COlfnOCOBBENTE -.... Ma, Ci Inviava, I miei alplnl, am- Intero ttggimenlo dt fanteria arvavano già da un bel peuo al mato al comptòlo di anni auto ma. mio po!lllo di medlea%1one con le Oche sostenuto da diciotto carri mani ed l p.edl compk!tamtflte armati. Dal mio poato di mecUcaconrelaU e gancnnati. zl.one, ove ml arri:vaveno fer1tt e H•nno detto I tedHchl eh~ 11 concelatl da tutte ~ parti, vidl soldato Italiano non va1e, E' una attravertO i vetri della mia llba :::'oio::::~rell al~':1(°acco~~!o.,!':: :ut~;r1:11~la:~:1epel:e~t~:,; netu. per eonqul-.are un palmo enorme mast.odont!dtà e fut cosi di terreno per ben quattro volte tutbnone dJ orribili e,,laodL Uno In una sola giornau1, L'ho visto di quf?I mostri, qua.al aveae votuto fa'-l lacerare l.!1 carni da11'•rtl- prenderci gioco di noi , ct arrivò glierla nemica. L'ho visto rtma- addouo ,ctriant.ando compl~ennere lmJ)MIJlblle dinanzi al peri- te , U PMlO di rn«tk.ulone acnza coli pii:! terriblH. L'ho visto com- curare l'emblema della Croce ptert atti di valore Indicibile. E Roa a, facendo morti tra I feriti, tuuo quNto met1tre a Roma o Io ml salvai per un miracolo. Perat uUe retr()tlte f "°''" capi, i ttOCtri però u mio migliore amico, un gerterali, <1g9hiftdati h1 ,tioolofti, siclllano, a cui ..vo legato come un f'J)e'T"Mi • motlOCOlO, go.:zoviglkl~ fralello. NO dime,&tielli di tlo4 c~ al /r'OfUe Intanto tra n 11 d.:Cftnbre ed Il erav(lmo 1provt1'8li di tutto, priv1 15 gennaio del '43 avvennero propersino de1la posta che avrebbe fonde modlfkazlonl neJl'lnlt.lale portala la eat"e'ZZ& della mamma, .chleramento della noelra armata, Il bacio della l;>OSl!I.,Il ricordo del dovute lllla ln-eslstlblle p otenn ftgll lontani. delle armate ruue, ehe avevano La Runla I! una terra terrtbll• comprffO perfettM,ent4? JI nOSlro mente In.Oda. Quando fa sereno, sbandamento. Tutta ta regione a la temperatura -=ende a W 6 40• sud del medio Don era In mano gradi sotto zero da un'ora all'a1tra. del rus,1. Perclb praUearnente E' un freddo che mozza Il flato e tuua l'armata si trovava qua.al che ll ~la persino le 1acrime. E' comp~mMte accerchiata. VI era un freddo che altera perfino n solo una teata di ponte pruso a.:ipore. che uectda ln,,e-ru.lblbnente, Roaocl'I tenuta dal tedetchl. atlncomlndando da&'II arti periferici. trav-eno cui ia nostra armata Eravamo a ~bre '42. e pur- avrebbe poWto retrocedere, se cl troppo la lltua.z,one generale t09 » alalo ordlne di sgancia.mento. andava peggiorando. SI delineava Qui comtnclò Il tradimento tedeun nuovo attacco N9SO ad ovest ,co. Fu nella notte del 15 gennaio den·ansa d"'1 Don, net aiettore del- 1943. I tednchl. visto che Je coee l'llrmata ungherese che era al no- anda vano male, al allont.aMrOno 11.ro fianco. L'attacco avvenne U senza dire nlMte, alla chellche1Ia, 19 dtcembre. La fanteria r\.lSS&., con grande lngenuttà e ftloeofta, aiutata d&ll'avtazlone e dall'art!- Jnclando tranquillamente due ar. gllerta. rtu,cl a pr-.tk:are una rot- mate, quella unghel'Mt e quella tura del fronte tra Kalltwa e Bo- n.anana, chi' tanti morti avevano guaclar, aprendo una larga breccia luelato sul terreno per difendere attraveno la quale I ru.al tra- ,pelmo a palmo quella zona che boccavano dl}ftgando pe.r ogni v-erso. essi vigliaccamente abbandon arono. Toccò alla no.tra Iulla dt tappare I nnsi non videro altro di meglio la falla O'l)erata atl reparti unst,e. e chlusuo subito ed ermeticamente 1'81. La battari.la del 20 dicembre la ,aoca, Fu In questa occ&alOfle •42 toccò l'•ptc. della vto)enu. Gli cttt pesai e valutai I tedelCNl. Noi stoni degll alpini furono -,vru.- et trovammo lnsa«aU solo permani. Tutto fu vano. Alla tera cM l) comando tede,co cosi volle. 82 carrt armati runl da 42 ton11 16 Kennalo '43 comlndO l'ananellatc ll\-1lVano oramai OOC\l'pllto basi deJJa lulla. SI abbe 1a battaKanterowka., &ro.o centro della glia della dlll)er&Z}one. O 1a vtta fen"Ovla di J\om>ff e bue di rl- 0 la morte. B&aocnava lnt'nlngere fornlmento dell'armata. 1 n cerchio che et attanagliava e 22 Dlttmbre '42. Poco dopo bbognava uaclre. Eravamo tutll l'a1ba I nissl attaccarono. Il com. giovani, e, peT quanto esauriti n,N battlmMto ai lnlz16 nella nebbia fl11'co e depreal nel morale, tutti é ben presto divenne una mbch1a avfJ\-e .mo tanto de.sderlo di vive.re, ..confwa, I nostri arditi al gt,tta- di rl~&e Je nostre madri, le rono 11.1I nemk:O con magnit\co n01tre .pose, I n01lrl ft&ll, la nofuro:-e. Il mio comandante. mio stra terra. Da lla mta d.Jvlll!~. carln'mo amico. cadde tra I prl- com1)041ladi 20,000 uomini, ne rlm1111m1. I auol uomini tornaron') muero 8,000, ufflclaH pochissimi, ~:~':!~~~ ~~tt~~ nd~~~jp;: nof::!~= 01nde1eaam~':1:'!i~ saltò au un aemovente t«le,co e, la neve, con le .:a.rp,e ftnc~ non con grande meraviglia del condu- si nr,,pero . .calli, ftnchl potemmo, cente. abbatté una decina di ru.i, con I pledl ulcerati e con le terlte fine~ una raffica lo buttò gtO. Lo · nelle carni. camminammo per steao stato maggiore tedetco al chilometri. migliaia di chllornetrt. congratulò per li comportamento per la tconftnata, lugubre e ~ndeitll alpini Italiani. tota sU1)1)4 russa, affondando nel30 Dlc..--..nbre 1942. Giornata du- la neve ftno alle ginocc hia. oon rlsa1ma. Il t'\loco del mortarl, del ~o spettro d~l'aMkler amento dican·nonl, delle "Katuacle" lncomln- nanz t agll occhi, con Je labbra ciò alle 5.30. Le ondate delle er:de per la aete, con lo stomaco batterta urtarono ftno al tardo po. contratto per ,a fame, con Ja ft. meriggio contro I petti degli alpini dUcia dtl compagni che veniva frtulanl. ma,nlt'lct ftgU delle Alpi men o. E 1'arU1llerla nemica al fa. Carniche, C'e-ra un gelo che ~ ceva beffa di noi! Fad1.?o bersag!Jo cava I Mal! SI udivano alla aera -per gli aerei, rtdlcoN pupattolJ per I fre-mltl del fer1tl che non l"NSd- I pertlp:nl appcctatl sulle alture, vamo a portare via p,._~ ogni eapreulone, di compianto per &Il movimento era controllato. ablt.anU del vlttagcl, perchè 1acer( :u Dicembre '42. L'ulthno ctomo e .carni. dell'anno fu li plO triste peaato A NlcoloJ..-.wka, Il 26 gennaio ti 1" Russia. Quel asomo fummo ver1ftc6 l'ecatomb e degli alpini. - • _.... __ ,_.,...,u•.....,.,,41 ,part.lgtanl, rtutcl poi a tornare In di guerra; sto meglio ma DOD Italia. · ben..-.. Co) freddo I lt);el dlstultll Il Ont. quando con an,otela pento accentuano, dolore nel eammtnan, alle spaventevoli avversità dei pa.restffla. talvolta ,erao dJ a. t.vreno e di clima che ml 10Vra- senta; col caldo accu.o lpertdroll atarono. ml v1en fatto di chiedere che COI camminare ml procura come fe<II usctre da tanto lbara- plaghe tra dito e dito. gllo. Questa ta mia odla.è\a mllltaN. Il 27 rennalo. con t'aiuto di una L'epoca del repUbbllCW.nl I! atata dottoreaa runa, a cui diedi del ,plO trlst.e di quella dena l\lerTa medlclna4l per la tnM.e malata, vera e propria. Tanto • • • che rtu.cll a portarmi COft 18 am.icl, lo abbhWno dovuto fare del nc.tro un10I. superstiti della mJa compa- meg11o per non ~ deportati gnla. fuori della linea de1lo sbar- In German ia. Con I parUctant • ramento. Un'auto ambulanza lta- due paia.I da VaUe Mo.o, e COD l\a.na ml raccolse e ml portò a a1 prelkllo del repubbllchk\l nel Karkofl perchè ammalato di ne- centro del paese, e con M chi.a-, frfte a fr1go~ e congelamento ter- mate cht cl am:vavano dqU a zo grado arll tnferlorl. Da. Kar- e dagli altri, eravamo espo«J al koff a Brest-Ll.ltOlllo'Wkl, a Vèenna, .perlcoH p!O ,n.ndl. a MIiano. Meao In nola per la • • • ~ stato tnttenulo dal Coamputazlona di ambedue I piedi mando del repubblichini plO van. !,';~~~atd1 d,alX,~~~g1\in:;, 1: :.~naac:1~~ n::i '=:'-:;i MIiano tempestlvamefne ml fece pl'8Cfltato, s,equesLrarono la motaclre daU'oeipedale mUk.are e ml • &11 eed I ftalloll pe-r una aetumaportò a propri,!, spew a Bologna, na. Io fui medJO -In <».tteN Ptt QreUO J'Istltuto Rtzzall ove per 48 a:tom! p,.vchè avevano avvto mezzo di cure elett~ ,rhl.tell a sentore che facevo parte del Comettermi un pò In quadro. mlt.ato di Liberazione Nazionale. Ora sodo d1 una mllera pensione N. S. Parole e latti Carl compaanl. nel settembre del 1943, quudo ~ Tedeschi al toi.ero tutta 1a ma- "SC-herae per deboleu.a o per vigliaccheria del governo e del re, poterono Insediarsi da padroni sul nostro suolo, lo, lmpJe&ato ferrovlar.o, per non collaborare con I Teutonl. allettato dalla propaganda londinese che prometteva marl e monti al sabotatori del Tedeschi e spinto daJ prepotente bl10gno di r.~larml al secolari nemici d'Italia, sebbene av«sl moglie e fllli da sostentare, abbandonai Il mio posto di tavor0 e ml diedi alla maech!a. Allora una lotta terrlbl1e si accese nel mio lntmo tra Il pensiero della mia famiglia rimasta !n balla del delatori e del Tedesdll che ml cercavano perchè denunciato loro dal collaboraz1onlst! (che mangl&r0no bene sotto I Tedeschi e mangiano meglio sotto &Il Alleali dal quall ,ono protetti) e l'Idea della l'.bertl che ml aveva aptnto al pauo perlcoto·so. E affamato, lntlrtzzlto dal freddo, lacero, .calzo rlmasl per ben nove mesi sul nostri nevosi monti, mentre quu~ tutti I m1el collechl, rimuti fedell al barbari, mangiavano e bevevano vicino al loro crepitanti cam1netll. Talvolta,. la nott.algla deUa fam!gUa, Il desiderio tncoerclbile di rivede~ e di riabbracdare l m:el ploeoll ml faceva Incamminare verso la valle, ma poi la rlOea.Jone sulle gravi conseguenze che ne sarebbero derh-ate ml t.ratle.neva! li tempo .correva lento, dolorosamente monotono. Le nevi, che aveva.no coperto d! uno •peat0 manto bianco e plani e monti, affievolivano le mie speranze del p,oss!.mo arrivo del "Uberatort". M'erano compagni quattro ex~m!- lllarl Italiani datisi, come me, alla macchia e due pr1gion1er! alleati <Inglesi) che parlavano poco ma mangi.avano molto. Non avevamo altre armi ad eccez'lone di bastoni, qualche coltello e una pistola con i,oche cartucce. J noat~ fa. mUla.11, quando potevano eludete 1- .orveailanu. d•Ue pattu&'lle t&• desche, cl facevano avere qualehe paanotta che ripartivamo In modo da garanti.re la razione pii\ abbond&nle a! due os-pttl che, masticando voracemente, dicevano: "'When they arrlve, you shall alwaya be our gue•ts!" 61 giunse ftnalmente al &lupo del 1944, 11 9 di detto mete, Il ::~t!:~:e~~ty no't~t~~ dli tk:lle, e l'aiuto di altri ,ruppi :~ ft=u:t 1 !e a~'t4 1 ~~i;:ar;n rlfomlrcl dl armi per rasv,llaN la ~glone. dove le prime • lttUglle alleate (per nostra d.Ja,rula, Inglesi) 1!unsero Il 19 alugno, trovando Ja zona completamente 11be:a· noitrl cuori esultarono di gioia: l'alba radiosa della nostra "liberazione" era nnalmente spuntata!! Ma qua1no Cl !ngannavaa mo! Gl 0 lnglesl non avevano por• tato altr0 che delusione: nè pane materiale, nl! pane spirituale. Es- "sl, partiti In lotta contro Il fasci• amo erano g!untl a destino pef aiutare I fascisti!!! Un maggiore Inglese, dal quale dopo tre g'lom.1 di attesa, fui ri cevuto Il 28 g!ugno a Sulmona alla mia rlchlmta dl soccorsi, rt spose: "You dld m to abamlo your piace; now look for anoth• sltuatlon!" Alle mie g!usle prc tette, con cui rammentavo 11 Cl techlsmo e le promnse dell propaa:anda londinese-, replkò, h dlcandomi 1eccato la porta: .. O away!" Le sambe ml tremaronl non credevo alle m!e orecch1 Ebbi appena la forza d.l dire latino a scopo di sfogo: " !~fi~!~ a~1i~~~~af:!~ ~ta dlno. La mia odissea non fini Il, ar non l ancora finita, g:laechl! se dopo 10 mesi di attesa e 19 fame sono stato r1ammeHO servizio. Ma fl.nora non ml l su llquktato un aol<lo di arretra tperch~ a!amo sempre nelle m, delle Ione monarchlco-reazlona che Intralciano qualsiasi atto retto ad allev1are le nostre 90f
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