini è molto più. difficile perchè troppo gravi sono I oisogni, enormi le dlstinz!onl. Ma più che l danni materiali, lo penso che sono gravi quelli morali. Tu capt,c! che per un popolo è •molto grave perdere la fiducia nel capi, nelle istituzioni, nelle tradizioni ed lnftne negl: uomini In genere. Su questa tragica realtà (come di un albero abbattuto "UVetutti fanno legna>, molti dall'estero e dall'Interno tramano e cercano di Pi:t-ndere ancora, prendere qualcosa. Molti credono che questo sia :1 momento più adatto per fare tut. li gli esperimenti politici, per affermare principi, !dee, per realizzare le utopie più strane o più pazze. Tutti fanno legna su questo povero albero abbattuto, proprio tutti.I. E questo popolo anzioc:hè essere aiutato, protetto, è lst.!gato ed esasperato da tutte queste idee che creano solo confusione e sfiducia In sè e negli altri. Perciò spero Che non ti meravi• gllerà se ti d!co: "Non so quale Indirizzo politico e quale forma di governo vuole Il mio Paese." Ogat come oggi non es1ste una ch!ara maggioranza che vuole qualcosa, on•l potuto laYorar• ■u di lui, ma ml 11 e O I e I•· o mo;: !s:-:i;;;·· il Mistico Fascista Arcivesicovo Cardinale neJ pomerlgglo -del 25 aprile 1945 scopri d 11, e che Mussolini era ben lontano e OSI n O · dall'amo un'anima ,ellgiosa e quindi non aveva neanche l'anima di penitente, e non c'era temCcrdlaal•. M1111ol111l obbl,nò. ..Ma aolo par d1.1, glonu··. "W11 cr♦d•t• eh• P<)lr♦I♦ lrOl'Qr♦ 3000 o ancb, 300 uomini?•· domandò Il Ccrdlnal,. w..,.■o\lnl amml" tri•l•••n.• I• ••ror" un. po· m,co di 300··. Allora: 11 CorcUnal, hirilò &h•■ollnl a p1♦pa• ra:ul par I qloral lrilll eh, lo atpetla•ano • dJ ace♦ llarll com• un dono dl Dio eh, ~li dor♦bb<t la po■■ ibllit& dJ pen1h1I • di Hplar♦ par Il po,aato. F♦e♦ aach, do.... a Munollnl di una copia d•lla tua rifa di So'O 8-"0♦d,tto. RicblHlo di qual• ditPO•ldoc• IPI• rUual♦ lo1M Mut■ollal, Il Canllnal, •0011♦ Il CGJ>O con KIH♦g11C1doo, • dJ•· 1♦: '°Ah 110, • ♦ aaeora 11110110 loatano dc.Ila l♦d, r♦llgioa,a. Noii ho trOTalo la lui l°c111il111a di un 1>enlltal♦. Col t♦m'DII po per sah•arne nè l'anima nè la pelle. P!o XI certificò che Mussolini eNL l'uomo della Provvidenza. Il Mistico Fascista Cardinale Arcivescovo glorificò la guerra contro l'Etiopia nel 1935 come una crociata. Che cosa era allora l'anima di Mussolini? L'enlma di un crociato? L'anima di un penitente? Mussolini diventò cattivo 'sOlamente dopo la guerra? Che cosa aV("va fatto prima? Questi vescovi. are'l.vescovi. e cardinali e papi, che dànno U calcio dell'alino a Mussolini caduto, dopo averlo glorlflc&.to e sfruttato quando era 1n auge, farebbero ancora più schifo di MusM>llnl. !lii' fOA~I' nn11.<1ihl\41o

...... COlfT80COaBN'TS ~rchè la maua è assente e vtvt tftduclata a.spettando au eventi. Sono ~rto però di essere nel vero a.ttermando Che tultl desiderano di vivere in pace, d! avere almeno li minimo per vincere I bbognl quotidiani della v!ta e magart piangere In pace lontano da tanti occhi estranei. Questa è l'ama.ta realtà, ll 1overno attuale col prealdente Patri. è un eoverno d! coalizi~ ne del sel partlU. Cosa pub fare n è ancora vincolato aUe daueole dell'armlstlz.to? E" un governo trans1torlo che nulla può fare senta 111 ordln! de1H AlleaU. Ha quindi un'autorità ed una Influenza molto limitate. preso ed inteso e qualche volta rlschJ di essere tacciato daa:11 uni di utopista, da1U altri di laactata. E" l'•re-dltà delle dittature. La nostra è durata plO. di oa:nl altra In un paHe In cui l'educa.zlone politica era i1à · cosl acaraa. Le dittature rendono lmpou.lblle la formazione della· coscienza civica e dell'educaz.lone poUUca nec.es-. 1t1rle all'eterclllo della Ubertà. E" un lavoro tremendo che blaogna fare. Coloro che sono disponi a tarlo, sacrlfleando ad euo 01nt vanità, ogni amblllone anche ae 11usta, opl desiderio di tranquillità, 01nl popolarità, sono ben pochL Parrt è tr!1 essi uno del mla:liorl, E" Il suo torte senao morale, e la .sua onestà Inattaccabile, è l'lmposslbUltà dl aedwlo con le solite arti luslna:atrld e neanehe con li d► slderlo del potere, che lo rendono macctormente lnvllo a&ll amblenll plO. opposti. Perciò e1U t oanl storno IIUidlato (ed In quelti 110ml le manovr• al tanno maaa:lori e più ardite) e non .soltanto dalla reazione. Se Parrl tallirà, te no11: rlusclrà a varare la Costituente, In condlzlonl di Ubertà, non avremo che l'avventura. E sarà una nuova avventura di destza, nonottante lt apparenze contrarle, che u.rà ma1ar1 lncosdamente 1'avorlta dalle &lnlstre. V. S. Lenendo dal giornali Il ''f!a- .:o" della conferenu di Londu. ton rimasto molto rattristato perché dllazionandos.l la deJlnlz.ione della paoo, no! rimaniamo ancora ne-U'attuale stato di cose e quindi le oonsea:uenze .saranno ancora plQ terrlblll. COMEFULIBERATA C 8RARA Ma bene o male, dovrà pur 11- ~~!nd"o 1f.1~!°•i;!::,1~tt~::~ stato di nazione .sovrana ed Indipendente, essa attraveno Ubere elezioni possa avere un ,ovemo stabile, più. torte, ~ quale anche te lentamente potrà avviarsi •ul faticoso cammino della rlcoslt\1z&one. V. S. Pistola 18 lu,UO '1945 • • • Dopo, 4 lun1hlsslml anni, privi di vostre notlZJ.e, ho avuto In questi &loml la tua lette.ra. F► llc!sslmo d1 sentirvi tu\U bene. Di noi non c'è male. Avrei molto piacere di ricevere llll,Che notb.le da· &li altzl cugini. T1 dò alcune delle !ni'onnazlonl da le richieste: li storno deU'Ar• mJsthlo (8 settembre 194.3) ml trovavo militare a Savona. Dopo una re1lstenz.a., contro I tedeschi, durata ftno al 12 Settembre, fumi I fascismo non ~f ~~t. 0~.!: 1.!i!dU 0~oa~ e' SCOmparSO ~~~J~!u;°p"re~::~r::~~=ude~ Roma, 30 .settembre 1945 monU, d-eci&!, per l'onore dell'ltaSe tu aveql un'Idea approul- ~~rtl~la::.leclrnf:rnalm:!i::~': mativa del paese - della 1ua sialtri soldatL della nostra 4.a Ar-- tuazlone eoonomlca, delle tue mata oomandata da quel vlle tramacerie, del problemi tormldabUl dltore del Cenerate Vercelllno che si pona:ono oa:nl 1lorno, dello <0111 amstato e sotto processo). 1tato splrltuale e morale desii Fino al CiennaJo 1944 restai suJ ~~l::!· p~~ 11 :p~!:~~sa e d~t~a s~!: ~:~~e~o~n~ i!cw1:~~~ =~ sa miseria, delle lntldle che l glano, pau.al per organizzare altre 1alantuomlnl uovano ad oent form&uonl sul monu della Ueupa5$0! ria. l..a 'Svolai attività Pa.,ur..ana L'Italia non ~ pwtloppo quaJe ftno al Maga:lo 1944. Nel Ciiu1no noi IB. vedevamo nelle nostre ape- ero au t monU della mla Carrara. ranze. il fudsmo l'ha 1uastata Quivi Il buon sana:ue ant!Iascltta più protondamente dl quel CM e antiteduco tl fece notare. Quelnoi pensassimo. Il modo come 11 lo che hanno fatto I Patrioti di fascismo è caduto non ha tatto Ca1Tara (che non ebbero mai al· che peg&lorare la tltuazlone. li 25 cun aluto da parte de&ll AUea U> lugllo doVttbbe poi'$! lra le date ,ono cose !nde&erlvlblll. Ora ti nefaste dell'Italia, non oommemosple&o I tatti più importanti: rarlo Ira I ta■tl della nuova Italia. Assalti a tutte le Casenne ta11 prolungarsi della ,ue1Ta non tldtte e tedetche ln C&zrara, Sarha alovato: ha eliminato molti zana, Mass.a, Pontremoli, Panna. tra I elovanl che promettevano Sabota&cl, combattlmenU condi più. Pensa che solo a Roma Il tro le S. S. tedesche e fa.teste. P. d. A. ha perduto plO. di ottanta AualU alle ca.rcert per liberare fra I suol dlrl1entl, ed atcunt eraI detenuti PollUd Che dovevano no Ira I migliori. essere tucllaU dftl nazlfasdst!. Il fascismo come spirito, ae non QulAdl passlamo all'occupazJ.one come oriranlzzazlone, non è scom- di Carrara. parso. E' un po' dappertutto: ne:1Io qualche elomo prima ero l'ammlnlltrazlone, nel mlnlsterl, stato promouo UfflctAle P&rt.!&laln tutU 111 uffici. nell'eaerclto, che no. Comandavo un dl■taccamento non può servire ae non a prepa•.._ • Codena. Una spia della Gestapo rare la difesa della monarchia, tednca <era una milanese che Mlle unlversJt.l. Lo à sopratutto ave,-,,•a JCJTorG'to ln Francia • in nella torma mentale lmpreua Bel1k>> te« arrestare 30 nostri agli Italiani, nell'lntoUeranza, nelcompagni I quali dOYevano euere la vanità, nella vacuità ~l di- tudlaC. Noi. appena lndlvlduata .la scorsi e del raa:lonamentl. e conosciuta le demmo subito la Dove non è Il tucl1mo tu trovi cacda. La trovammo Il mattino quello spirito ma,simallsta, vuo- dell'S Nov.embre 1944 In P lana to ed Inconcludente, demagoa:lco Farlnl. Lei lntul ll per!colo, 1'ece e stupido, che v'era nel 1919, ma per tirare fuori la rivoltella ma oca:I è •ncora più pericolo,o dJ non ebb e che il tempo di fare li allora. gesto che noi aprimmo !l fuoco ~ dici una parola di buon aen- con I mitra che avevamo -sotto I IO, ae additi una vla che richiede cappotti, Venne ucclaa sui colpo. wio afono, H richiami al sen■o A tau spari, che erano ll segnale, • ~.... • i>•..tllll!lant OOCUD&rono I punt! prlndpalJ della città. I te-- deschi che facevano atto di 'sparare erano l:nesor!bilmente ammazzati. Per conto mlo solo in quel &l,orno ,aldal dei conti. Tutti I tedeschi che erano a Ca1Tara e Che a! erano arre.I Il portammo aul monti. dove eravamo accam• paU. Tenemmo la città ftno al 28 Novembre. Per tutti quel slornl il Comando Tedesco tu (da tradJtorl çhe sono) 1ent1le. I.asciarono liberi I nostrt compapl. Al mattino de-I 29 Novembre (erano arrivati all'improvviso durante la notte> con una spaventosa preparuJone di arC&:llerla e d1 mJtrq:Uere pesanU pr-■ero le nostre posizlonl dl monta1na ,otto quel fuoco. Io ml uovavo, come sil d1ul. a Co:dena. Feci Immediatamente p!azzare le nostre mltzaellatzlcl 1n punti coperti ma ben mes.■.I. InfatU I tedeschi. ceuato il fuoco delle loro artI1Jlerle, vennero all'attacco. Noi avemmo il tempo di contar!!; erano 70. Le nostre mJ.tra1Uere erano ben pronte; I mleJ raa:am ln1'1ammaU d'odio. Quando 1hrnHro bene a tiro d!e• di U ■eena.Ie di aprire Il fuoco. ln poco meno di 10 mlnuU del Mtt.anta tedeschi rimaneva 1010 un r!cordo. Tutti erano mortL intanto l tedeschi attaccavano anche le alt.re nostre posùJo·nt ver.ao Tor&• no, .Be.telola, Castel?O&&io, ma mal rlutclrono a sfondare. Chiedemmo Intanto soccor■J d! mu.nlt!Onl a&ll Alleati. Ne11uno mal 11 vide. Continuammo a combattere fino al 2 Dicembre, quindi r'.ma■U SE SON ROSE ... •.• le prom .. se di MolotoU per l'e•acu.mlooe dell'lrcrn • , • aorl• nmno con I mlU 'HnllNW di ma.no, o aprile, o cbl so qu.ando. L'amico dJ T09UuttJ ba lcmdato la solita protesta contro I -realioaa.rt·• cbe baaao la temerarietlr di ao■pettare 1 nobili • pu.r1 moth1 cb• banno Jatto ulluogare una delle tffte dell'idra ruua nel ;tadmentl petroliferi per1lanl. n fatto 6 cbe dietro la maschera della: ..legge e dell'ordine" (•ed•t• da che pulpito Tiene l'oleoso sermone I) staano I• fa:cct. equivoche degli lmperiall■ti ruul, I quali continuano a IClfe belle dlcblc1rmlonl per i fe11I che •ogllono credeffi ma non cedono un millimetro dJ tenitorio sia In Penkl cbe altro••· Il loro motto t: "Cl ■Jcrmo e d Nsteremo", a meno cbe J'On cl piombi addosso Wla ac-artca di enu9la atomica. le Mosca\ cn"elH •eramenta a quasi senta più munltlonl dovemmo rltlrard e varcare U fronte di Massa. Con me c'era anche m!o fratello Ciel. Restammo a Ftren-. ze, al Centro Part.la:lanL Io po1 dovevo nuovamente panare Je n. nee con altri 5 Partl&lanl di ea.... rara e portare med!clnall a Carrara che U 16 Ge-nnaio era stata vigliaccamente bombardata da1U aerei americani. PIO. di 100 mortl. Senza che a Carrara vi toue plQ un tedeiCO. A! no■trl fortunatamente seppi che non era accaduto nulla. il 14 Febbraio venn1 inviato a Pescia, In serviJ:lo quale ammlnl• st.ratore dell'O■pedale PatzloU d'Ital!a, cree.to dal Comando Am• rlcano della 5.a Armata, ove tuttora presto ..ervtzlo • Quando ad Aprile 1945 tnlzlb l'oUenslva lo ero volontario nella Brisata Cartbaldlna compost& d!. Part.l&ianl di Massa, Carrara, Satz.ana, La Spezia. Eravamo a1U or• dlnl della 5.a Armata. Rlu1clmmo a sfondare !l fronte auleme aJ nlppo-amerioe.nt (molto buoni e braviu1ml ra1&ZU e .soldati>. Intanto Carrara era elà occupata ~~a:U~l~er co~r•;to~re e:::.: restò sotto ~ fuoco delle artllll► rte tedetche le quali sparavano apposta sulla città. L'ospedale t stato colpito e reso inabitabile. Allora andammo all'a.ualto bolo noi Partlelanl> delle battert. t► desche e le ellm!nammo una ad una. Puoi lmma&lnare l'orgo1Uo della mamma, zJa, tle. Anch'Io aono tanto felice e vorre-1 che la mia Ital!a tosse pJQ rispettata. Ma noi Partlstanl la la.remo rl1pettare, Ora ml t.ro\"O ancora qui al· l'ospedale Partigiani e v! resterò Ono alla sua chiusura. Cara zia, ti avrò annoiato e ml devi scusare. Ma vogUO che anche voi cosl dlstant! dalla mia Italla, saPplate quanto 11bblamo totferto sotto I ta.aclsll prima e I nul• fascisti dopo. Tenete alto !I nome d'ltalla e voa:Uatele sempre bene. Io darei ancora la mia vita ~r EsM. Fate che I miei cugini !m• parino ad amare quett'Italla tanto sfortunata e malvl1ta per colpa di quella canaglia fascista. Ma hanno pagato e continueranno a pacare que! mostri fascisti. Abbltl assieme a tutti I plQ caldi baci e abbracci. Tuo. nipote, LINO cuore la sorte del popolL non si preoccuperebt>. tanto di con•enslonl e di osaemblff, di gonnll pro••laorl • dl dittature HdiND• ti rholudonarle,.nt farebt>. l'oc, chlo di triglia al Dordanelll e a TriHte (a meno della Ju90Ua• via), all'olio della Persia • T'G:ltl territori della Germania, della Polonia. della Cacollo•acchla • cbl pl(l ne ba pHl ne metta, lndu• dendofl preteM tull'Ungberla. la Bulgaria. la Rumenla. la Finlcmd.la. U Pacifico •••• Mototoff ha l:letto che a mano. e non phma. I aoldaU mlii laac► ranno l'Iran. Attenderemo quest'oltra Horttura di ro" dal ronto politico ttalln.lano. Se • quando anerrlr, riporteremo la noti.zia come primi.da degna di rilleTo. Per ora aopplcrmo che il famigerato "Con9res■o Nmionale di ~erbatjan" 6 una brutta creatura di Mosca, un qualche tota che d ricorda "l'ansch1uu" hltl► rtano con I' Au■trla.

Jfo..m.Mr, lNS COKTROCORBEIITS ...... Bilancio del Nord partigiani veri, di semlpartlglanl e di partigiani falsi che non è facile distinguere gli uni dagli altri. Oggi, In ogni centro del settentrione e specialmente nel medll e piccoli centri dove le vicende personall e prlvate di ciascuno tono praticamente sotto il controllo di tutti, molti, troppi partigiani o sedicenti tali sono segnali a dito per l'lmprovvls.o ca1nblamento delle loro condlzionl economiche, che, vedi caso, ha coinciso appun~ to con la fine dell'Insurrezione di aprile. CIO non Impedisce al partigiani di cercare di dedurre dalle loro benemerenze insurrezionali U diritto di Influire, al di sopra del partltl, delle autorità costituite e dello stesso C. tt N., sulle vicende politiche ed amministrative locali, facendo spesso ricorso a mezzi coercitivi e lnUm!datorl, che suscitano lo sdegno della popolazione. del popolo francese ed anniversario della presa della Ba1Uglla, U sindaco soclaU-sta di Milano, Greppi, fece a!flggere un manifesto Che concludeva con questo pres-- sante Invito: ~Ulano, agosto 194.5 Sono ritornato nel Nord alla fine di luglio, - scrive Franco Mendo2a ne "il Partigiano" del 28 agosto 194.5, - poco meno di un mese addietro. Ero "politicamente" preparato alle constatazJonl piil. avvUentl e alle più amare delusioni, ma la rea1tà ha superato ogni aspettativa. , Da Genova a Torino, da Torino a MJlano, In ciascuna di queste città ml s.ono affrettato ad acquistare tutti I quotidiani di edlzJone locale. Quattrini .sciupati, glacchè, come al tempi aurei del fascismo, un giornale vale l'altro e, salvo minime sfumature, "Avanti!", "Unità", "Popalo", "Italia Libera", ecc. non si diffcrenzJano tra loro che per la testata. La politica del C. L N. non è una buffonata: è una cosa serissima, tanto seria Che è riuscita a stereotlplzzare la stampa e l partiti sul cllchè dell"'unità nulonale" della "democratl:zza2Jone" del Paese, della "rlcostruZlone", della "liquidazione del residui fascisti". Articoli di fondo e articoli di spalla, corsivi e trafiletti non suonano che questa musica; ogni altra preclsazJone e presa di posizione è accuratl.ulmamente evitata, come sono evitate le polemiche. Una stampa grigia, provìnciale, monocorde, Che sfiora appena I grandi problemi del momento, che non agita Idee, che evita, come la peste, accenni a soluzioni radicali di qualunque genere; ceco l giornall del nord, di fronte al quali I giornali romani acquistano quasi U diritto alla qualifica di giornali di pensiero ... Milano, capitale morale d'Italia! - un'altra llluslone, tramontata Insieme al vento del nord. Ho chle-sto ad amici .socialisti, comunisti ed azlonlstl del settentrione spiegazioni su queste Incredibili caratteristiche della stampa di partito del nord, che di tatto non è una stampa di partito e assolve soltanto a funzJonl genericamente Informative. Riconoscono ed ammettono, ma giustificano: la tregua Istituzionale, la .coalizione governativa fondata sul C. L. N,. la necessità tattica di non spaventare i cattolici, di non spaventare le classi abbienti, di non allarmare gli alleati, ed ecco spiegato come socialismo e. comunismo, interncutonallsmo e lotta di classe, anticlericali.amo e rh·olu11Jone sociale siano praticamente scomparsi dalle colonne del giornali dl sinistra, dai manifesti di partito e dal discorsi politici. In compenso si può assistere quasi ogni giorno a manllestazlonl, cerimonie e commemorazioni In cui tricolore e bandiera .rossa, sante messe e falce e martello celebrano Insieme l'apoteosi della "confusione", di una confusione •oluta. e della quale I dirigenti di tuttl i partili sembrano lntleramente soddisfatti: tanto soddisfatti, che come già nel sud, non solo non fanno nulla per riportare la chiaretta negli splrltl e la sincerità nelle enunciazioni programmatiche, negli atteggiamenti e nel rapporti tra i partiti, ma hanno fatto e fanno Il possibile perchè nessuna voce Importuna si levi a turbare l'ldllllaca quiete dell"'unllà nazfonale" e del tronle unte.o del C. L N. Chi, come I comunlsll-H_lN?rtarl, era sospetto di avere queste pericolose Intenzioni, si è vista negare l'autorizzazione a pubb11care propri. glor~ nal!, la libertà di stampa essendo anche nel nord Indiscusso monopollo e prlvlleglo del "partiti riconosciuti". Vige infatti nel settentrione la democratica distinzione del partiti In "riconosciuti" e "non rlconosclutl": una specie di teueramento dei partiti, che è naturalmente di competenza del C. L N., cioè del sei partiti dominanti tra I quali continua ad annoverarsi l'araba fenice del partiti Italiani, Il fantomatico partito democratico del lavoro .... I Partigiani. Un grosso problema che non è soltanto politico. E' sopratutto mo:ale. La guerriglia partigiana, l'insurrezione popolare e poi - gli eroi dell'ultima ora, dell'ultimo minuto. Pletora di . Conclusione: l partigiani hanno ormai contro di sè nel nord l'opinione pubblica. - Ml hanno assicurato a Milano che Il 15 luglio, festa nazionale "Stasera tutti a danzare sotto le stelle, per la libertà del popoli!" No\l ho avuto Il bene di vedere col miei occhi li manifesto, ma non ho Il minimo dubbio In proposito. L'Italia malgrado la guerra, malgrado Il crollo di tutti I valori materiali e morali su cui al fondava la sua vita, malgrado le devastazioni, I lutti, le rovine, resta nello spirito e nella mentalità del suoi dirigenti. l'eterna ''Carnival-Natlon". L'Invito del sindaco Greppi è In carattere. Quanto alle masse, credo che riserveranno presto a chl ne ha assunto nominalmente la dlrlgen.-- 2a, una qualche sorpresa ...• FR.ANCO MENDOZA IlCongresdsoeglianarchicitialiani Carrara, 21 "settembre contro il dittatore che tanti lutti - Nel giorni 15, l6, l7, 18 e 19 e tante rovine ha causato all'Itasettembre ha avuto luogo a Car-- lia. rara !J congresso degli anarchici italiani. Sono. presenti I rappre- Alla pre-.ldenza aono stati cllla. :n~~~:! 1~11fuS:l1/ l~~~=~~zJ<;~ ~a~;il~~. ~a0:~1~:r:j ~~~!~ c~la al Piemonte, alla Lombardia, Fedeli, prima di Iniziare la dlscusal Veneto, VenezJa Giulia, Liguria, !!Ione, riassume l'opera svolta Romagna, Marche, LazJo, Campa- dagli anarchici durante Il periodo nla, Pugile e Calabria. La Tosca- • della reazione• fascista, dopo l'ulna è rappresentata con particolare timo congreuo anarchico tenuto larghezza da un torte numero di In Ancona nel 1921, e ricorda Eranarchlci livornesi e da numerosi rico Malatesta, Il grande scomrappresentantl di Firenze, Pisa, parsa, l'apostolo lndlmentlcablle Lucca, Grosseto, Piombino, Massa dell'Idea anarchica. Mette quindi e Carrara. Jn risalto l'azione degli anarchici I partiti, socialista, comunista, 'Solto la domlnazJone del naz.lsmo repubblicano, partito d'azione, de- e Il grande contributo da essi dato mocratlco cristiano, hanno pub- col loro martiri ed I valorosi combllcato manifesti di saluto con e- battenti delle loro brigate per la spressionl di lieta simpatia e so- causa della libertà. lldarletà pe-r I congreS"slst.1. Il segTetarlo del P.S.U.P. Sandro Un corteo del gruppi che costi- Pertinl, ha portato Il saluto del lulscono la Federazione Comu·n1. socialisti Italiani al congressisti sta Libertaria di Carrara, ha per- con vibranti parole di aolldarletà corso ·le vie della città domenica e gli auguri di proficuo lavoro per mattina recandosi al pubblico co- il congresso e per l'attività pramlzlo Indetto In occasione della tica degll anarchici Italiani. E' Inaugurazione del congresso che stato vivamente applaudito. ha avuto luogo al teatro "C. Ver- Carlo Andreont ha salutato I di". Sono pervenuti numerosi cong;re'Ssistl, a nome dell'Unione messaggi di saluto da ogni parte "Spartaco", esprimendo la più. vld'ltalla; sono presenti gli orga- va simpatia per Il movimento anlttatorl sindacali Alberto Meschl narchlco che tanto contributo por. della Camera del Lavoro di Car- ta nella lotta comune contro le rara e Attillo Sasst presidente del forze coalizzate della reazione e Sindacato Nazionale minatori del per il trionfo del principi d1 11Valdarno. bertà, di pace e di giustizia fra Al teatro Verdi hanno parlato tutti I popoli. Romualdo Del Papa che ha porta- Si passa quindi alla discussione to al congressisti il saluto degli degli Importanti temi posU all'oranarchlci di Carrara, Randollo dine del giorno. Velia, Bernardino De Domlnlcls, Viene precisata la posizione deTitto Foti, Alfonso Fama e Clo- gli anarchici nella lotta politica, vannl Forblcl.nl. con particolare riguardo al rap. Gli oratori molto applauditi dal porti coi partiti, col C.L.N., con pubblico che affoUava Il teatro, i conslgll di gestione, e nel conhanno fatto risaltare il grande fronti della Costituente, e si ap-- slgnlflcato che assume ln questo provano risoluzioni che definiscoImportante momento Il congresso no l'azione rivoluzionarla del modegll anarchici che hanno lumeg. vlmento anarchico, nel momento g1ato le supreme Jdealltà anarchl- attuale per la lotta d! Uberattone che, hanno anche ricordato Il ge- del popolo e del lavoratori Italiasto eroico di Cino Lucetll, Oglto nl, da ogni oppre·sstone politica, della a:•neros.a tena di Canara. e dello sfruttamento econornJ.co. E' stata riconfermata la recisa avversione contro la monarchia, esponente principale della reazione fascls&.a e borghese. Sul movimento operalo Il con~ greiSO ha espresso la necessità di un'azione tendente a condurre la organlzzulone 'SlndacaJe al suo compito di preparare e condurre Il proletariato all'emancipa2ione totale, dalla schiavitù. padronale e di ogni soppressione allo stato. E' stata costituita la Federazione Anarchica ItaJlana che raggrupperà nel proprio .seno le organizzazioni anarchiche e comuniste libertarie di tutta Italia. A sede della F. A. I. è stata scelta Milano. E' stata decisa la prossima rl• presa delle pubbllcazlonl del quotidiano "Umanità Nova•• che ebbe a direttore Errlco Malatesta. SI preparerà pure la pubblica• zlone di una rivista per la trattazione del problemi che più. lnteressano Il pensiero anarchico. lJ congresso ha pure preso In esame li problema della ricostruzione del paese. mettendo in risalto la Incapacità del Governo per l'attuazione di una vera ripresa nel paese ed Incitando I lavoratori ad agire direttamente con la loro libera Iniziativa nelle singole ulende e nelle rispettive località. Sulle relazioni 1nternazlonall ha quindi riaffermato la necessità di cancellare gli odi e di abolire le frontiere rra i popoli e di promuove.re fr4 le diversità del popoll medesimi la forza costruttiva del liberi accordi, collaborando alla comprensione reciproca nel campi del pensiero, dell'art.e e del lavoro. In partlco1'.re gli anarchici Italiani hanno espresso I votJ di p.romuovere più. stretti rapporti fra Il popolo francese, svizzero, austriaco e Jugoslavo che la vicinanza geografica conduce ad operare In comune, e di approfondire la conoscenza. del oooolo ■oa-

00lffll000HEJffl< llf~.lNI gnolo, come affine al nostro tra tulll l vicini, per &l'lnseanamentl che possono eu:ere tratti dalle aue lotte e dalle aue aUermuionl rlvoluilonarle, Seghi, dJ paasaga:lo da Cenara ha portato a1 conlT'ttJ,O li auo Pluto personale e quello del compagni soctallsU compiacendosi con gll anarchici ~r la e,ande fede che Il anima e Il .Ortt&"I'• nelle battaa:Ue per la libertà e pe.r l'attrancamento totale dell'umanità da tutte le achlavltO.. Dopo Importanti deliberazioni di carattere Interno aull'ora:anluaz!one del movimento 1ulla stampa periodica, sul coordinamento e lo "'·Uuppo del movimento della cloventO. libertaria e ,ut movimento femminile, li congreuo chiude l suol lavori. • Il vero nemico Per la aeconda volta, ln un trentennio, la società umana ~ stata sconvolta dalla iuerra e ali uomini al aono dilaniali a vicenda senza conoscere. esattamente U perehè. Per quanto, ogal, I popoli ab,. blano acquistata una certa maturità politica, tuttavia la guerra è sempre una anone violenta pro,. \'OCata dalle mene di oligarchie dinastiche e nazionalistiche, cioè da que&:11Individui o eruppi cU individui che tengono In pugno le .orti dell'umanità, la quale, per mtllennl, non ha fatto alt.ro Che Inseguire, come un toro Infuriato, u panno rosso che le agita dlnanz.1 chi la conduce al macello tn nome di Dio, del Re, della Patrla e di altri e .s.lmW lo,:orl e Ipocriti Ideali. Cosl, alla fine di ogni, guerra, l'uma.nltà ai accora:e di e·uersl dla.- sa.nguata vanamente, E anche questa volta, finita la guena, abbiamo avuto la conferma che l'umanità non aa percM ha combattuto e perché 11 è sacrlf\cata In quanto J'obbletU,·o supNtmo Che d 11 proponeva con la guerra: 11 trionfo della libertà e della gtu1Uzla fra I popoli. non apS:~!è !n 1 iìb~~. 1ZZ:ot:,·è la a:tustlzla se. a guen-a conclu..sa, vt sono popoll tenuti In I.stato di schlav1tCl On bpaana, In Grecia, in Argentlna, nel Brastle. senza contare I popoli arabi opprenl dal loro sultani e dal loro untonl, I popoli africani a:ovemat1 con alsterni feudali, I popoli dell'India xhlavt del loro opulenU Maharaja)! Dov'è questa libertà se permangono le ea:emonle nulonalbùche, dinastiche e rellg1ose e ae permane la profonda. eterna, dl- .suguagllanz.a. tra le razze, t popoli e le cla,sl 'SOClall! Jn,omma, noi cl domandiamo: "Ha raggiunto questa a-uerra lo scopo supremo al quale anela l'umanità: un ordlnamer,to nuovo capace di dlstruga:ere, In omarglo al principio dena fraternità umana, tutte le barriere che 11 erstono tra le razze. I popoli, le classl ,oclall, I sfngoll! • No! Tale .copo, ad onta di tutti gli anemici tentatlvt compiuti di metter 1u un organl1mo lntf!4'nazlonale di slcuN'!zza, non è ttato ra•s:lunto perch~ non si t saputo Individuo.re Il nemico. Euo. l'eterno. Immutabile nemico delrumanlt\ mal vinto. mal dl1trutto è: Il prelt1udl2:lo, alleato naturale dell'la-noranza. n nemico è: I> t1 pregtuc!lslo rcrniole ,. ncrdona.lh;tlco che fa guardare ln cagnesco Il trances. ed Il tedeJiCO. ~ . . .. -~---·- " .. , .. ,,,.. m li preg:ludlllo di ccuta che pone baniere Insormontabili tra le clu.sl sociali e consente lo .sfruttamento dell'uomo sull'uomo: lii) U p,.giud.izio moncrrclllco che fa tollerare ancora, In pieno XX secolo, a capo cU tanti 'SlaU, la fla-ura del monarca HrresponsabUe e perciò inutile) Il quale, anche se lnello, deficiente o crlmtnaile, esercita Il potere, traman1oan~~ed~i &-:,r\i!n~~loUn~er a::: cronlstlca concezione dl eserdzlo del potere: lV) U pregiud.ldo Hli9toso che acceca gli uomini a tal punto da ~r:rcti::·at~:!~e :ie~:.ro~ st ~~~~ Spa~a. lndla, paesi mussulmani, ecc.I, a coloro che professano una tede diversa da quella ufft.cialmente riconosciuta, da esercitarla lèn.za alcuna paura e aenu re1trizlonl. Grazie a tale nemico, ,usslstono, pertanto. 1ltuazlonl abomln&- voll e cioè li predominio esoso di caste dinastiche. oligarchiche e ttll&iose, l'enucleazlone In cute delle varie classi toelall, una spaventosa miseria mora.le e mate-- riale, una preoccupante lneduca2:lone morale e politica e, In molti paesi, la 9Chlavltà della donna. A a:uerra finita, alla pttsenza della reale situazione che cl 6 davanti agli occhi, lea-lttJmamente viene da domandarsi: ''Che co'sa 11 è tatto, di concreto, per libera.re l'umanità dalla paura, dal btsoa:no, dal terrore ttllgloso e per as.slcurarle pace, libertà. pane, lavoro! Che cosa •I è fallo per dl1trugcere le barriere che tengono divisi e nemici I popoli e per dlstrua:a:ere I na.ztonaUsmi e I militarismi? E nel campo dell'elevazlo11e .aclale e morale della ra. mlgtla umana, Che cosa 11 t ratto per educare gli uomini al principi cU libertà e di &lustll.la, che coa.a si è fatto In favore del deboli e degli oppressi? tnflne, che cosa 1\ è tatto per l'emancipazione della donna che, ~ .-.., In ltalla, per un complesso di norme glu:ldlcorellcto,e e per lnterferen:ta della Chiesa. è rimasta In un palese stato di Inferiorità ed è prona atl'egoluno maschile? E. Inoltre, che cosa 11 è fatto per abolltt quella vera e propria tratta delle .chiave che è la prostltuz.lone! Non basta aver vinto la Germania nazista ed li fascismo, che non • crUcrtto annientato, Pff credere di aver vinto la guerra. L.a Germania nazista è un nemico, mcr non • li nemleol Il nemico è rimasto Illeso perchè l'lmperla1!1mo delle case re. 1tnantl e delle oligarchie mondiali. n nolnn111ll•mo. Il mllltartsmo, U smo, e~ tutte quelle tono che hanno permM.SOl'avvento del na- %ll0lo o del rascl,mo sono state risparmiate e .spesso, anche protette dal circoli COnHrvatorl delle Nazioni Unltt. Con la vittoria, ali uomini on• •li e amanti della libertà, si aspettavano per li trionfo stesso della libertà, un intenento dh•Ho • deeisJTo ln tutti I pae~ ex-nemici, In quelli travolti dal1a a:uura o malamente covemaU <Ar&entina. Brasile, Spaena, Etiopia ecc.>, 11 aspettavano di veder achtaoclato Franco e Il suo lnlame rectme, scaoclatl e puniti I re amblzlos1, felloni e russluchl, da re Vittorio a re Leopoldo. da quelto di Creda a quello di Rumen\e; 11 aspettavano, lnllne, un appoa:slo forte ed efficace al nascenU govt'ffll drunocraUcl che, •pesso, nulla possono contro lcr ln.Nucm:ione poli• ticcr e mora.le del popoli che amministrano. Invece, o si è tntervenuto negativamente e cioè solo In appoeglo alle forze del dispotismo, come In Creda, 1n Italia e nel Belgio, ovvero, per un mallnte-so prfndplo dJ non ingerenza negli altari lntemliedesll .staU. nulla si è tatto. E Franco continua a dominare lmpunUo, Vulgarl• a Urannea-a:lare la Grecla, l'Ar&entina, U Por,. to~o. li Braille a ,:e.mere soUo la dittatura., l'Italia a.d ... ,.. afflttta dall'lnestlrpal.lle despoUsmo che, specie per opera della mUlenarla, nefasta dominazione corrutlrlce della Chiesa, tiene tl dll,rulato popolo Italiano In u.n penoto stato di incapacità moral• e politica. E cosi lo Klovlnlsmo nuionallstlco, Il fanatismo rella:loso e lo splrlio di vendetta e di rlvlnctta continuano ad imperversa.re nel mondo perchè I vincitori si 'IOno limll&U a colpire l'Italia, la Cer-. mania, Il Giappone, ma hanno risparmiato Franco, R• Vittorio Emanuele e la ,ua cricca, Hir1> hlto, U Dio onnipotente la! &1a~ ponesl, tutte le amblz.i.o.. crlcch• cattoliche e militariste del mondo che pe-l"IOnlftcano 11 vero nemico: clo6 il fanatismo rella:l010, nazlo,. nall1tk:o e razziale, Concludendo, col cuore aneosdato, alla fine di questa guerra. dobbiamo constatare cha ll YWO nemico dell'umanltc\, è, plà Che mal. aolldo e pot♦nte, pronto a scatenare nuo\·e suel'ft, nuove sciagure, A. •• Napoli, Settembre 1945 Pedata No. a l'alsari o burattini 1 lA 9lben1• •lallal•I• • "1. 'Ualtà •1 cnilori dl cp.Ua: -iz-1a -- Popolo" bcnn:10 la cot•MO d\lro:. F10 aacoro q\d, ao; aon llaaao M11tlto U dw.. di cp.llol dl va, rtaowro11to, H-- do•or. di cl1JarlH, Coloro c:bo li ha:11110 - ferito 11 ~Ilo ol ••ada,clo • olla ---♦CNtt d•- •-• co.-pooU ci.ua lritd•. Por q\l .. tl opportual,tl ,toma• 1t•aaa pa11a d•II• oltr• 911Nnw CM dwroll la -~ ~O •~ta ,.._. ba--♦ tirai• li 1<1100. l\19qHdo poi i. .... ,. o-ottcrta Ira I• 9amlN d•I pubbll- ,-,poo-bUh •• e. co•• \&DO ,-•rtt6 palpobllo. Noo d Soo• •olll •••I eh att .. 1d!a•o _,..._, .._ .p.,u1.,.., Abbi--♦ allwi90to F1qllo-♦ li •oot10 eaoo. i.a-tatcrm.o- .S.11- pedato MU• -1.k.M dJ qu-.la lo. "L'UIUIIII et.I Popolo" puhbllccno, qoat•, t,-dallucito,l 11•lla: -l\l.llllla. aol - •-,. •t I 1-.11. 1"4, a ~ colt.ttalo I• dl.H ..do. lta.aao ••ali ar11colo la prt•a poq!D(I, COll ua tllolo don\l.Datl. M11ifCl.d-l•. O'H ■I pro••ll•YG )a ,t. "L'Ualllli CS.I Popolo" la11lo I~ produd- folo■totl- dl ._ 1-tt•ra • toala ••-- di •pazio q\lCl11do d eh• Sal•o•l111 0'1'•YO K'rlllo laeHdO tratta dl atUri141 dallo -♦el•tà d1 •• ..... ·- MPPl,a- dJ qu,all be1t•••I• lllO OOCCOIIO• 11.u· ... 11crdo.. di po- -tr♦ 1- l•llhu:lolll ù-.craUd,,. • • • • Utkia:1111 di 09al collbr•. Ila lq-♦Nlto I rodaltort d■I 9loraal• ,tal111l1la uo• tiao ad 010 I• -I•• rlclu.-1■• P•~? M ciii- I dtH be■ IIOII ---1Nthactl• UIICI d•ll• d .... : o "L'UIUtlli d•I Popolo"' A~ Doni.a • 01\1 .. ppt -rtl. JC'ol bol --WC.lo all .. ,po.llHIO ,..,.. la noa ••at.r•mo d.l toc,:gro, n~cli• con d•aocrada, •PP'I-I• -♦- po■.sl..t• U do1• aoll•. q,.a.tll Uhutrl p■1Ma099i CM cvaoato cli• pr-•tt•,.a d.l pW)bllearo. -♦ rttonio:11 la ftolla pn,babU••at• S. eo■l •• p.tt!M 11oa -io-.o - clda..m,;,11 dG IIMI &oc.11.as,;, T09llGltl lroaclt.•ua di aHr Pf .. O "N qallo? cM 11,a W~ dl o,-..i ck. 1111.pplcm.o C,0,.t\llto Do11IIIJ • hrtl, O\llort CS.Ua pooeur• ••I t•rbldo, o cM .app,l,uo -1•tllkan-, - - biJalliblU • ,.. ••Il••• 111 proUc,cz 1 •olodl di Nooeo l•1'0no coal .. .aro, ■■ 111a rl■•ll.rd 11111• .. 11a Uquldcul- d,eqll .,..,..,oon pola, d1 •-r• ,1011 _,. biJOl-11, lfOII litici. Potroaao dlr• M■plSN-11.to di• lo Nall,e fotto. eoi- clM Ila._ ,-- 911 11...lkull 1tlao ■Wla bu.oaa o-uardia, Il loro poato - • eh• 11.011.dHollO HffN p,,,kl,,l q,»■to d,... ~ t1alla1st• ~à di l■r• .-1tlblU al Mtuo di ,._ hanao PIHCllo di ...... d.eo'II ·••riti •po11oabU11• - ,.,.i., ... DOI .11...... --iloal, 'lfol •la- 1ta11CIIJ. dl parlar• a d•91I Ma lwala:mo alla eopkr JotMtotlem dt lrroopoaoablU CM IGIUIO I -dl PO~ Ila dOC\l■•nlo eh• do,...bk .... ,. di • ♦ phli C04fflll•11t• l,u lùUa dl - Mal•t•r•- 9•8-NII•. tir• cli.• coafo-r• dl C11'H co•••- )fo,I di. oltr. ad •-N aatd dl Sal• ua ialao. ,..mlal, a•la•o di 01-■fO o.I CO!fOcDI• E eood'-tioa• eol. rlp■t•r• - 4od•II• atUrit6 d,eqll -1111 politici d•l -11.da: cho ba lotto ••o.I•• lei barba ... 1r1 9\MDI. •bbl- attoM del ••id l1;1.11ga: Ila .. L 'Uallà ti.I PGPN•·• U dopor T♦dor• eh• dlGTolo a,,uff POhll• Cldl011.1o eM J>NWCI 1a -kdod• dl la). tcrl••H Il d•mocrotlco SalHallll co:n• ••allU? S. lo ll,o lo prodllCO. S■ Doll. 1,. la ·•-'do. E !Clii!• • ,..,. da. l"lla o - Ila il cor,1991.o di di.fa., d •ro..amo lnlor .. tatl In qu••ta la-nda cnit•rlnorà Cl dlclllar,:u• cll• I -1 ... lo ,.._ Il iati• ell. abbia•• Krlllo • dallor\ ,OHGII • prONDII IOII.O d.t rt■crt!lo - q\l .. la • lol pual01CI w•. I d•llberott foloart ••• ,11. ...IQ N•P♦CI- - por pr••-r• la P\lbbllca:zlon■ lotooablllllli polltlem • -talo, 9•nl• Mllllllr •taùca di ~lo '--HIO, ,.__ tJIIIIO dor■al• • MIIIO ■oor•. t• l'\111lca do! q1-l•. 11!~~•1<1. ·•- _.__.,,__ .. n coac.llMII-■ PN•IWI•. ....

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