Controcorrente - anno VII - n. 4 - ottobre 1945

ORGANO D'AGITAZIONE E DI BATTAGLIA 'CONTRO iL FASCISMO Tutto quanto riguarda il giornale d••• H&•re Jndlrluato cosi: C.ONTROCORRENTE. P. O. Box D,_Hano't"et Street Station. Boston 13, Man. '·E1ttered tu Jee<»td cltu, matier March. !9, 1939 at the po,t olfil;e at B03'ton, Mau., undff the Act of March 8, 1879.» r;ol. VII - No. 4 BOSTON, MASS. - OCTOBER, l!!.45 Sé a copy LaConferendziaLondra Che cosa avvenga veramente dl'elro le porte chiuse della conferenza di Londra può essere indovinato attraverso agli echi delle d!scursslon\ e delle lotte che colà si svolgono, malgrado l',!retloo silenzio delle fonti ufficiali. Disgraziatamente, come fu otato, questa conterenza, raduriata per affrontare I problemi della pace, sembra stia rlabll!tando la sventurata conferenza di Versallles. Venticinque anni !a, per Io meno ln apparenza, gli apUti di domln~o sono stali lmrig'liaU da generali aftermazlonl d1 principio. S~ tentò allora di ootrulre un mondo più giusto determinando I nuovi confini ool terio della naz.lonal!tà. Per uanlo dubbio, per quanto dlscutibtle, era que-sto un principio eal'e, che si sperava allora poesse risolvere l problem! de-l- 'umanità. lia ass!erne al mondo, dal fasci- $1llO, lascia costernati. Che all'Italia. che più d'ogni altro soffri la tirannia e l danni del fascismo, si pensi dl ch!edere delle riparazioni appare Ingiusto e crlmlnate. Perchè allora riparazioni dello stesso genere non vengono richieste a eh!. esaltò Mussolini quando gll faceva comodo, o a chi. nel 1924. l'l'el momento della crisi plO terribile che squassò 11 fascismo, pr1ma della tragedia Anale, ritenne savio ostentare un r!conosclmento politico del governo elle stava Insanguinando l'Italia? !Purtroppo, I criteri con cui viene affrontata la questione italiana sono solo un r.nesso della mentalltà stupefa~nle con cui si COQ• sldera Il problema della pace di tutto U mondo. La sua slstemazlone appare ben lontana. 11 vlncltore di questa gue1Ta non è uno solo, ma una coallziane d!. potenze: come In ogni altro caso della stor1a. la co~llzione, cementata nel periodo di guerra, si sfalda davanti ai probi'emi della pace, demolita dagl!. interes8' divergenti dei membri alleati. Ohe a~rrà? Indubbiamente l'avvenire è n·ero. cm egoismi e le diCftdenze di ognuno degli alleati s!. alimentano osser."8ndo Il minaccioso dilagare deUe tendenze espansionistiche d'ognuno degU altri, e si" sta entrando In un circolo chiuso, In cui I vinti e i deboli sono I primi a pagare duramente per le pazzie allrul. Nemmeno l'arrivo al potere d'el partito laburista In lngh:lterra è stato finora In ;rado di deviare la folle concorTen4 fra le grandi Potenze. Pur tuttavia. attraverso alle fosch'e nubi, qualche nuova luce sta affacciandosi all'Europa. L'Idea che una !ntesa più fraterna fra I vari popoli sia la sola vla per evitare un ten1bile disastro che minaccia la civiltà e l'econom!a d'ell'Buropa sta prendendo piede. Essa è ora affacciata dalla Fanela, che fino a poco fa, presa nel sogni di risorgimento lmpe. rlale del gen. De Gaull'e, l'aveva combattuta decisamente. Ma anche la Francia deve realizzare che Editor: ALDINO FELICANI gli orpelli di ultima fra le grandi potenze non bastano più. Di"sfatta militarmente, colle Industrie !n buona parte rovinare, decimata nella sua popolazione, e sopratutto male am,ata, senza flotta ed in !stato di dissesto finanziario, non può spe-rare a lungo di tenere avv!nto a sè un Impero O\'e bollono fem,entl d'Insurrezione e Invidiato da potenti vicini. Per la Francia. come per ogni altra nazione d'Europa, la salvez. za può venire solo dalla mutua collaborazione. E' naturale che la Russia consideri con sospetto un blocco in cui le forze sopravvissute della reazione, gli affaristi e militaristi frances!. le monarchie in Italia, in Be-lgio, in Olanda, forse In Spagna sarebtrero I pilastri. Purtuttavia non c'è altra strada d'u.scJta per la salvezza fisica di qualche centinalo di m!Uonl dl esseri umani. Si tratta solo di aiutare coloro, che non temono di guardare all'avvenlre. a prendere le redini della cosa pubblica nell'Europa occidentale. Anche la Russia, se vuole, può a!utare. DAVIDE JONA Lettere dall'Italia Ora dnvece, a quanto si può omprendere, la legge della forza domina le trattative di Londra. Il proceMO di accaparramento di ba&!, dl clientele e di vassall!, che per noi è stato evidente In tutti &:li ultimi convegni del grandi alleat!, dal Cairo a Mosca, da Teeran a Yalta, sta forse raggiungendo la forma pil'.l brutale ed aggressiva. Cl sembra di essere lomatl ana storia di dll'e tre o quattrocento anni fa, quando, alla fine delle lunghe guerre che hanno dissanguato l'Europa, Città Carne italiana in Russia Popoli veni.vano barattati fra ! regnanti come oggetti o best1am-a enza anima. L'Italia stessa sta diventando una pedina In questo colossale loco di Potenze. La perdita deiJ,e colon~e. oramai certa, non giunge oome una sorpresa: gli appetiti ben chiari del vtncltori non lasciavano dubbio alcuno. D'altra parte l'ltal!a, lmm!.serlta, privata di armi e d! naviglio non può nemmeno sognarsi di sottoporsi ancora all'estenuante pe-so economico di quelle colonie che ~ssa J)Ossede\'8 ancom pr!ma del fascismo. Ma che di esse si disponga quando ancora la !stltu- [ ione dei "trusteeshlp" esige chlaillculonl e limitazioni. appena BCC@-nnate dal Charter di San Francisco, può creare una s!tua. Ione pericolosa. Che si dimentichi una volta di più che la guerra è stata combatuta per ltberare Il mondo, e l'IlaNel luglio '42 fui assegnato in qualità di mèdlco ad un battaglione alpino della dlv(slone "Italia" rientrata dalla Grecia ed In partenza da Gorizia per la RusJla. Dopo 20 giorni di viaggio. g1unsl In Ucraina e precisamente ad Isimu, centro di raccolta delle truppe Italiane. Ii mio battaglione, percM d'assa1to, ru subito Impiegato contro. I partigiani della zona. Cominciai cosi presto a vedere gli orrori della guerra. Opera, 1amo insieme con r,:,c,arti germanici. Ebbi Ja poss:. bflità di conoscere li valore di quella gente e la oramai proverbiale teutonica crudeltà. Dove essi passavano, semlna\•ano Il terrore. Erano Wrib1U: uccisioni In massa. fucilazioni ln piazza In pre,senza del famlgllart. Impiccagioni. declmaz!onl, mas.sncrl. Noi italiani. grazie a quel poco senso di civiltà latina ancora rimasto, non sottomettevamo 1a gente ad alctina vessazione ed eravamo ben visti. PN"clò quando battemmo In Mlirata, essi ci aiutarono a farci fuggire e cl dettero da mangiare. Da11'Ucntlna scendemmo fino al Don, attraversando migliaia di Km. a piedi. Il mio reparto era wlla grande ansa del Don, di· nanzi a Rossoc.h. Pensavamo di ess.v Ìmpiegatt In montagna. Invece cl mandarono In pianura Gli alpini ln pianura! Cli alpini non possedevano, nè hanno mal pos.,eduto, un'attrezzatura bellica per la guerra In pianura. li nostro comando era agJl ord;ni dello Stato maggiore tedesco e non pot..wa opporsi al voleri di quest'ultimo. I nostri mortai da 75/3 sarebbero stati ottime arm.1 se Impiegati sul Cauca:so anz1chè sul Don. Appostati su una s;,onda di qu-?.- sto flume. avevamo di fronte I russi a 300 m. di distanza, slstematl dall'altra parte. Passammo cosi lndlsturt,att Il settembre e l'ottobre del 42. Iritanto avemmo li tempo di costruirci dei magnifici rifugi sotterranei, In attesa del famoso lnwrno russo di cui tanto fii p,arlava .• Nel novembre arrivò 1a neve ed Il freddo duro ed interuo. La temperatura 9Cese di colpo a 40 r.radl sotto zero, il Don gelò. SI cominciò a comprMdere che Ja nostra tran<lJ,llllltà presto si sarebbe perduta. Chiedemmo Indumenti di lana. cappotti e guanti, ma l'Intendenza fece orecchio da mercante. Eravamo al primi di dlcembra ed I nostri saldati avevano ancora la divisa estiva e gli 8Carponcelll leggeri. Il 5 dicembre, quando ca.tlnclò l'attacco ruJ'.$0 .sulle acque onnal gelate del Don. Cl trovammo completam~mte sprovvisti di cappotti a pelo, di passa.montagne, di slitte, di eavalll e di tutta l'attrezzatura che abbisognava per fare la guerra. Il soldato Italiano, abìllsslmo nell'arrangiarsi, si prodigò Jn tutto e per tutto per riuscire a superar~ I disagi del freddo, ma cl voleva ben altro. Quando cominciarono ad arrivare dalrltalla I pacchi-regalo che Il .segretarlo del partito, magnifico esempio di disonestà e m.artuole-

COlfnOCOBBENTE -.... Ma, Ci Inviava, I miei alplnl, am- Intero ttggimenlo dt fanteria arvavano già da un bel peuo al mato al comptòlo di anni auto ma. mio po!lllo di medlea%1one con le Oche sostenuto da diciotto carri mani ed l p.edl compk!tamtflte armati. Dal mio poato di mecUcaconrelaU e gancnnati. zl.one, ove ml arri:vaveno fer1tt e H•nno detto I tedHchl eh~ 11 concelatl da tutte ~ parti, vidl soldato Italiano non va1e, E' una attravertO i vetri della mia llba :::'oio::::~rell al~':1(°acco~~!o.,!':: :ut~;r1:11~la:~:1epel:e~t~:,; netu. per eonqul-.are un palmo enorme mast.odont!dtà e fut cosi di terreno per ben quattro volte tutbnone dJ orribili e,,laodL Uno In una sola giornau1, L'ho visto di quf?I mostri, qua.al aveae votuto fa'-l lacerare l.!1 carni da11'•rtl- prenderci gioco di noi , ct arrivò glierla nemica. L'ho visto rtma- addouo ,ctriant.ando compl~ennere lmJ)MIJlblle dinanzi al peri- te , U PMlO di rn«tk.ulone acnza coli pii:! terriblH. L'ho visto com- curare l'emblema della Croce ptert atti di valore Indicibile. E Roa a, facendo morti tra I feriti, tuuo quNto met1tre a Roma o Io ml salvai per un miracolo. Perat uUe retr()tlte f "°''" capi, i ttOCtri però u mio migliore amico, un gerterali, <1g9hiftdati h1 ,tioolofti, siclllano, a cui ..vo legato come un f'J)e'T"Mi • motlOCOlO, go.:zoviglkl~ fralello. NO dime,&tielli di tlo4 c~ al /r'OfUe Intanto tra n 11 d.:Cftnbre ed Il erav(lmo 1provt1'8li di tutto, priv1 15 gennaio del '43 avvennero propersino de1la posta che avrebbe fonde modlfkazlonl neJl'lnlt.lale portala la eat"e'ZZ& della mamma, .chleramento della noelra armata, Il bacio della l;>OSl!I.,Il ricordo del dovute lllla ln-eslstlblle p otenn ftgll lontani. delle armate ruue, ehe avevano La Runla I! una terra terrtbll• comprffO perfettM,ent4? JI nOSlro mente In.Oda. Quando fa sereno, sbandamento. Tutta ta regione a la temperatura -=ende a W 6 40• sud del medio Don era In mano gradi sotto zero da un'ora all'a1tra. del rus,1. Perclb praUearnente E' un freddo che mozza Il flato e tuua l'armata si trovava qua.al che ll ~la persino le 1acrime. E' comp~mMte accerchiata. VI era un freddo che altera perfino n solo una teata di ponte pruso a.:ipore. che uectda ln,,e-ru.lblbnente, Roaocl'I tenuta dal tedetchl. atlncomlndando da&'II arti periferici. trav-eno cui ia nostra armata Eravamo a ~bre '42. e pur- avrebbe poWto retrocedere, se cl troppo la lltua.z,one generale t09 » alalo ordlne di sgancia.mento. andava peggiorando. SI delineava Qui comtnclò Il tradimento tedeun nuovo attacco N9SO ad ovest ,co. Fu nella notte del 15 gennaio den·ansa d"'1 Don, net aiettore del- 1943. I tednchl. visto che Je coee l'llrmata ungherese che era al no- anda vano male, al allont.aMrOno 11.ro fianco. L'attacco avvenne U senza dire nlMte, alla chellche1Ia, 19 dtcembre. La fanteria r\.lSS&., con grande lngenuttà e ftloeofta, aiutata d&ll'avtazlone e dall'art!- Jnclando tranquillamente due ar. gllerta. rtu,cl a pr-.tk:are una rot- mate, quella unghel'Mt e quella tura del fronte tra Kalltwa e Bo- n.anana, chi' tanti morti avevano guaclar, aprendo una larga breccia luelato sul terreno per difendere attraveno la quale I ru.al tra- ,pelmo a palmo quella zona che boccavano dl}ftgando pe.r ogni v-erso. essi vigliaccamente abbandon arono. Toccò alla no.tra Iulla dt tappare I nnsi non videro altro di meglio la falla O'l)erata atl reparti unst,e. e chlusuo subito ed ermeticamente 1'81. La battari.la del 20 dicembre la ,aoca, Fu In questa occ&alOfle •42 toccò l'•ptc. della vto)enu. Gli cttt pesai e valutai I tedelCNl. Noi stoni degll alpini furono -,vru.- et trovammo lnsa«aU solo permani. Tutto fu vano. Alla tera cM l) comando tede,co cosi volle. 82 carrt armati runl da 42 ton11 16 Kennalo '43 comlndO l'ananellatc ll\-1lVano oramai OOC\l'pllto basi deJJa lulla. SI abbe 1a battaKanterowka., &ro.o centro della glia della dlll)er&Z}one. O 1a vtta fen"Ovla di J\om>ff e bue di rl- 0 la morte. B&aocnava lnt'nlngere fornlmento dell'armata. 1 n cerchio che et attanagliava e 22 Dlttmbre '42. Poco dopo bbognava uaclre. Eravamo tutll l'a1ba I nissl attaccarono. Il com. giovani, e, peT quanto esauriti n,N battlmMto ai lnlz16 nella nebbia fl11'co e depreal nel morale, tutti é ben presto divenne una mbch1a avfJ\-e .mo tanto de.sderlo di vive.re, ..confwa, I nostri arditi al gt,tta- di rl~&e Je nostre madri, le rono 11.1I nemk:O con magnit\co n01tre .pose, I n01lrl ft&ll, la nofuro:-e. Il mio comandante. mio stra terra. Da lla mta d.Jvlll!~. carln'mo amico. cadde tra I prl- com1)041ladi 20,000 uomini, ne rlm1111m1. I auol uomini tornaron') muero 8,000, ufflclaH pochissimi, ~:~':!~~~ ~~tt~~ nd~~~jp;: nof::!~= 01nde1eaam~':1:'!i~ saltò au un aemovente t«le,co e, la neve, con le .:a.rp,e ftnc~ non con grande meraviglia del condu- si nr,,pero . .calli, ftnchl potemmo, cente. abbatté una decina di ru.i, con I pledl ulcerati e con le terlte fine~ una raffica lo buttò gtO. Lo · nelle carni. camminammo per steao stato maggiore tedetco al chilometri. migliaia di chllornetrt. congratulò per li comportamento per la tconftnata, lugubre e ~ndeitll alpini Italiani. tota sU1)1)4 russa, affondando nel30 Dlc..--..nbre 1942. Giornata du- la neve ftno alle ginocc hia. oon rlsa1ma. Il t'\loco del mortarl, del ~o spettro d~l'aMkler amento dican·nonl, delle "Katuacle" lncomln- nanz t agll occhi, con Je labbra ciò alle 5.30. Le ondate delle er:de per la aete, con lo stomaco batterta urtarono ftno al tardo po. contratto per ,a fame, con Ja ft. meriggio contro I petti degli alpini dUcia dtl compagni che veniva frtulanl. ma,nlt'lct ftgU delle Alpi men o. E 1'arU1llerla nemica al fa. Carniche, C'e-ra un gelo che ~ ceva beffa di noi! Fad1.?o bersag!Jo cava I Mal! SI udivano alla aera -per gli aerei, rtdlcoN pupattolJ per I fre-mltl del fer1tl che non l"NSd- I pertlp:nl appcctatl sulle alture, vamo a portare via p,._~ ogni eapreulone, di compianto per &Il movimento era controllato. ablt.anU del vlttagcl, perchè 1acer( :u Dicembre '42. L'ulthno ctomo e .carni. dell'anno fu li plO triste peaato A NlcoloJ..-.wka, Il 26 gennaio ti 1" Russia. Quel asomo fummo ver1ftc6 l'ecatomb e degli alpini. - • _.... __ ,_.,...,u•.....,.,,41 ,part.lgtanl, rtutcl poi a tornare In di guerra; sto meglio ma DOD Italia. · ben..-.. Co) freddo I lt);el dlstultll Il Ont. quando con an,otela pento accentuano, dolore nel eammtnan, alle spaventevoli avversità dei pa.restffla. talvolta ,erao dJ a. t.vreno e di clima che ml 10Vra- senta; col caldo accu.o lpertdroll atarono. ml v1en fatto di chiedere che COI camminare ml procura come fe<II usctre da tanto lbara- plaghe tra dito e dito. gllo. Questa ta mia odla.è\a mllltaN. Il 27 rennalo. con t'aiuto di una L'epoca del repUbbllCW.nl I! atata dottoreaa runa, a cui diedi del ,plO trlst.e di quella dena l\lerTa medlclna4l per la tnM.e malata, vera e propria. Tanto • • • che rtu.cll a portarmi COft 18 am.icl, lo abbhWno dovuto fare del nc.tro un10I. superstiti della mJa compa- meg11o per non ~ deportati gnla. fuori della linea de1lo sbar- In German ia. Con I parUctant • ramento. Un'auto ambulanza lta- due paia.I da VaUe Mo.o, e COD l\a.na ml raccolse e ml portò a a1 prelkllo del repubbllchk\l nel Karkofl perchè ammalato di ne- centro del paese, e con M chi.a-, frfte a fr1go~ e congelamento ter- mate cht cl am:vavano dqU a zo grado arll tnferlorl. Da. Kar- e dagli altri, eravamo espo«J al koff a Brest-Ll.ltOlllo'Wkl, a Vèenna, .perlcoH p!O ,n.ndl. a MIiano. Meao In nola per la • • • ~ stato tnttenulo dal Coamputazlona di ambedue I piedi mando del repubblichini plO van. !,';~~~atd1 d,alX,~~~g1\in:;, 1: :.~naac:1~~ n::i '=:'-:;i MIiano tempestlvamefne ml fece pl'8Cfltato, s,equesLrarono la motaclre daU'oeipedale mUk.are e ml • &11 eed I ftalloll pe-r una aetumaportò a propri,!, spew a Bologna, na. Io fui medJO -In <».tteN Ptt QreUO J'Istltuto Rtzzall ove per 48 a:tom! p,.vchè avevano avvto mezzo di cure elett~ ,rhl.tell a sentore che facevo parte del Comettermi un pò In quadro. mlt.ato di Liberazione Nazionale. Ora sodo d1 una mllera pensione N. S. Parole e latti Carl compaanl. nel settembre del 1943, quudo ~ Tedeschi al toi.ero tutta 1a ma- "SC-herae per deboleu.a o per vigliaccheria del governo e del re, poterono Insediarsi da padroni sul nostro suolo, lo, lmpJe&ato ferrovlar.o, per non collaborare con I Teutonl. allettato dalla propaganda londinese che prometteva marl e monti al sabotatori del Tedeschi e spinto daJ prepotente bl10gno di r.~larml al secolari nemici d'Italia, sebbene av«sl moglie e fllli da sostentare, abbandonai Il mio posto di tavor0 e ml diedi alla maech!a. Allora una lotta terrlbl1e si accese nel mio lntmo tra Il pensiero della mia famiglia rimasta !n balla del delatori e del Tedesdll che ml cercavano perchè denunciato loro dal collaboraz1onlst! (che mangl&r0no bene sotto I Tedeschi e mangiano meglio sotto &Il Alleali dal quall ,ono protetti) e l'Idea della l'.bertl che ml aveva aptnto al pauo perlcoto·so. E affamato, lntlrtzzlto dal freddo, lacero, .calzo rlmasl per ben nove mesi sul nostri nevosi monti, mentre quu~ tutti I m1el collechl, rimuti fedell al barbari, mangiavano e bevevano vicino al loro crepitanti cam1netll. Talvolta,. la nott.algla deUa fam!gUa, Il desiderio tncoerclbile di rivede~ e di riabbracdare l m:el ploeoll ml faceva Incamminare verso la valle, ma poi la rlOea.Jone sulle gravi conseguenze che ne sarebbero derh-ate ml t.ratle.neva! li tempo .correva lento, dolorosamente monotono. Le nevi, che aveva.no coperto d! uno •peat0 manto bianco e plani e monti, affievolivano le mie speranze del p,oss!.mo arrivo del "Uberatort". M'erano compagni quattro ex~m!- lllarl Italiani datisi, come me, alla macchia e due pr1gion1er! alleati <Inglesi) che parlavano poco ma mangi.avano molto. Non avevamo altre armi ad eccez'lone di bastoni, qualche coltello e una pistola con i,oche cartucce. J noat~ fa. mUla.11, quando potevano eludete 1- .orveailanu. d•Ue pattu&'lle t&• desche, cl facevano avere qualehe paanotta che ripartivamo In modo da garanti.re la razione pii\ abbond&nle a! due os-pttl che, masticando voracemente, dicevano: "'When they arrlve, you shall alwaya be our gue•ts!" 61 giunse ftnalmente al &lupo del 1944, 11 9 di detto mete, Il ::~t!:~:e~~ty no't~t~~ dli tk:lle, e l'aiuto di altri ,ruppi :~ ft=u:t 1 !e a~'t4 1 ~~i;:ar;n rlfomlrcl dl armi per rasv,llaN la ~glone. dove le prime • lttUglle alleate (per nostra d.Ja,rula, Inglesi) 1!unsero Il 19 alugno, trovando Ja zona completamente 11be:a· noitrl cuori esultarono di gioia: l'alba radiosa della nostra "liberazione" era nnalmente spuntata!! Ma qua1no Cl !ngannavaa mo! Gl 0 lnglesl non avevano por• tato altr0 che delusione: nè pane materiale, nl! pane spirituale. Es- "sl, partiti In lotta contro Il fasci• amo erano g!untl a destino pef aiutare I fascisti!!! Un maggiore Inglese, dal quale dopo tre g'lom.1 di attesa, fui ri cevuto Il 28 g!ugno a Sulmona alla mia rlchlmta dl soccorsi, rt spose: "You dld m to abamlo your piace; now look for anoth• sltuatlon!" Alle mie g!usle prc tette, con cui rammentavo 11 Cl techlsmo e le promnse dell propaa:anda londinese-, replkò, h dlcandomi 1eccato la porta: .. O away!" Le sambe ml tremaronl non credevo alle m!e orecch1 Ebbi appena la forza d.l dire latino a scopo di sfogo: " !~fi~!~ a~1i~~~~af:!~ ~ta dlno. La mia odissea non fini Il, ar non l ancora finita, g:laechl! se dopo 10 mesi di attesa e 19 fame sono stato r1ammeHO servizio. Ma fl.nora non ml l su llquktato un aol<lo di arretra tperch~ a!amo sempre nelle m, delle Ione monarchlco-reazlona che Intralciano qualsiasi atto retto ad allev1are le nostre 90f

-.INS reni.e. Quale è stato il nostro premio? - Solo fame, freddo e cendo~tà. Qual'è stata Invece la punizione dei eollaborai.lonlsti? Basta citare un caso: Il Capo Compart. delle Ferrovie dello Stato, comm. Marln, attivo collaboratore de~ Tedeschi e del repubbllchinJ, è $t&t.o Invece promosso da gli lnglesl Vlc~lrettore Ge·nerate e inviato In missione -.pec!ale di fiducia In Polonia! Questo nell'ambiente ferroviario; ma, se diamo uno sguardo p'.ù In alto, restiamo inorriditi. Perchè gli Alleati non ancora si decklono a pubbl!care le condizioni della nostra resa? Credo non lo faranno mal, percl\è non vog11ono far .coprire uno dei più. aca.ndalosl baratti che la storia zieordl e cioè la clausola secondo la quale gl~ Alleati, In compen·so della resa dell'Italia, garantivano al Savoia la continuazione del loro dominio sulla martoriata penisola! Vi rh.1sc!ranno? Io credo di si, imperocchè con l'oro si riesce a tutto, anche se In Inghllten-a vi sia un governo laburista, Il quale, se vuol vivere, deve assogget.tars: alla plutocrazia lntemationale: la soppressione della legge "affitti e prestiti' è .stato il primo monito. . . . Intanto in ltal!a, per mancanza dl libri e di quaderni, quest'anno difficilmente potranno fun2!'1.onare le scuole, a meno che non venga protratto slne dle l'uso de! libri fascisti, con lmmenh. soddisfazione .del fascfsmo ancora dappertutto Imperante! Provincia di Aquila 3 settembre 1945 P. S. - Di tutti gli lndumentt raccolti dal nostr!. connazionali In America e mandati In Italia, noi non abbiamo n'è avuto, nè visto akunchè e seguitiamo a v!vere ancora cenciosi e scalzi. Se volete !ara quakhe elemosina, fatela direttamente: scarpe usate e ab1tl frusti, per no!, costituiscono abbigliamenti •di .ga!a· Quelli eh.e teguottO aono brcni di altre lettere peroe,11,tEt dall'Italia.. Ogrii l6ttera contiern, fraM ch.6 fanno l'effetto d' colpi di fru. tta. I fa.c&ati 1'0atrani - i propagan.ditt.i - po&IOl'IO eMBT6 O'f'fJOgJio,i di aver contTibuito a tanta rovina. Ma noi no-n daremo loro quartiere. Effi dooranno ca,ere ottrocizzati dow,aque a. pre36ttti· no. I compag,ii tlottTi dev<mo aiutarci i11 quett'ope,-a di boicottoggio contro i delinquenti. eh.e MNno collaborato con li carnefici dei noftri frateUi. E' il meglio che po&aiamo fare, aU'fafuori di aiutare il pitl J)033ibil 6 iU ,w,tro fH>'POlo che il faaciamo ha gettato nella deaolazio,se pf~ ~llida. 1 giugno 1945 Qui In questo tempo d troviamo eorrfpletamente sprovvisti. DI vestiario flon se ne trova. Scarpe costano 5000 llr,a, roba che prima costava una lira al metro ora ne costa 400 ed è marcia, un roochetto di ti.lo 150 lire ed è marC'lo, aale 160 Ure al Kg. Insomma non aap.. plamo più co-. fare. Abbiamo passa.lo un ln\~rno da bestie. Il primo d'Ottobre I fucl.stl hanno fatto Il rastrellamento e hanno portato via tutti I padri di famiglia dal pa-?.le. Son venutl di notite quando eravamo tutti a }ètto. L( hanno portat1 In prltfone a Chlavari. Non cJ daw.no ntente CONTBOCOBBEKTE da mangiare, tutte Je donne del paese cl portavano qualche COda ogni giorno, neanche acqua cl davano. Coma abbiamo 9QJ)Uto dopo, r;oea. era di fucilare tiutt1, ma è arrivato uno da Genova che li ha fattt U901re. • Non potevano più fermarsi ,qui e sono .cappatJ su per I monti dove hanno passato l'Inverno .nelle tane come l<'I volpi. Ne hanno preso dleocl di questo paese che erano nel Partigiani e Il hanno maS98crat1 come bàstile. Prima, quando non sJ tacevano vedere, I !asctsu volevano rutilare le fiamlglie. Sono già quattro anni• che si fa nient'altro che pHll\gere. Ohe testa quando ,ono arrivati gll Amllicanl. Tutti correvano co. me matti a 'T1e~II. • 23 giugno 1945 Ne abbiamo sofferto di tutti I col011. Tantl del nostri erano su per I monti col Partlgtanl. I ie.90Ìstl verso .}a fine bensag'llavano I giovani come le pecore. Li volevano !ara· combettere a tutti I costi. Perciò anche mio Nando, e come tant1 altri, nUCO!Jtoper mesi e mesi In un solalo come un topo, ed lo a ferie la guardia dal matti• ~la~~I~ .• ~ra col cuore ,empre In 17 agosto 1945 Qui In Italia è diwntato, tn questo periodo, lml)OSs'lblle a vivere. Non c'è più aicurezza e cl rubano tutto. C'è da stare molto in guarda anche in casa, basta dirvi Che In casa ml hanno rubato la bicicletta e quella della Livla. Mi tocca recarmi a:1 1avoro a p100i perohè a prendeiine una costa ~g: 1 ~ie.taoclo qut un'Idea del.la vita Che si pa:.ssa qui In Italia: Il burro 800 lire al Kg.; la ce.me 500; farina 100; riso 70 quando ti trova; l'olio 1000\lire al litro, lardo 800 quando 81 trova; il rtJnanente non ricordiamo più di &Vèll'• lo mangiato: zucchero 1000 lire, caffè non aappiarno più che gusto abbia, latte non ce n'è, pane nero di crusca a lire 18 al Kg e ce n'è ipoco, acarpe da quattro a lnque mila lira a1 pa.10, V(>St1tl da uomo 20,000 lire, caae 200. Il rlmanente non parliamoci perché è cosa da pa.ul. Le paghe tono molto basse a contronto, cioè lo prendo 5000 lire al me.e ma spes.,e vo1ta molto meno perché c'è sempre· !ICio;>erl. Slamo In famiglia quat- ,tro la manteneN\. Malgrado •tutto ciò il morale è ancora ano, ma cer~ volte quando le figli-e necessitano di nutri• mento migliore e non si può ci troviamo nella di'Spe-raz.ione. Scu. satemi se vi importuno, .:?mbra chd tanti ltalian1 che si trovano In America poosono fare spedizioni a volontà per gli italiani suol. PossoColombo !... Ii "Columbus Day" di quest'an. no, a guerra finita, ha permesso un po' di storto alla gonna reto- #rica del pa.negtrtstl 1ncorregg1b1H che da quattro anni mordevano Il freno. Forse fra quaJohe a1tro anno, quando gli echi del traglco -conflitto mondale dlv~a.nno ph) pallldl, I nostri "prominenti" dell'Ordine Figli d'lta11a, delle future cancelJerle del eons01atl e Idei crocchi nel ristorante Zuoca. a New York, di alcuni oaffè di Hanov.v Street, in B09l.on, di CoJum. bus Avenue In New Haven, o di Atwells Ave., In Provldence, riprenderanno n loro lamento per la violenta fine di Mussolini. C'è gtà stato un timido tentativo di "de'plorarol" l'applauao del gran pubbU'co americano per li magni. 6co atto di g'lust1zla sommaria del popolo Italiano. Un prete Irlandese di Provldence - secondo un rlte.gllo di giornale di quella città - non sa ,piegarsi come Il popolo am..vlcano 91a rimasto Inorridito per l'assassinio di Dolfuss. canee!. llert> austriaco. te-nza però curarsi de1t'implocag:lone del duce fasci. sta, (l'Uomo della Provvidenza. come gridavano da tutti I pulp!tJ I porporati Italiani. e !l'eco di tat,,t bestemmia veniva raccolta dal giornalisti colonlatl). Tanto prcr l'esattezza de:Ua cronaca t11sogna pur dire che I no-- stri promineNti ,ono staU molto guardinghi ne'I. toro discorsi co-- lomblanl: Il :,ollto. <Stantio omaggio devoto ana Grande R~bbllca etc. etc .. ed un richiamo, riveduto e corretto, a.Ila storica amicizia deJl'Itana per l'Amer'lc:a. Una cosa detta frettolosamente, PN"~ .paura che Quatcuno al Ja3Clatse sfuggire una domanda Imbarazzante sugli autori materiali. ed I loro compiid. morali ln Ameriea, della rMtura d1 quelle relazlon1 cordiali. O qualcha apostrofe Mla beneau,pt. cante retorica fuct,ta che rendeva omaggio a Chlachlt-ppe In camtcla nera quando questa degna aripla sabauda gongolava per l'at. tacco giapponese e. Pearl Harl>or (vedi "Diario" di\! Conte Ciano>. L'abnosfera ... metereologk:a - cioè la ,ptoggia, tanto a New York che a Boston ed altre oitt..à det• l'At'lantlco - e ratmostare che ancor sente l'Influsso della guerra, han ben limitato I cortei, con.· t\nando le ~ebrazlonl quas.l esclu. s1Vt11mentetra 1 Cavallet1 di Co-- lombo - Knlght.s or COilumbus - I baciapile cha si ,ervono del no-- me del Grande Ammiraglio ,per far della propaganda religiosa. E' pro-- prlo strano che debba essere que. sta assoeiaz.lone di bigotti che non SI è mal 'PNOOCUPata di esaltare o di difendere Colombo. o ila -.ua terra natia, ad arrogarsi l1 diritto di "monopolizzare" li Co1umbus Day. (Ne9SUno finora è stato capat:e di s;)1egarcl perchè Colombo sia divenuto un Simbolo del cattolloestmo am.erk::ano. Nè è f&iClle spl·~arlo al lwne de11a logica se Si pensa che al tempi di Colombo non esistevano e.ncora protestanti nè dlvb.1onl del1a chiesa cristiana d'oocldente, e Colombo era morto e sepolto da più di una g.:vierazlone quando Lutero gettò la tonaça alle ortiche e prese motr}le. E quando un corpo di cattolici americani, lr.landesl In magg'!oran. za. volle organlzzara una •odetà laka per la difesa della chiesa, la chiamarono ''del cava'lleri di Colombo". II che, probabilmente, aizzò I più Intransigenti del protestanti contro U povero Colombo. P« I fanatici, ogni srag1onamen. to fila ... >. Quattro o cinque anni fa la ricorrenza del XII ottobre avrebbe mes,o l'argento vivo addotSO alle più veochle• zimarre del super-na. zlonallsmo fa1Cista-papallno, nè POI• I sar<'lbbero mancau 1 eabloçamml di prammatic~ al duoe, II megalomane che diceva d1 poter "polverizzare" l'America! Nelle assero. blee do:'ill'Ordine Figli d'lta1la, a piè dei ritratti di Ch1ac::hleppe ra• chltilco e di Benito dalle mascelle di animale pretstorlco, In aedute J)(ll.lTW"idianed, opo abbondantt 11baziofll e cavernose eruttazioni di stomllChl appesantiti dJ bNlCIOle. I "maggiorenni" avrebbero ri!JCald&.. to tl'antk:o piatto retorico di confu!le dlch1arazloni d'amore al reucClo., Il figlio cretino, I cugini e Jle'J)Otll debosciati e fameUcl, 11 papa che benediva il faSC:smo e se ne serviva per punteJJar-" il ritorno al potere temporale. Ve la ricordate la baldoria '"patnlotlica" pe1 re-lmperatora ed tl duce inlalllblle ohe donava Imperi ... talassando l'Italia? In quel giorni di faef1e gloria per I nostr1 alfieri del tasalsmo - Pope, Falbo, Patrizi, Trombetta, Guidi, For. tot\, Gorrasi, Scala, Romano - si aocalapl)lava 11 .povero Colombo mettendogli addosso la camicia. nera. Ah, dicevano I nostri cafoni ubbrla.chl de11a retorica de "II Progresso", de ''L'Italia" di San Francltco, del "Grido della Stir,>e" o de "La Gazzatta del Musachusetts'' - ah, se Colombo avesse conoaciuto un MuS.!IOJinll,'Amerk:a, 1'.)erdio, sarebbe nostra ... (Povera Ameriea?> Oggi Il Co1umbus Day è pras.sato con Qualche cauto tentaUvo ~t "celè'l:lrazl0nt" da parte del ncmrl prominenti, molti del Quali rimpiangono I giorni delle unlformJ di Frank De caro e di Barsottl. Ma anche quelle buffe ''parate" del periodo coa:I umiliante de1Ja n<Mre comunità, erano da preferirsi - nelle coMegUenze materiali e mo. rall - alle concioni del fuctstl, avvelenator1 della CO$Clenza del popolo. GLAUCO I ritardi nella pubbUcculone del glomal• in que,tl ultimi me•I. de...,oao easere attribuiti a ragioni di talute del compilatore. Slamo lieti di CO• munlcare che la altua:rlone t di molto mJgliorata. Abbiamo tutte le ragioni dJ credere che t·u.tdta del giornale aar6: r'egolarllaata., J compagni abbiano pazienza. "Controcorrente" Intende di continuare a fare la aua parte nella dJfe·so della cauta del popolo ltallm1o. attanagliato ln questo momento nella atretta dl ferro del politi• canU alleatl che •ogllono ad ogni costo tabare la monarchia • t rimasugli delle forze rea:rlonar5cbe banno ,ostenuto U fasciamo tino all'ultimo ed Intendono di continuarne l'opera Uberttdda. Noi cerchiamo la compagine fra coloro cbe tono alnceramente Lnter... satl dJ debellare e achlacclare le forze che aono re·apon..sablll dJ col~ labora:rlone nel delitti del fasci• smo che ha riportato )'Italia al medJoe10. Chi t d'accordo con noi cl aluU. n bisogno t urgente. ■ UCGrn: I ·•• •P•noU 41 C...._ S.l.-..tat, IL VATICANO I lt. PAICIUIO (Il M14I) o Ha UlfA COll'CZ"1"UIJOWI 11:PUIIIUCAJfA,SOCIAJ.lSTA llf ffAl.Ul, (IS Mli.I). •-·•• ... :U M141. ,.. - tr .. coltollo ,U 3 Mli.I, rlcHor .. o I ... l•IMOt .. •11 .... coli I.I •h•• ..... u ... &lddNot•ll -.wl ,101M. b,,U,t- -lt COJfT&OCOUINTI, P. I ... x D, lll- .-w l11"t ltetlM, a.n- U .....

..... COlffltOCOltAENTE Unatombo Un r!t.&gllo di "Umanità Nova", pre,venutoml in quettt 1kITTII da Roma ha portato Dn qui l'eco della prima commemora:ru>ne di El'• rla:> Malateata tenutaal domenka 22 luglio, (tredtcea!mo 1Lnnivel"sll - rlo della sua dlpe.rt1La) a1 teatro Andrea Oorla, nd 1ntzlath<o della Fede,,az.Jone ComW1ista Ubertar!a. "Umanità Nova" ci dice che alla folla dea:H lntervenuU parlarOno Band, 6el GNppo Ubt-rtario, RJgh!nl, della Federa:tlone Sacrlflcati della lJberU, Fontana, per la Gioventù Libertaria, l'Avv. Cavaliett, del Partito d'Azione e Glovann! Forblctnl, o"'tore designato, che chlu-e oo.l il suo dltt: "La -,cieli anan:hfca di Errico Malateat.a è una società di uomJ. ni liberi ed Ugutil! unJU ndl'a,no.. re e nella fratellanza". Terminata la manttestazlon-e - continua "Umanità Nova" - tut- !~~ d~~1~"r!~1u~ro;~:~roa()~ recati al Piazzale decll Ero! ~Ila casa ove mori Errloo Malal'fflA per lo acoprtmento dl una lapJde :~m~~~::'~rtech: I =d~, sacriOelo. Dopo poche, parole di Ennio MatUas la man!ft-tta%lone ebbe tennlne. Ne-I pomeriggio, - è fe'ffll)f'e "Umanità Nova" che .scrlve, - pt,rtendo dalla sede del Gruppo Llbertarlo di S. Lorenzo, numerosi oompagnl anarchici a! reoarono In corteo al Cimlt•,o ~ d•pon• una corona di alloro sul• la sua tomba. que pezzente. ogrl guana nel . lu.tto e nella rlcc?Heua sol perchè seppe r1nne1are I suol !deaJI, lrad!re ta aua claale e dlvenlra eervo abbietto ~ oapltaUvno, d•l1• n\Onarcl\la e d'el papato. "Ma.latesta fu lderaHsta. "Mustolinl è pagnott!1ta. "La storia di ocel osanna l'•Pparente trtonfatore, la storia che si scriverà domani, da ,torici e non da lecehlnl. quando l'ltal~• tornerà ad essere libera e civile, d parlerà ancora di Malatesta. "Avverrà, cioè, tutto Il conln!II• rio di quanto 11 truce vuote. In quel gtorno, non molto lontano, U popolo d'ltal!a \'OfTà apere Il luoeo ove fu sepolto Enico Mala• l'ella. "Cosa rbpondett,mo? "Diremo ad euo, che è orci in catene, che non fummo neppure capa.Cl di at,rappare da&ll artigli del ruclsmo lo ,che.le!lro del Maestro! "Quel popolo getterà 1u di noi la sua maledi.z!one. Bl,o&Jta evltart. che clb avvenea. Blsocna evitare eh-e 11 fascismo compia quest'altro delitto". Con sii altrl compacnJ ctie ml erano allora vlel.n!, fummo Insultati e derisi. • lncredlblle ma vero, fummo dassJftcaU: "10Htl -speculatori ck-1· le ,ciagure umane". Tirammo !nnanzi .wnza guardare Indietro e Il 27 marzo del 1933 inv\ammo a deatln11tlone le tom• me richieste. Ne-Ila "Stampa Llber11" di Domenica 25 Febbraio dell'•nhO ,e. guente, ad !nlzlatlva. compiuta, racemmo riprodurre la fotosrart& della mode,ta tomba, Che venne Quella tomba dunque serve a p resa in barba 1gll •blrrl del duce qualehe oou. di pii) che a racco- che vi monta \-ano perenne guar- ~~~;: ! retti ~ll'apostolo llber- :~! e :!!va~razi::~ac:1n':!~~ Spinto dall'appello della sua a!ut.ato, scrissi tra l'altro: valoroaa e buona compagna, ver- "Ed a,collammo la giovane poe. so la fine del 1932 attTa,•erM> le teQa. CLuee Fabbri) che cl dicecolonne de "La Stampa. Ubera" m va: "Han cancellato la tua .s,epol. solo giornale che allora ai prestò) tura, perchè dal marmo non poua ml rivolsi a! compaenl pu la rac. parlare". colta del fondi neceuarl a togliePoi et chiedemmo: perchè dere I retti del Maestro dalla fOSM vono •tra,'1ncer11! comune ove lo aveva fatto tcenPerchè quella tomba wr10 la dere Il !a.sciamo, ed o,·e la Chle• quale rivolgere U pensfero senza av~ lm;,osta la croce. la tortura deU'angotc:la dell'leno,- Scr!Ui allora: • to, non pub averla ora Lui, che "li u~-o cinico del capllallamo. pur ha luc"..ato tra I vt,-entl •PGmentre spilla I milioni che I suol sa, flgl\a, compagni ed aR'Uct? Pl"etortan! rubano al popolo d'IlaChi ha decretato che quel marUn nello. fatua corsa alla automo non può parlare! ::~~~n~•err!~ ~j&~1 =-~ la~o~I mettemmo oon gl! altri al di Colui che a.Ila grandezza, a.Ila Oggi quel manno non è pii) dignità ed alla libertà del popolo . muto. Il suo nome pa rla ancore ltal!ano dedicò tutta la sua ~•!- per noi e per Lut. Al vh'1 che 90n st::';,~iatesta fu un uomo, :'~';1e 6.J1~rtl che tomeranno ad ..MuuoUnl ~ un tervo. Qu-ella tomba sprigiona luce, La tragica follia del tervo non anche se a chi va a deporvi un deve giungere alla dlstru:r::lone del flore Il carabiniere del re che re!,iU:=!~~o.lnde8nlblle dt>lltto ~~~ 1 ~=:tC:1:: chiede U 'nome deve es,u,re ev!tato. ·•n:t evitato sarà, se oggi, come ~e::iet~rt 1 !be~h/•~ta:i.:t1:"= libera e terribile alla testa delle na:t!onl marcianti VerM> l.$. conquista di un avvenire di libertà e dt elu.stllla. sapranno • \'O!Tllnno contribuire ad evitarlo. "Pur es.tendo nato ricco, Mal•• t .. ta mori po,•e-ro, cosi. come da povero !~11 _y!s~s! pe;,_ t:e-ner tede Fummo !acili prorct!! Niente arrauo. non ci voleva a11ora gr-an saptenxa per prevedere cM la resa de-I conU Jarebbe venuta. La tomba che racchiude I resti del Malatesta chiama di g1à al Verano 11 penflfl'O del llbert ta. voratort d'Italia e la tomba di colul che non voleva la tomba del lottatore alpnte, ove ~ mal! ~l•mn aol>ena all'!nl&io! Malatesta fu uomo. Muuolint fu aervo. Chi mal ha rtcordato I servi abbietti• deJla • tirannide! Mentre la nuo"·a deUa prtma commemoral1one d! En1co Malatesta d ha recato~ un'intima IOd• dlsfaDOM, attendiamo con ansia di cono.cere la sorte che ti fasdsmo mal abbastanza maledetto ri&e-rb6 alla sposa ,.a alla fla:Ua det nostro grande peàsatore. La scena Hall-a S~smo al la\'oro da un pezzo; ma fin'ora Il risultato è pl.:t che vaao. Ml pare, che ala elunta 1·0,,. di conoscere ove mal ti trovino le due donne che tante lotte, dolori. -spe-ranie e tormenti dlvltero con l'uomo çhe tanto dette aUa J!. bertà ed all"avvenire del popoli di tutte le patrte. L. Q, New Ys,rk, 16 settembre 1945 Nalla di nuovo nel partlll Oil voles1e prenderai la briga - ser-lve Paolo Poaamal ne /i PartigiioNO d1 Roma - di confrontare gli odierni organi del vari partiti ltallanJ oon I a)ornall ctre quea:11 stetll partiti pubblicavano trenta annl fa, rilCOfltr&ebbe che nulla vl ~ In elli di mutato, sla per quanto rieuarda gli uomlnJ che I statemi d1 condurre una campagna pollltca. Sorge aJlor-a. spontaneo nella mente dJ chi iene l'lnter-rogaUvo: a che coaa cl conduue Allora que-- sta polltka ! La rlaposta è una sola: al fatclsmo. Quali ,ono a:U affetti della loro PoHtica attuale! Oggi quecu stessi uomini, proprio loro, denunciano di continuo nel loro tocn che tn molU punU dell'ItaUa Ubereta II fuelsmo ala riprendendo piede . Perchè, è Inutile cercare di na900nd.vlo. queau uomini hanno avuto la toro parte dJ cotpe., e non ptocola, nell'avvento del tuclamo al potere, essi che perml,ero tale avvento COI morflnluare le mane, col non opporr.., alla violenza ed at bandltilsmo degli squadrlJtl Ja tona di tutto ti popalo lavorator-e, elll che alla lotta aperta prefert• rono la "ritirata stratea:lca" sul- !' Aventino. E 10no proprio questi uomini che oce1 vorrebbero fardello ll)lrtto parlando dlila Infausta rlvoluxlone fucl1ta e della ma.rei.a su Roma. come di un comodo vtag"1,o In va,one letto. Chi ha permeao che tale vtagglo Si compisse indisturbato, che poche mtellata dl facinorosi conqulstateero, è la parola giusta, una tntl..-.ra ns.zlone senza OOitpo ferire! Voi, algnort parruccon1, che ancoro ogst conUnuate I vostri sproloqui aul protretarlato. sulla rorza delle ma.De lavoratrlcl, voi che tale forza non avete aaputo destare, voi che al proletariato nUlla av&.e a.aputo Insegnare. Sappj.at. che Il piccolo grande De Amici.a con sole poche pagtne nella sua " Carrozza di tutti " ha educAt.o I lavoratori Insegnando loro come Il ama. come Il combatte per- un tdMle, molto plO. di quanto voi non abbiate taputo far-e In ennJ ed anni di Pf'OP&,l&ndasterile. Oh, state tranqullll, ne.Jno nea:a I voat.rt meriti, neNUno ammlre prita d1 noi I sacrfflct che avete JOStenutl dura.nte lunghi anni di Urannla. nessuno nep che llate sempre stati deell antlfa.:lltl Jrriduclbtll, valoroal. Ma siete stati degli anUfuclstl wrball ed avet.,, lnsernato 90Jo rantlfucl&rno ver• baie. Mentre l'anttfuclsmo, Jignori, dev"essere fattivo, perchè altrdm.-,,ntl si asalste aJlo spettacolo rnlaerevole di lntlere maeatranie ~bbl~~u:en"uu~d:a~ac:icc:;..~~ aanello. Font non et comprMdtamo, perchè voi viete solo uomini di penltero Mentre noi .slamo uomini di a.zlone. Ma le rivoluzioni, ma la Il.ori&. sJ t~no pita con r... x1one che col pensiaro. Per que-st.o lo 10no sicuro che la storia della ..quarta rlvolUJtione'" la faremo noi, la faranno I rtovanl che vi hanno mostrato come poche bombe a mano bastassero a di• s;p.ydere lntlerl reparti di fa,ctst\ armau, e non voi che avete sa• puto da.rei IOIO parole, belle maea• r-1, ma solo parole. SapOlate per6 che questo 11 chiama tradire -la causa del proletariato; perchè tala causa 11 serve col aacr1ftclo, con l'lll<>M, con l'andare a piedi In meuo al Javorator!i nelle loro f~ briche, nelle loro cue, nella loro bettole. Ma voi slete desU Onore-. voli, delte Eccellenze a non potete abba.ssarvt a tanto; a vol aerve la macchina ed In quanto tJ popolo, • vuol sentirvi, ven.ga al Brancacdo od al Quirino. Per- questo k> credo che quando un compaano dlvlena Eccellem.a ftnl.:a per- 1empr-e di eNer-e un cornpaano. PAOLO POSSAMAI Passala la festa . .. L'lnduslrla amerlca.na ha prodotto nell'anno 1944 1a metà del mat..v-la1e belllco del mondo. Cos1 ha annunzlato, In un rapporto in• v\alo eJ presidente Tnlman, 11 capo della produZ'lone di ruerra Krua. Sono atatl prodotti: 96,359 aerei; 30,889 navt; 17,565 tanks; 595,330 autocarri mtlltarl; 3,284 cannoni pesanti: 7,454 cannoni da campe.. ma; 152,000 Je.nclatubl per razzi ae:r-al; 215,177 buook.u; 1,416,774 tonnellate di munJ.zlont d'art!~ , ... Strumenti di fuoco e dlslruz.ione per un valore di oltre 5 Ml• nardi di doUa.11 ai meae. Quando 11 pensa alle difOclU • !numan.a condizioni 1n cui ven& vano le classl operale nerll ann precedenti la gu.erTa, con oltN 10 mtllonl d1 dl90ccupaU perm& nenU, con r-elotlve conaeruenz.e, d prh'Ukonl e di stenti, l'enonnlt: di que.te cifre fa sbalordire e dt: mandare: sarà la produzione t paca l"l,pondente aJ ibi.SOCRI ed ~ le e•aenz.e pii) uraenll, del dOI auer-ra? Si continuerà a produn e a lll)endere a.Ila 1t.essa rata O pu.r..-. 91: tornerà, e I pretesti m mancheranno, alle Infauste sto nate dell'ammlnlstr-azlone di M Hoover! Le pr-ome91e 90no all'ordine t! giorno, ma stl Il parla di 8 n 11001di dlaoocupetl a ftne d'an e I aJntoml aono evidenti. Fin la festa rabbato IO Santo!

Odober. IMS CONTll~RBENT~ 1111 A PIOMBO 1111 (aiel. ltt que,sto ca.so Reale, .ti é fatto prete, ha baciato la pattto- /ola e dopo la papole betzedµ,ione ai é accinto all'alto comptto, In nome dello monarchia fa$ci3ta, della chleaa romana e del (J(>t)er• "° antifaacifta. In ocça.aione della recente con• ferenza dei Big Five a Londra, l'ambaaeiatore italiano Conte Niccolò Carandinl t'I atato abbracciato da Molotov, quando l'amba«'iatore rivolgendoai al Commi38ario degli eateri della RUMia gli ha detto: "Sfortuntamente l'Italia, aignor Molotov, .ti trova in una sola po. Nionc nei riguardi della RU#ia. Noi poniamo chiedere l'appoggio della RU38ia, ma non aiamo -,wua poNiotle di contraccambiare tale aiuto". Al che Molatoti ha t'Upoato: "Ma queato "°" IJ esatto. Anche ,wi abbiamo bja()gno dell'aiuto del• la libertl Italia". Alle parole di Molotov, ri.tpon• dono i fatti di U>J«lra, Mlla cui conferenza dei cinque mi,iiltri, Molotov, ,uri riguardi dell'Italia, na rappreH1ttato la parte del pri• mo ladrone. Qucmdo il diaoolo ti accarezza vuole l'a,iima. 'Forte J)iù che l'abbraccio di Giuda. Il primo minUtro Ferruccio Pal"M IJ dato accolto a Napoli molto poco e,du.aiaatieamente. In OCCMiO?te di 'UM l'UG recente tMita IJ atato oggetto di uM odi• Je dimoatTOZione a ba&e di fi«;h,i, e di imprecazioni da parte dì una folla di circa aeimiJa persone mentre trowtl(lfl nella tede della Pedcroziotle del Lavoro a converaare con quei capi federali. Seo.mdo un dispaccio della U.P. dovette euere messo in aaloo dalla polizia. Queat'altro epiaodio ci dice aiv cora -una volta delle intenzK>tli e deU'entusiaamo della po-poi.azione napdletana per i collaboratori, che a Roma ai aon legati mani e piedi alla croce della monarchia fa,,ci. ata, Co,J J'httettzio"e di amalgama,. re ( due eatremi: fotcwno e anti• f~o. I goven.anti della reggenza doveoono aaperlo bene prima, e meglio dovrebbero aopere oggi, quello eh.e bolle h• pentola e dovrebbero laaciare ;l compUo delle comparae aenza anima e aenza voce, e prettdeftdo monito dai /lachi di Napali e dagli umori di Londr_a e dagli. intrighi di Roma :rxavahn<Mnonarchiea, trarne profitto a tutto oontaggio d'ltaM e del auo popolo. Ne più ns meno, come al bel tempo poa.,ato. Nulla é cambiato. Su propoata de! Mintatro dell'lf'Sduatria e del Commercio Giova""' Or.mcln, il Gen. lVilliam O'Dwyer (J atato nominato Grande Uf/1,ckùe della Corona d'Italia Co.al il gra"4e e onorifico Com-- pito della con.segna <f.eU'onorettcema i, atato serbato all'ez ,egre. t?"° della Ma.:thd Socìety, 8. E. l ambasciatore Alberto Tarchiani "· qual6 a aua volta ha delegat~ t1t1Carico al auo degno aubalterno addetto diplomatico all'amba.acia~ ta, Carlo Almag0 l'i,ao a quando in ltal;a efflter4 la mottarchia, ci aart\ il re la corona, i ciondoli e le onore/lCen. u, gH a~tori di Sua Mae. ata, "°" importa ,e padre, JtgUt, o ~IO .a,.to, a dutribwfrle, 6 i mi,iiltri a proporle, Bi chiamino eaai Parri, Luaau, Toglkltti: Nen,- ni o Scoccimarro. Ancho il Colo,ittello Charlea Po. letti, ex governatore di New York, che laacia la carica di Commis,a,- rìo degli alleati per la Lombardia iJ alato commendato. a::::i:~a d~~rfa i'i,a"::o;:i'°<le1 aa,tto padre, e in quoranta mi,iuti di udienza n papa ha notnhwto l'ex governatore Commndatore dell'Ordiff6 di San Gregorio Magno. ' Si aono '°"mbiate le ablite prome.sae eh.e no- ri matttngono, ma non aappiamo ae l'inaegne oommettdatazie aiano atate co,uegri<ue. Ccao mai, c'/J 1'archia,ii eh.e può beniaa:imo adoperarri alla biaogna perchl) agli elfetti del concordato fa,cilta apmpre (n vigore, l'amba.- ~tore della monarchia può aervare contempora,wamente i 'due padroni romani. Churchill viaggiando in incogni. to ... arrivando ìn b1cog,iito /J andato in Italia con un altro nome, o meglio aotto un paeiuLonim.o per riposare nelle vicinonze del lago di Como. L'incog,iito OrTiooto a Milano ha aoatato e tra gli altri poati viaitati ha voluto vedere Piazza Loreto e dopo ha 'Vmtato iJ cimitero dove la oorogtta duceaca /u aepolta. Ha coa\ l'i,icognito viaggiatore ooluto rendere om<Jggio a cohd che ammirò .nei auoi an,ii migliori1 I e.ranni ama,io incontrarri anche dopo morti. Questo vecchio e Mvigato volpc»se del ConlèrVatoriamo ingleae non ai da pace anche ,e politiCàmeMte IJ atato MX>Nfitto Ml proprio pacae. . Egli t attdato in Italia t10t1 per npo,are, ma ve,- continuare in quel lavoro diplomatico di traforo, di cvi é maeatro, aJlincM aia aconglurata in Italia la caduta della monarchia e delle /orze eh.e la aoatengono, alle quali t'I a#icurato tutto l'appoggio incondizio- 'ttàto della reazione (nternazionale ra~:;t::! :f' ~h:::Oh,!!}ato di ffOacoato . . . con ;i bambocOio di Savoia. Perci~. t'I facil.e comprendere come l'incogttito viaggio dell'ittOO- !:it:_i:::.naggio non t'I più un Semmai lo aard per il governo di Porri, che non ha potuto M evttarlo ~ apiegarlo. Ma preato o tardi ne vedremo gli e/letti che indubbiamente aara,ino calamitori. E aempre coa\. . . Quatldo .ti a"- drt\ per chiudere la stalla il bue è ,cappato. Il comunU'ta Eugenio Reale, gid. aottoaegretario agli eateri e capo del partito primo eh.e piombo3ae in Italia Togliatti, IJ dato ttomi- ,aafo ambaackltore a Varaavia. Prima di raggiungere la nuova tede Reale ha voluto conversare per mezz'ora con il Santo Padre. Si dice che l'udÌBflZ(l abbia avu to carattere atrettcn·rwfl.te privato Come 3i poa..,ono servire tre ca:uae, tre padroni e tre dj//erenti politiche, lo aanno aolo a Mo.,ca e i fidi apo.stoli come Tito, Togliatti e Reale. Gli altri aanno 'eolo quello che gli dicono, quello che approvano a,e,s.w. d, acutere e ri consolano col dire, alla ateua ma,ilera dei /a.teiati, che Stalin ha sempre ragione e che non ai muot.ie foglia ae Moaca non voglia. Per lo via1ta al Santo Padre, ,e c'IJ atato Togliatti, ci popono andare tutti .. , e 1:0fl chi più aporca la. fa diue,ita priore. , , IL MURATORE Giovenlu' fascista Non ai può entrare oggi ,iella rcdaziofle di u.n giornale, aia quotidiano che aettimanale, aetua trovare, in&ediato dietro un grOll- ,o ed importantiaaimo tavolo, almett-0 uno di quei brillanti giovani che fino al 24 luglio costituiva- • 1to le titaniche ed immarce.acibili colonne 4ei giornaletti del o. U. P. o della .gioventù ataraciana del littorio. Oggi queste immarceacibili e titaniche COlon"6 COlltitui8CONO i pìlaatri del giornali.mio democrat;co: generalmente ai tratta di ometti o donnette ~• 25 anni; che 3i danno le steUe arie che ai darebb6 oggi, 46 le fOUtJ catteeaao di tornare aulla terra, la buon'attima di Da"te Alighieri; e non pen.aano, poveri figlioli, che prima <li acrivere una .sola parola in clima d' libertti, avrebbero dovuto fare un lungo bagno 'fl6J' toglierai di d0&90 le acorie che i molti anni traacor3i nei corridoi di palazzo Braach.i hanno permeaao ti depoaitMscro aui loro corpi . l1tvece ... Invece avantìeri, non appena giunti gli "allea.ti", po«lvano. a martiri dell'Idea antifaaciata; ,eri ai a.tteggiavano a trittime dell'ambiente ;,. Ct'4 eratto nati; oggi. . 81, queato é veramente triale: og9i la Gìoventù Faaciata ha ripreao qirito: dichiara apertamettte di a~ at;ritto m "Roma Faaciata" o au "Le oompane del"la FedCNUio"6''; confeua di aver ieccato i ptedi a Giorgio Vicinelli o a Fernando Mezzo.tOm<I percM J11Wblica&e un .uo " corsWetto "; diee chiaTOmente che at, ha acritto au, giornali /a,,ciati, ma non pote- -va farne a meno poich/J i giornali /a«:Mti, purtroppo, erano gli unici giornali che allora ai pubblicavano: se ve ne fossero arati di atttifoaciati, ebbene avrebbe acritto molto volentieri au quelli. E , direttori dei quotidiani e dei settimanali anti/aaciati accettano voletttieri ttello loro reda.zk>,ii questi gioooni: percM molti di quei direttori, ebbene at, han.no actitto ~i giornaletti fa.aciati anch.e loro: tton perch() nutriuero ,impatia pel regime, intendit1moci, ma poi. chi, i giorttali /a.aciali purtroppo, r,~~!7.~ ~~iei che allora ai pubTIROMPO Partlgtario, 17 tebbralo 1945 Spia rilasciala L'a9enala 9lornallatlc:a ONA ha meaao la c:lrc:olo:don•. In do:to: 21) 1e1t•mbr•. ll!ICI c:onbpo,.d.i,:sa da Romo: Il al9nllkalo dallo: qllCll• AOA p110 1l1199lre o: neuw::io. I comm•11tl IOllO IUP<tttl11I. Ec:c:-o la COf• rt~pondell2<I: Siccome Magda Brard aveva li suo quartiere generale vicino alla loro, !rontiera, gli -svlZ2:erl dlmostraho un grande Interesse nelle avventure di tale signora, soprannominata "la svizze-ra" che ru membro dell'OVRA, la ()Oliila segreta fascista, e che venne recen• temente rilasciata dal careere In condizioni piuttosto misteriose. /Malgrado le relazioni della si• gnora Magda Brard col tascismo è da ricordare che I suoi precedenU personall erano "dall'altra parte della barricata". Si dice cb.e li padre sia il senatore francese radicale-socialista Alfred Brard e che U suo padrino sia Leon Blum. Si dice pure che essa è parente della famiglia del Gen. De Gaulle. Magda, che venne de·scrltta da corrispondenti americani come ~~:::at:i l~ra~t~ta be~:i7.z~92()en:e~ ternnnare '1 .tuoi studi come pianista. Data la sua bellezza ed I suoi talenti, essa entrò ben presto nel clrcoll fascisti. Nel 1928 essa sposò un Industriale di Torino, un matrimonio che durò poco da• to che, cosl ·sJ dice, Mussolini si tnteressò particolarmente alla &ignora dopo che questa aveva dato vari concerti alla sua villa. Da quel momento In poi es.sa al mosse esclusivamente In mezzo a f!3SCISUaltolocati e genera.Il, molti del quali hanno ragione di ri• cord.arsi dl lei ard.entemente. Malgrado i suol yapporti con le alte gerarchie fasciste dl Roma, vet'$0 Il '30, si risposò con un ricco svizzero che le CQmperò una magnifica villa vicino al Lago di Como, la Vllla Rostlnl. In •tale villa essa organlu0 ricevimenti e serate con pers,onaggl di dubbia fama. Venne messa agli ,ttlpendl dell'OVRA e si riporta che abbia portato alla morte vari membri del movlmento clandestino antifascista. &sa segui Mussolini nell'Alta llalla, quando questi stab!ll Il suo breve governo dittatoriale sotto gli auspic nazisti, e fra i trequenti oipltl della bella Magda vi turono Pavol~l e BuUarlnl-Guldl, tutti membri .dell'ultimo governo dell'ex Duce e tutti consegueltemente passati per le armi del par. tlglanl. Un altro degli ospiti era :.1 Gen. Karl Walft, comandante nazista In Italia Come la ~gda riuscisse a sfuggire l'esecuzione subito dopo la caduta del nazi nell'Alta JtalJa è un mistero, come un mistero è pure il fatto che essa è .sempN:! \•Iva e fuori dal carcere. Subito 'dopo la liberaz.!one essa ve·nne arrestaJa nella sua villa come spia tede-sca e messa nel carcere di Como per quattro me·si con dop1>a guardia alla porta della. sua cella. La data per Il suo pro0(!:SSO venne fissata, ma poi venne rimandato senza apparente ragione. Infine il 30 agosto il M!n!stro ~: 11 ~rd?~~sv,z 1 ~i1at;:1~~ 1VarT 0f~~J! nari del ministero si sono dimeni in segno di protesta.

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