ata della T09Cana. e procedè per cont.o proprio. Arrivato nel porto di SpezNL, Oxil!a. un veicchlo lupo di mare, ablllkimo a diatrtcarat Jn tutta le dltflcoH.à, abbandonò lJ motolC61o nel ·porto, saltò a terra, ap,.rl nella folla e pochi &iornl do. po riappazve a Parigi pronto a ricominciare. Cario Ros&..'\111 e Ferruooio Parri, appena sbarcati, Sl Incontrarono con alcune guanile doganali, e furono "fermati", Non fu dlfftcile alla. polizia aospettarll di avere partecipato alla evasione di TuratJ. Nè essi negarono il loro "delitto" anzi ne assun.ero a viso aparto la responsab!Utà. Dato che erano in mano al nemico, la mlgttor tattica era sftd&re Il nemko, avvenga che può. Secondo la l~e Italiana IJ "delitto" di complicità In "espatrio clande,sOno" dava agli Imputati II diritto di essere me•! In lib,e,J:tà provvLsoria In attesa del giudizio. li rludiee di Savona ordinò la liberazione dei due Imputati. Ma ta polizia, a queato punto, lntezven. ne, Sl Jmpadronl del due lmputaU "a pi-ade libero", e Il mandò a domtcil!o coatto nell'l110la di UsUca Jn attesa del cludlzto. "Eaere manda-ti a domldllo coat.to" - non phl che cinque parole. Ma quanto dolore, quanta umiliazione In quelle cinque parole. I oondannatl a domicilio coe.t.to erano portaU al loro destino In "vagoni cellulari", cioè Jn carri dlvi.I d,a un corridoio ~tra.le In dll'e terie di celle laterali contrapJ)03le, Per ogni cella un prlctonlero. Ogni cella aveva lo spazio solamente per stare In pl-edl o ~ dutl, Una catena passava da una cella all'altra attraverso buchi nelle pareti laterali e teneva lega.. ti per I polsi I prigioni&! gli uni agli akrl. Se uno dava uno •t.rap. pone ne erano tonnentau i pobll del vlelnl. L'aria non entrava nella cella che da un piccolo tPk>nclno che si apriva nella porta verso Il corridoio. Freddo crudele ncll'llnverno e caklura soffocante nell'estate. Niente cibo e niente acqua per tutta la glontata. Alla aera Il treno lff!.tlqimo, eterno. al arrestava a una st.azlone. I prlctonlerl ammanettati e incatenati gU unt a,rll altri, sao-:o In spalla, ere.- no trasportati su 'Carrt a cavalli, naturalmente chiusi, alla prigione. Qu1 mangiavano e pa.isavano la notte. E Il giorno dopo Il vlag. clo rkx>mlnclava. VI furono uomini che subirono per due m.MI que. ata tortura degradante. Mu,sollnl •perava cosi di spezzare la loro volontà o distruggere la loro salute. Parrl non aveva mal fatto sfoggio ~Ile sue quattro rn~aglie al valor.a e· delle sue croci di guerra. Le chiamava "chlneagllerfe". Ma quando dovè arulare a domldllo coatto, I suol '$miei lo scongiurarono di at.t.aocars1 sul petto tutte le sue decorazioni. Lui obbedi, e marciò a fronte alta come se fosae lui Il pedrone di casa, In mezzo alla cuaroi'e disorientate da quella e-nergla Indomabile, Viaggiò cosi attraverso tutta l'Italia da Savona a Palermo pe-r circa mille- chilometri, non so per quanu giorni. · Carlo RosselJJ ha detcritto la notte _che Parrl e lui passarono nella prigione di PaJrermo. una d._>dle ip!O. .sp&.vent0$I?d'Italia, pr1. ma di euere trasportati a Ustica. BkJmo ,wn meno di ""'° uZ CON'ROCOU&JffE "·pono''. Il "~" é « traMito u//fci<Jle dei carcere di P,'llermo. Con/lUione ç luridumç. Erg03tola'li eh.e <l380porano la ~ rothira Mlla diaeipli"4 ordinoroia., ma/.oai a/oUoti dalla cloaca maaaimG rtl)Ur9'tante, liberaftdi che debbono patire setttmane di traduztOfte, coatti, COttfiMti. E' "" vociferare còtt/UM>, rotto da qMal,. eh.e proteata più alta per la mineatra che non viem, ... Notte lUNoa, ftOtte et6NL(l. s, vedotLo gli albmi del cortile, i merU del uecclt.W C<Utello, la Direzione e uno grande fetta di cielo. Vegliamo at iume di UIJ,(I caftdela. U• coatto toaca,w - occhi verdi e parlantiutmi - mi preaenta U auo caao e mi iM.troduce alla vita dei-- l'isola. Qu«ta promiaCMitA dopo quakh.-e OT4 peaa, Liti brevi, aon.- fli fragorotli, COflueraa.iiOni ,om.. meue, Nimori d'ogni fOt"ta e fl4t1m1 - molta natura - ai con- /01'(}.ono. Il carcere ai oddormeMa lentamente. Suonano Ze ultime campanelle. P(l330no •tracchi i pochi guardiaffi. 1>cr SauoM a Palermo quante ro.tze diuerae <.U guardiani. Qui "°"° traaan<la~ e camorriati, ffl4 /orff pitì umani •.. BuVtlia, dormiamo. N<>ff ai JJUd. Cerchia.mo l'ora. Ncm. ai rie«:e ad a/ferrarla.. Guardo Pomi. Come lo omo. Come il fUO t.>iao fine, pallido, incornieioto da uM barba di \/effti oiorfli, .apira nobUt4. Parri t ia mia aeconda coacittta.za, il miO fratello ma:ggiore,. Se, Ja prigio_tle "°" mi aves,e dato altro, la aua meJaKCcm.icoamicizia mi ba.tterebbe. Qunti uomini alt. e puri fOHO trifti, terril>ilme,i.te triatì e aolitari. Scherzano, ridot&o, omano come tutti gli altri. Ma c't Kel fon.do del loro euere ""° tragica diapera.tlOne, 'Una apec4,e di d.iqerQ.rio. "6 co,mic<l. La vita ~ per loro douçe. Fino alla conoscenaa di PorTi l'eroe ma.uimano mt era porao aatratto e f'«'torico. Ora me lo vedo ete,t0 vicht-0, con tutto U dolore del mondo, ma: anch.6 tutta l.a morala energia del mONdo, tnciaa 31'1 oolto. Anche Parri MM può dormire. Le i'lve,rnate '" trincea lo /a,ut.o aol/rire. Dom4ffi, /inaZmefltee, arnve-remo. Domo,i.i, no, etamani. Sono le dw,, L4 QU(lrdia dtce: "F'UOri con tutta la roba". Le ooligie e t .acch.i aono pronti, la coperta t Pteoota - que,ta cura -el pte9<1re il ce,w;,io ,concio M un aapore iro-. nico - il gregge é prcm.to per uscire. Sortiamo. Eterne /ortn<ui~ tA dei. gua:rdi4ffi ~nati o eea- .tpera.ti. Affloono i car~iffiert; otto. Il conto delle catene accompagna U pa.s,o peaatt.te. Vi.ri di ragazzi ,e,polti ,otto il giganteeco tricon&o. In fila, ci cmdano, Oi ri- =:~oJu!'!g:!'°,'::,:0 u!a Cim~~'t t4 da. pacco J>Mtale, in traduzkme. Mom,tte, catene. 1J oorabiniere addetto ai chiiatnateUi è coWuo etamatti. Stf'inge ia mattetta .,tretta atretta. Saranno paaticei per la valigia. "Aoontj, ffl4rch". Ma "°" ai marcia.. Il tra/fico per abbratt.- oore ooHge e aacchi é Zabonoeo. n l>rlg~t' urla, qicalcuno debolmente prottfta; M.uove urla, apintoni, minacce. "Chi '11 ixaeg,&4 a 'f)OTtare queeta roba. Vi /o.cci<, vedere io. C'é bt.ogno di tutta que•ta robaf" Porri M il vi$O palNd-0 e l.s orecchie di bragia. Grida, "Que•te e~ le dica al auo goven10. Al SUO gotJe'NIO". Il J>Of'- aeU'luo t ,ottolh,eato 0$p1"Q,ne,tte. Tr brigadiere d'iKCCM.to n tace. Forae i diati'ltivi <Ulle medaglie che "noi" abbiamo -pregato Pan", di portare, MftftO fatto U miracolo. Quel d.M'tinlivi, Mnno giil, fatto abbcuaare gli occhi ai /aaci- •ti, Nl Wo«:afo. Jl'inalme11te .,i parte. Le. coloftna mare.a pe,an,. tiuima. Mentre Rouelll e Parri erano ad UsUca nel maggio 1927, Mussollnl, nella Camera del DepulaU, per aettar fango aul condannati a domicilio ooatto, lea,e le h>ttere di ak:unl fra eft che avevano sconfessato Il loro passalo e domandato graz.la. Roaelll, Parrt e un alt.to uomo di splendido carattere, Riccardo Bauer, non la9dar,ono passare senza. rlgposta quell'atto inganeroeo. Mandanono una lettera al Duce per dlchlarargll che ess:l non avevano nulla da aconfeesare e che non donfandavano nessuna pietà. Mussolini non lesse mal qlroSta--•letk'n aua Camera. Dopo es.ere rimasto ad UsUca ~r un mese, ,farri dovè rifare a rove,cto la via crucis da UsUca. a Sawna. Qui, alla vlcilla del pubblico dibattimento, tanto lU1 che Rosselll d&iberarono di dednJre per IJcritlo Je toro posizioni di frorrte al ~me fascista. Lo spazio non d consente di riferire entrambi I documenti. che del re.to coincidono perif&ttam'3Dte nella sostanza mentre ognuno di essi. porta nella tonna lo stampo del proprio autore. Ecco la dk:hlarazlone dl Parrt: lo non ho neuu"° ragione per80Mle per odia.re il regime /o.«::iata. Bono orgogUoao di aver aervito lo Stato italiano i'l pace e in guerm con leaU4 e «:IGT'iftcio. No" ho mai aderito a movimenti utremieti. Non ho mai avuto ambizioni ,politich.-e. Mi 80KO tempre tenuto e..traneo ai partiti. NOft ho ""31'-- na reaponeabilit4 ft6' diaordini del ..,,,,. . ...,.,.,. Ho 11,n,a aob ragione per U mio od.O contro il Faeciam<>. Ma t immutabile. E' 'Un odio oo«Jto fU principi morali. lo rifiuto senza compromeui tutta l'atTn0$/era /a,. ....... l1t. qu.eat'aUitudine "°" 30'IIO $O-- lo. I miei aentimenti eono quelli di migltaia di gioooni. Ieri combatt6'UQ.noPt'T ia patria. Ogg; eono i ttetnk:i della rettorica e degli inganffi eh.e coratterizzano ii regi-- me /GaCM'ta. A quelti giooo'li iZ /~ deve rendqre e renderd conto delk, lacrime e degli odi che peaano tu la "'° etoria, del bene eh.e M diatrutto, delle ferite eh.e M inflitto a.Ila nazione. Il regime potrd; per.aeguttarli e diaperderli, ffl4 non ao//ocher4 mai la loro ~ione. A4 em <J a/fidata la tf'adiiion.e del paaaato e la ,pera"'2tl dell'auuenire. .La tradi:ione <Ul pa.,.,ato é il biaog,w ardente, .empre attiuo 1t.ella floatra .rloria, di libert4 e di giiatizia. Noi ,wimo aiCIO"I che gli ='i!r~ l~~u eit r%:n";tizlf• ,!;.: vità-, fOM indiatnitflbili. Pro/O'lldame,i.te f'adicoti nell'anima dell'uomo, accompagnano tutte ze ckUri e tutti i popoli Mi loro •torri wrao la liberazione e il progreuo. NOi ci riconolciamo nella 1'08tra fede h, qu.e.,ti ideali. E rtCOnoeciamo il fll8ciemo nel auo diapreuo per i noatri ideali. Il /a.cifmo ~ eervirai del ba,Stone e delle manette co"tro di JJOi. Contro la fl.Oltra fe4e ~ impotnte. Il /MCWl'M Ci dichiara anti-110• zioftali. Ma dopo auer itJsegno.to Ja atoria cl'ltalia nelle nQftre acuoZe, e dopo a'leT' combattuto P6f' la. mta p,tria e per "" w-,. cU .... ati.zlia e Ubert4, io «i clw, , __ pio del Riaorgifl'lo6"to e lo l1Ml'N ciez 1915 ci itldica1t.0 u 1IOftl'O -. ,vere oggi. Qut1MO n.el ft.OOO'mbre 1921 .... re,i.Sten.ia fu aoppreNO i• /eoMa. tO aentii il douere di /are QIIGloAe protuta eh.e, romJ)Nd.o il .U...O., ~ la mia lede tt, "'"" ,,._ Jia migliore. Queata prote.to ~ teua euere el/eituata aoua.to Gll'eatero. Ho coU'on. Turati u11 ,._ gameeh-e .tUpera tutte J.e tU/f.. reme e di«lccordi eh.e 'PONilNlo auere avuto nel paaato. Q.-o legame é Ja deoozione agli ,... ideali e l'odio per il pref611i. ,... gime. Gra.t:ie al auo alto corate.... e a UM vita onorata e dig,Hta.. l'on. Turati () Cldatò:> a raPP"'Wfll,- tare daoo,.ti aU' Europa ciuile la noatra protnta Cofttro ia t~ che ~ caduta .tUl ffOa'tro 7)0,lllN, • la noatra fede in U'l'ltaUa cM dard eguale libert4 a tutti gU U. liani. N0tt vogliamo darci delle arw. Non cerc/JWmo U'l facile martiriO. Ma ,Siccome Ja legge /a.cisto cl doma.nda conto dt quel ola.e abbiamo fatto, noi riveftdie~kltllO COft orgoglio la noatra retpOteal,o btlitd. Il ft08tro Qrgoglio () "'°'1'" (/t(n'e oggi, quancto Ja degradaaione e l'ipocrisia della vita Pl'bblicG e Ja codardia delle ckuM diri(lftff debbono essere mene di frcntte ol ,acrifi,eto e alla /edelt4 per gK ideali. Oggi aia.mo oircondati do u11 orizzonte chiUM>. Mo Ja "°"'1'D fede uU'avuenire () aalda. Signori, il regime /a.tteieta, eottdannandoci, ci onorer4. Nel pubbnco dibattimento, Par. ri e Rosselll presero rl110lutamente l'otfenstva, accusando Il NC{me fuclsta di avere trattato llleplmente e Iniquamente Turati e dl averlo costretto per forza ad e•• trlarsl se voleva 58.tvare la dlgn.1• là a la vita. Parrl fu primo all'a,sallo. I)e.. .crisse la Y!ta Internare nella clttl di Milano nel novembre 1926. Spiegò Lnquali condizioni precat1e, Turati, vecchio, malato, era ridotto. "Se lo rossi stato 1n Inghilterra," egll disse, ''cioè In un pa,.. .se civile. lo avrei potuto contestare ,per vie legali la legiUlmttl della legge fallC\sta. In Italia questo non ml è pos,,iblle. ~e lo non rlconoeeo la Jeglt~mltà di quena Jegge. Perciò la violai ad oochl aperti sapendo quel che facevo." "Bravo!" gridò una voce dal pubbUao. Era Il vecchio padre di Parrl, orgoglioso del proprio figlio. Poi venna ,u turno di R011el11. SI aSIOCiò;ncondltlonatamente nel rtvendle6re la responsabilità per aver assistito Turati. Salvare ta vlta e la libertà Ingiustamente minacciate dt un nobile wochio era compiere un dovere. Mezzo aeco1o prima un suo PQren~ aveva aocolto e nuc0$lo nella aua casa a Pisa Mazzini morente, esule nella sua patria. Lui, portftndo a salva.mento fuori d'naHa uno del mlgltori Italiani aveva seguito un -esempio e un comando che aveva t.rovato nella propria tam!• glia. Dcco tutto. I gludJcl furono sopraffatti dal• la energta travotg@te di quel due g\ovanl. Il pubblico fu elettrizzato. 1A voce si sp&rse per Savona di quanto avveniva al tribunale. Mentre si aspettava la sentenza, 1a sala delle udlMZe. I corrtdol, 1e scale, Je vicinanze del tribunale erano &remltl dalla folla. La po-
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