L'Avvenire del Lavoratore - Anno XXV - n. 33 - 12 agosto 1922

L'AVVENIRE DEL LAVORATORE VIE NUOVE(?) nomica logica e realistica - ciò oltre al sostenere le lotte per il miglioraimento delle condizioni di lavoro. Il Bau-u.-Holzarbeìterzeitung. or. mamente è avvenuto. in molle locagano della Federazione dei lavora- lità e faremo tra l'altro, delle contori ediU e del legno della Svizzera stazioni che non indicano particopubblicò recentemente, in due JJUllla- lare disciplina. te, il seguente articolo, che riprodu- Oggi non scendiamo in particolari. ciamo volentieri per i nostri lettori. Gli ultimi congressi federali hanno E' dovuto a uno dei ,wu molti orga.. gettate le basi e fissa te le di retti ve nizzatori co,nunisti della Svizzera e per la futura azione federale; quetr~ i più accorti e prova.ti di essi. Ri- sle direttive va1gono per tulle le selevia.mo· ciuesto con piacere, lieti rii zioni e per lutti i soci. Non deve più constatare che miche tra i conwni- avvenire che singole parti dtlla Fede- . sti vi seno degli uomini sert, f)ratici, razione facciamo una politica fededalla mente aperta, con sviluppato rale propria. _ . senso. di responsabilìta. ,_Può. anche dar_s1cbe m _ tal mod~ • . . . . . s1 abbia conseguito alcuni successi L a:hcolo e. N7titolato_ « Vie 11l~u-·recanti qualche soddisfazione, ma ve», ~ punto. mterrog~divo trt~ 1,a- se veramente furono successi veri ren~eSL lo ab~u11no aggu'.nto noz. Lo e reali, questo sta scritto in un al:ro abbiamo aggwnto perche non POSSW· libro. Noi dobbiamo insistere con ~no rico~oscere /Je!· nuovi i ~ri:eri_ ed risoluta fermezza perchè le decisioni i _,~eto:IL _sostenuti, e ~erc_he _1 co:1:- prese dal Congresso vengano rispetmh dei sindacati che l articolista- di- tate e osservate da tutti i soci. ce ,_iuovi, ci sembra~o, nel campo Dobbiamo farlo perchè soltanto teorico, se no'! vecchi, almeno fuori con una salda e sana disciplina, la del/a ... puberta. Federazione può essere un'arma ef. La prima parte dell'articolo è chia- ficace al servizio dei soci. ra e rispecchia più o meno fedt:f;men- Lunghe file di cose e questioni, te, la nositra concezione del nwvimen- che significano il mondo, possono to sindacale, i criterì che noi soste- venir giudicate diversamente nella 11iamo, predichiamo e /Jrt.ttichiamo loro esseoza e nella loro efficacia, da anni. Degno di rilievo è il fatto possono scaturire dalle diversità di che r organizzatore e scrittore cu- giudizio vedute divergenti, ma quemuni.sta, contrariame111e alla cnrren- ste diversità e queste divergenze te prevalente nel :;uo partito, vro1w- devono per mezzo della discussione, gna risolutamente !.[i ,, ratlica del ca- v~~ir trasfor~ate_ in opinione p~sso per caso,, rir>udiwulo la tesi n/J- s1b1lmente unitane sul terreno s111r,:::.ta. dacale. Questo non deve dimenticare nessuno : che le masse possano st:olgere un'azione efficace soltanto se seguono un piano determinato. La seconda par!:.: è f,Jrse rr,,rfJo schematica per essere sufficientemente chiara; è comun,Jl!I! interessante e raccomandabile 11erla tettura e la riflessione. I. I sindacati vogliono l'instaurazione di un ordinamento economico e sociale senza classe. Ogni operaio organizzato lo confermerà. Questi principi valgono a stabilire il nostro la• voro nella Federazione. Io questi principì è contenuta l'essenza ed il fine dei nostri sforzi, ma da essi non traspaiono senz'altro le vie che si possono seguire per giungere alla meta. II. Adaig,io ma sicuro, se pu,- collegato a lotte d'ogni g;enere, uel movimento sindacalle 6"i fa strada il pensiero -ch,e il nos,tro scopo non dev'essere soltantanto quello di condurre delle lotte salariali, ma che al mcwimento inàacale stesso hncombono compiti più alti e nuovi. E' bensì vero che attualmente ·noi ci troviamo in un periodo di forte recriudescenza idi Jotte econom\iche, ma, si tratta pr,incipalmente di lotte per il11/pe/cCin·le'immiserimento ~i soci. Il semplice volere della massa organizzata nei sindacati per la )otta, Oggi con mii'Ueosservazioni noi veiQdica i mezzi da usare e le vie da diamo bensì che le masse sono in mobattere, ma que~ te e quelli vengon_o vi mento, ,ma non, si può scorgere doindicati volta per volta dalle condi• ve conduce lo sviluppo del movimenziooi ambientali. Ci- piaccia o 110, to ste.siSc. Le masse J)Tocedono adanoi dobbiamo stua'iare parti.colar- gio ed a tastoni. mente l'andamento dello sviluppo finara 1Uf,0111c!Jamendteol movimenecon~m\co, per_ scopr_ire le vie ed i to sindaiCll.'leera la scilidar,i•età di clasmezzi P1 li ad~tti p_ergmngere ~l fìne .. se. Dave queS1tiaso!l.ida1ietà manca•va. Ma _lo stud10 d1 questo sv!lupp~, mancava andhe U terreno per lo svila scoperta delle forze agenti _ed 11 lttPPO del lavoro sindacale. Noi abp~evedere la loro futu_ra efficienza biamo lavorato ins-tarncab,ilm~nte per dipende da\le _p~rsonahtà, dalle ~!i svegliare questa solidarietà, per con• d_ute, 9al gmdizio, e dal sapere servairJa e rafforza.ria. Effettivamensmgoh: _ . . te la nostra argiamizz:izione è costruiPerCIÒ non ~ono I prrn~ipi ~a_so~- ta unicamente suilila solidarietà di gente delle_ differenze ~1 . opmwm, classe. Bs.sa ha creari j mezzi potenche spesso rn~uis~ono smi st rament~ zia;li' <ldle lotte e ,ci i111di,ca la via delsu tutta l_a vita smd~cale, !na bensi r vvenire. La soliidarietà 'Cl~venuta la concez10ne e coos1deraz10ne per- ,a . ' . I delle cose le vedute e fe forza efficace dovette dare dei sucs~n!rienze ersoo~li. • cessi. Ma se noi, neJle nos,t:e l?tte tee P P . • fid eia nevamo sempre presente ti fme del M~ con rec!p~oc~ st una e u . movimento ope;raio. wna gran parte le smgole oprn10m, passate per 11 . . . 1 ._,, . bui filtro del giudizio -delle n:iasse,. I?os: dei nostri. soci o v'v\.l,eva 111 ne osa sono salire all'alta unità d1 « op1mom lontananza. di maooforanza ,._ Le opinioni della Ca! crollo dell'economia mondiale maggig~anza _sono il risult~to del- subentrò wna modificazione nei ra:pl'esperienza delle m~sse e s1 basano porti de1Ie forze. La potenza delle noanzitutto su quanto è a~venuto. L~ str'e organizzazioni crebbe e gli stesinsolenze e gli attacchi personali si capi politici iooi parliit>i borghesi dopossono dare successi sol~anto n:io- vettero tener.ne conto. T,tttti gli elementanei. A "determinare I mezzi e menti es.is,tenti. adatti p~r la formale vie del m~vimento sindacale tor- zicne di una I,ibena vita socialistìca. na sempre lutto ciò che vige nella elementi che potrel!Jbero trovar i in vita umana. un ordinamento futuro. ,passarono E nella vita dell'umanità valse nel-la pri!11la dinea dell' intei-esse prosempre la seg~enle D?assima: col letario generale - maJgraido in pasminimo sforzo, Il massimo successo. sato sia1110stati sovente deris,i. L'entità delle forze che s'impieoano dev'essere sempre corrispondente al successo che ci si prefigge. Il risultato di queste vagliazioni delle forze da impiegare e della po~- sibililà di successo, questo esame scrupoloso che si fa prima di mettere in movimento le forze, vale a indicare i mezzi da impiegare e la via da seguire nella lotta sindacal_e. Ooni altro sistema più o meno Jl. lusignistico, si vendica e cagiona di solito amare disillusioni. . Ciò ehe vale per la lolla stndacale in generale, vale anclie _per I~ nostra Federazione, In avvenire noi dovremo tendere a conseguire buoni sur,cessi con pochi sforzi. Se lo faremo sarà facile trovare il terreno per l'azione fed_eral~ ~ Yed~r~ 1~linee direttive che c1 guidino dmll1 attraverso la vita multiforme. . . Si scopriranno presto anche I lt· miti che non si possono oltrep~ssare nemmeno col più forte _s)anc10: In questo riguard~, la rol1t1c~ dei salari a cui ci costringe il periodo storie~ attuale, è ecc_ezionalmenle difficile. Ora, se vogliamo battere vie che ci conducano al success?, dobbiamo sapere particolarmente ciò che rngliamo e dobbiamo conoscere bene il terreno della lolla. ,-olgiamo per un 1~omeo~9 lo sgua:• do indietro. osserviamo 010 che ultiDa quoota ,modificazione delle condizioni di forza. scaturì l'obbligo dei sindacati di lottare ncn soltanto per la, prorp,ria potenza e per migliora.re le condizioni di es,istenza dei propri soci. ma pUJranco per creare nuove forme di conVlivemza. Soltanto nuove forme di convivenz,'..l. provenienti bensì dalle vecchie, ma che non per-d::tno la base della solidariet.ì di classe. col loro ulteriore sviluppo. ci -conducono alla nostra meta. Ma come promessa per queste nuove form1evi è una condizione fondamentale: la completa conoscenza dell'econ0111iamondiale. Perciò oggi i sindacati si occupano dii cose che in passc1tc stavano fuori del loro campo di attività. Sapere è potere; tutte le lotte per le richieste idei momento attuale e dell'avvenire, sono lotte per la questione del potere. Tanto più abilmente si sa usufruire della forza, tanto !1+{1sicura e irresistibile arà la marcia verso l'avvenire, tarnto più vittoriosa riescirà la lotta. Se invece manca la conosoenza dei congiungimenti sociali, la forza esistente rimane inutile. ella lotta contro il potere capitalistico. la persona1lità del singolo a·wrrrenta in ragjone della sua istruzione ed educazione. Pertanto se • o a.neo la classe la,voratrice vuole proc~dere sulla via delle conquiste, deve approiondire le sue conoscenze <I.elle questioni sociali, deve rafiorza.re ·rnag-giormente la sua coscienz:1 di classe. L' ~nizio sondeggiante per il dominio di singoli mmi del\' economia, deve s.boccare nel riconoscimento di dover cosrituire fin d'ora le organizzazioni cor,rispondenti alla bisogna. Alla concentrazione del capitalismo bisogna opporre la concentrazione raipidamentc progrediente dei sindacati. Ma con la concenrrazione nei sindacati non si deve tendere esclusivamente a costituire organizzazioni 1~ronrtealla lotta, ma bisogna tener presente per il « nuovo», l' introduzione d.'i un nuovo periodo. la costiruzione delle organizzazioni di amministrazioni necessrurie. Si tratterebbe di c~ntrollare tutte le organizzazioni di produzione esistenti e di riunire le arrnninistrazioni in una unica organizzazione. Per nc:i sorge il dovere di dare alle masse operaie una concezione ecoQuesta attività richiederà alcune 111odificazioni nel campo organizzatorio; modificazioni che devono ·venir effettuate per tempo con criteri iurngioniranti. Esse devono condurre ad una migliore unione delle masse operaie. Noi vediamo fin d'ora segni di un timido incominciamento, di una sondeggia.11te preparazione dei sindacati per l'erezione d1 un nuovo ordine d1 vita. Gli ostacoli che sorgeranno su questa nuova via cresceranno in m:sura del\' influenz:i. ecor.cmica che acquisterà la classe l.ivoratrice, fin che quesf ultim 1 verr,\ a trovarsi davanti la mu,raglia dcli· inevitaJbile attacco generale. Che questo attacco generale è inevitabile. noi lo sappiamo da lungo tempo e vogliamo e dobbiamrJ pre parare le nostre organizzazioni. Ma con la forza esterna. noi non riuscii cmo a raggiungere lo scopo; oc-::orre una chiara e pronunciata con::e- ::ione economica delle ma,;<;e, una certa maturità spirituale. I nuovi, alti còmpiti dei sindacati sono quelli di creare c.iuest: !')resupposti. Raccoglitori di cicche :.\Ii dispiace da\·vcro dover rubare dello spazio a· nostro ~.\,·venire» per risponèC're alle ,ciocche insinuazioni del1 Operaio comunista e delle sue due. cOP1.1ri. ma dato che qualcht1 ingenuo potrel,be a-l)boccarc all'amo della malcliccnza. ritengo necessaria una bre\'e risposta. tanto per dimostra1,e a quali estremi possa arri,·are ·a malafede di certa gente. Xc.Il'« .\zione • del 5 agosto l'operaio comun.ista presenta e commenta una letten delle ,,:g.ne Pronzin,i ;\faria e :.\finocchcri Gemma. cx ra.gazze, di servizio della cooperati\'a. ne.Lia quale (la lettera non la cooperativa) si confcrm~ quanto scrisse l'« operaio comunista» sull'« Azione• ne· numero 28 del 15 luglio. Xon raccogliamo le insillluazioni alle quali fu già esaurientemente risposto nell'« Avvenire• del 22 luglio. ma ci soft:ermiamo sul seguente periodo: « Come è anche vero, che per avere il nostro salario si dovette ricorrere alle autorità, e la citazione datata del 9 giugno 1922 il sig. Ferdin non può ignorarla, Essa è visibile a tutti coloro che ne vorreb0ero prendere visione •. Ebbene la Cooperativa tiene a disposizione di chiunque voglia prendersi la pena di ,-.e,nire a vedere. le ricevute firmate ciane due ragazze. le qualfi il giorno steisso che finirono il loro servizio. cioè il 6 giugno. ricevetterCI il loro salario. In conclusione i' g-e1,ente della cooperativa ~ice.- ve una cita,zion,e il giorno 9 per ;Ja~:,~c il salario che aveva già pagato il gior11:::,6. Ai nemici della Coopera};va a'J!;isoi;na- \'a un docwmento qualsia3:. 1111·1 sp<'r::e di ,pecchietto per le all/odol·'. per dare parvenza di verità alle loro insirwazioni: cd ecco trovate due persone senza scrupo:i che vanno dal giudice conciliatore a fare una denuncia in tutta regola per ottenere i: salario che hanno già intascato. La denuncia. natumlmentc, viene ritirata il giorno appresso ,e teniamo anzi a disposizione di chiu,nque. assieme alle ricevute. anche una cartolina in data i giugno firmata Maria e Gemma che dice: « Sig. FercLln non lii presenti più al bureau ,-enerdì alle 9.30 avendosi arrangiate»: certo si temevano lie conseguenze della falsa denuncia. Qui sì. ,·cela l'« operaio ccmunis,ta •· è il caso di dire: « i com.menti guasterebbero•· poichè ogni persona ones,ta può constatare a quali basse manovre. a qua.le colmo d'impudenza può ~iungere certa gente. '\on ci sentiamo d'ill\·eirc contro quelle due ctisgraziate che forse non hanno eh~ i' solo torto d'es,~rsi lasciate montare cl.ai comunisti. Ed ora due parole, ali'« operaio comuni~ta • che oredo abbia dimenticato di rispondere ad una delJe sue domande, cioè: che il' gerente si fornisce di cibarie della Cooperatin per andate nei boschi a consumarle con gli amici. >io, poveretto. io non l'ho affatto dimenticato; solo l'insinuazione mi sernbra,·a troppo puerile ;lcr meritare l'onone d'una risposta: ma 1ioichè insisti, eccoti servito: T. Ii gerente, da quando è tale. 11011 è mai anelato ai boschi. nè solo nè con g'i r,mici. lf. Se a,·csse \'Olontà d'andare- a ricrearsi una mezza giornata. ha tutto il diritto di fornirsi di cibarie della Coope~ rabiva. III. li con'i.cgno del gerente e l'an. damcnto della Cooperativa è cosa che riguarda. ad ogni modo. solo noi socialisti. soci e proprietari della medesima. Eh. lo so. comunista del cuor mio. questo ,·i b,rucia <' per questo furente di S'.\11- ' o oidcg-no blaterate di sfrontatezza. di rocò onorevole trucco: ci rega'atc d_igraziosi epiteti come bugiardi. falsari. gcc:uili i11since-ri. Iii h. che furia! .. Accendete. poveri rag-azzi. il lumino alla :.\fado_nna =. chis•à che non vi conceda la g-razia: 1 tribunali borghesi ai quali avete ricorso ne commettono ta•1te delle ingiustizie che potrcbbe,ro forse da.l"\·i ragione: intanto co 11ti 11 uatc a. spcra'rc. :.\fa l'amico comunista è dan·ero insuperabile quando vuol farmi passare per un s,'gnorotto: sinceramente. non mi dic:piacercbhe punto d'esser tale. ma la ve-- rità è purtrop1>0, che sino da ragazzo sgobbo maledettamente per guadagnarmi il pane e dopo venti anni che lavoro ne la fabbrica di macchine Esche,r \Vyss e C. mi vedo ribassato il magro salario del 10 % e da qui un paio di mesi. come fu già preavvisat-0, ribasseranno ancora d'altri 7 % solo perchè i tuoi compagni comu;11st1 Yergognosamente. vig'.f:accamcnte, disertarono. sabotarono Ja lotta. Tu intan,to continua a raccoglier cicche. è il tuo mestiere. la tua mentalità ;1on ti permette di far altro. perciò t'aSsicuro sino d'ora del mio più benevolo compatimento. Zurigo, 7 a~osto i922. D. LO:.\fBARDO. L'occhdieoflanciullo - Saibbo, iag;gi sono 1antdiatoun c.,hi'e,sa Qd ho ,scirib'1to d pn~tie, il quale diceva, che ,bisog1111ai .annaire1tu,tJt.i ,gikii IUQmini, 1Perc11iè•tutti isiarrno imatt/:lìL SoPJ.) ;po,i, ti,s,oi•to e SCUl.(j ,andtaito:ald a.ssiist1eiréelJ~)a JY:Htieui,za 1cl'ei sCl]cLatli ahje am:da,v,ano .ali~ g,uemra, cd ,un al!1~ropreite ha benedetto le arnm', ha fa,tto 1um dilscors:o e,dha de,ti110 ,clii ,ocmoainbe'll1i:d: a eirtOii 1PeTa$O,gge ttian't,eQuelllefPOpOJ,az~on8id. 1bbo,1di'1oc 1 va bEmei I prrfon.op,neteo.d li:I eoor.ldo ? - Caro fanciLlJ;lo, 11 1pn:1J1h1a0pairJaito t!n vero ,s,a1cendote, ,d:iJ 1111inti.strrn di q,u,et:- 1a ·11eil \g;i'()J']Je ohe n c\n fa dùiil1ere.n,z,a tr .a popici!i, iira r,a,zze, ,fna ,ocmfin.i e cl1;e ost.a,cct]iale guer,tie. J.I se100111do ha ,dt'unosl\J'a\!lo ICLl ,nc/Jleissere tun viero &<l!oondote, pe,rdhè ha ,chiuso l,a ,ricil,igi>on·.seo.!,o fna: i .cantini ,della, SUia ,J)laitr,iaT. ,u, .n,e1m,a tuà \~litai 1t11ed1•Li .a ,meirute,'.,eparrci!c ,de,i p.rimo saiccirdo!le e canea di ,dfamen,!,icarc Qu,eLle ,de.I eoo1~d,o. - iBaJbbo,jl on.aiesl,ro mi drissc ,dhe Ktoblbiamo,amairei,uiwt ;gili esse.ri v,:1veJ1.li e che ,non ,si 1àieveuqc:,deire. G<'omi fa 'a n/da:i !cli 1faI1n,oeoa p,ass:eigig,iaJta e v ud~· idr.i s,oldaiti ,ohe~pamaiv.anio iJPj •un cwr.:Ofll,e fatto •a tOJ1ma cl' uomo:; ,un gradua,to inse- ~naiv,a ,a Qu~i scùdlJ1ta,i 1mLr,a,b,cin-ee',d.:• ce.va ,Loro ,dh•e bÌlSIClgmaivp,aroprio fair cOTlltiOohe fl()IS!Sulen uomo e cOllpi:r,lo ,n1.I patno o ijl\~lla ites<t.aB. aibbo, ma ai'.Jorra DO ,am~o. ic L iriseg1110nio,;c.o.nltr,:tir.odi ,q,udlo che ai hair:m.o[nr~eg,11.arato ,djec,i_ Non li sernbna ohe ai ,s.ia ocm1!tra,d1d.iz.:ore itr:t quelU!odhe 1dfaes ~Inna('èstro,e QLreO!cohe faoevaino ,i ISJOÌdalti? - Hai maJg:one·,e' e,r,a •co,11:t1ra.tl,diz(o11e oomr::,e' è -ocmtrJ,ddlz,ieine,in ltt.11Ltqouel• lù 1che a,V1v,i.emq,g::1_~i, gio,nn,o pe,r giorno, ona per C\r;a;111~candaptei 1rò1ciinon d'mClritioane maii ,l·e1parC1~ideei ma1esrt-ro. - Baibbo, 1climmi: peirohè qLLe,s1igmorc è hfltibo 1impelU io::iaito, p.ie111,o ,d' a.nelili 0d ha ,I' aL1Jtomctbule ? - tP,enahiè rfcoo. -- Colme ha falbtO a ,di:.v·ein,rrrui-roco ? - Oairo,mio. q,w:!Jl'.,oh,ave,nduto a d,n4ua1n'.1qattefì',oehe h :1 co1Tlj]){'1ra~a,o oi nquc, ,l,oao pe,rahè è •Jlicco. - M,a,wlona J,a pCIJ'tart:vo.i,a a cC1loro cite !tam han1compmto! Gorno i 1 S1JJ,iega ohe ho visto u1w:tcre i,n ·cair,ccire ut11-coht ha pO.rLaJ'.•o v1:·ap.,~1rsfarna1re1i u.o.i,ba1111b:,ni e qu0! .si,.z,ro,rern,\·e,c,~ ,no111 ,lo mcttcmo jJn catrae!I'e ? - r-½rdh1è ha lctg,ge. oollll' è -OJ,,g;gii, è fa1'.ltamanci.E' sempre m~ule .ruibarc, ,et! è ,oenLodv:! ,se ili nnondo fosse retto in a:litra mal!ll4~11a 'Oiò1n01naivvenre:bbc; sareb1be,oe1rtopiù giu to mei:neire ;n carceire an pù to d'etl ,ge,nl:Jtore iùl,i'Or e,'.\ ;1: si11,1111dal1re coi: s,uo c,go··tlTIOha rildo:.lo 01\Larnaimei figli ,dii quello d,e ha1ivist:J aimmamei1::a!to - Baibbo, ho en•IMto 1dòrc alte m1 ,ti wb<b(a,mo,gli ..".tCt.."S\i cliir.i1'.1btui,abisiamo u, ~ualli, ma a me 110:isem\brrapcrahè sJ si fosse ,butti Ll,gU'aJ[i, !la)nJUO .Ri!aritlO CO· mc A:rntc111,p:,o,t1reibbtevire.oni'l',e .a souola. Picri:no, ohe nOln ln vog<\ia d:i.studia re, vfo1nea scuola in canrozza mr.to irr";;ppobtato ed e!eganite, Ar;ton:o, chr? è i;1- (leff[¼'cm1tiss'.rnnoo, .n può w:ure per.chè ha 5a .mannmavedova e ,ammaliata. - Cairino, quamdo sa,rai Ll'n p0' J}iù griai~de leg,ger;ai le pa~i,ne di uno sorit1.lorn,che, tra Je altre, t,antè v,:irtù, tlice airnahequuS"ia: « Ver.rà gionno ~n oui 10•, si IPO~ràOO!T'JOepire clte is:ia ~istito un o.ndine1Stodale 11,c 1 1 QLL~fe L11n :1v1110pos- ~e.devaun mlL\on~ tli rendda, men:re un ;.,'.tr-0:ion <l!v;Gvadi ::he pagarsi un touo di pan'e ». - Mn aillora, ba!)oo, in questo mondo ci so:n!odelle g,ra11l!iiingi11stizie! - ; ..,..te, 11lan,:t,ea,r;no, cu assai pilÌ di que;_c ohe tu .S'C~;, h.ai Ossarvato. A te. che vieini ora <t!la vita, 1! monoo, con i .s11•Ji contnast!. li sembra ixo?- rc11tl:, c')me aid un uo.11.)s~mbr,1 incot:- •::r: :c. I' ia:ltmouQm:J .:i•~ pr~di-ca ù1 ncn Sili, ra, per 1erra, poi s1 tc-;:o. lò dita menti".:! conta i blglieb di banca. Ed è perchè i1I mondo Ya ma:ic che agir.i ta:iiw mi vedi ;:iensoso, •ed è perohè 11mando v,a male ,:.be n.o; ~-criv,iamo, 1noi leggiamo, ùiscuUamo, pa.r:l.amo '])er rondemlo mig,1,ic-r,e;un giorno saprai ohe ci .sano de.i partit:, che chl',amano sCiv:v.eu-stvi, ohe hanno axuw i loro mainblni; ai sano de~ pa.rti1,i cht.1voglior.lo ,rellldere mig11iore I' uma!tità, bel- • ~a 1!a vita. - 1A1nohio' , baibbo, quaindosarò gran.- de, ,vo.11rò>eS1Seme um ISQVver,sivo. - Rrendi Ll'n ba,o'o, fallùCittl·!o; sairà il ba.;t~jmo d€11":fieade. UMA.i\'O. Sesapessciriv.e..re - Signor curato, vorrebbe scrivermi una lettera ? - A Mario. Ho bell'e capito. - Ha capito perchè queua sera ci vide insieme ... - Oh, certi incontri non mi iannfJ più specie. l'oscurità, l'occasione .... eh! già, già ... Allora comincio: « Min caro Mario». - Caro? E' pcco. Ma ormai ha scritto; vada pure avanti. - « Nel cominciare questa mia, mi sento tutta commossa». - E come fa !et a saverlO ? - Eh, i vecchi sanno leggere 11el cuore dei giovanL. « Senza di te che cos'è il mondo? Ull{L valle di lacri1ne. E con te, un paradiso. E se tu, mio bene, non tomi presto, mi iarai tanto soffrire, .. ». - Soffrire sotlanto ? Ma ncn basta, signor curalo. Ma non cavisl'I! che to mi sento morire ? - Morire?! Ma non sai benedetta figli,ola, che a morire si offende Dio? Ah, morire, non lo scrivo davvero .... E' peccato! - Ma lei è un uomo di ghiaccio! A/1 se sapessi scrivere! Signor cifrato, non mi farà contenta se con cruella penna non gli fa sentire tutto quello che mi sento io .., Cli scri1•a, in nome di Dio, che mi va via il cuore, che l'angoscia non mi ha soffocata perchè mi sfogo piangendo; che le labbra così rosse per la sua bocca si son fai/e pallide pallide e non sanno sorridere più; gli scriva, signor C/1ircto, che i miei occhi tanto beU:, diceva lui, sono sciupati dal gra,I viangere e non hanno la forza di alzarsi più; gli scriva che ,ieUe, mie Pene, la più grande è di saperlo cu'>ì lontano; che neKli orecchi risento sempre reco della sua voce e rhe og11i notte io lo rivedo in sognG... Cli scriva, signor curato, che !}lire so110 contenta di soffrire co;J, verchè è per lui e percliè gli ,,og/io tanfo hene.... Gli scriva, gli scriva ... Ah, n1iu /Jiu.' Quante cose gli di"d st: sap2ssi scri- :'t:re! .... - Ma bnM1. 1 Ecco l[tfto! lo 11011 ci aggiungo ,wlla_ Chiudo la busta e faccio l'indi 1'i~:~J. ,\fa allora <. in:,;tile sapere tu110 i! 111tngreco e tutto il mio latino! RAMO~ lìE CAMPOA\1•)R. (Traduz. di ~- .W,i ~ai bugie I Siate sinceri, o fanciulli, 11011o/o per meritarvi la stima e Te lodi degli a[(ri, ,na per il rispetto elle do,•ete a voi stessi. La lode è il sogno e/lei fiacchi e degli ambiziosi; l' appro,,azione di lutto un vu/Jblico è un nulla di fronte al ,•erdetto della soia nostra coscienza_ Non dite mai una bugia per nascondere un malestro: mille volte meglio subire un casti[W (elle consiste, molto svesso, in una privazione del 111ome11toc)he provare il rimorso, il quale è se11vpreun amaro, cocente, disperato dclore. Non pensat{! mai: « Nessuno mi ha veduto; dunque 1;osso tacere». I! silenzio in (fliesto caso è cQlpa, verchè è ivocrisia. LINDA MALNATI. Lavorate, lavorate, colla scure, cella pialla e collli sega, lavoratori del!' Italia nuova, a ta'f!:Uare l'albero del wivilegio, a compo_rre le assi alla bara per devorvi l'Italia dei lmrattini e dei ,•ili. F. CA VALLOTTl. e donne ... Da , Lai::or ;. fiorit3. di canti sociali, grazioso volumetto di circa 350 pagine, pubblicato dalla Società Editrice • Avanti! », togliamo la seguente poesia di Aubanel: ;.,.,!i,· c-os,e ,,, • •~1e clc'ie montagne al fo11do delle ,·alli. dei liurroni. i cadaveri s'ammucchiano in un orribile miscug'io; i corvi non hanno più sete, i lupi non hanno più fame. O donne. potete far figlioli! Il cannone tuona rauco; dalla terra inYasa dal fuoco. sak ,·erso il sole una nu\'ola di fumo; tutti fuggono ... I vivi, passando inciampano nei morti. O donne, potete far figlioli! La battaglia fa paura. Xella foresla in fi.tmme. la giumenra vaga senza cavaliere; ,-i è sangu.c nei pozzi, è pieno di sangue il fiume. O donne. potete far figlioli! La casa è crollara: i cane in fuga ulula-; la culla è rnota. Lassù. impiccato per la gola. il cadavere del bimbo rigido e li,•ido. O donne. potete far figlioli! Con la faccia a terra. be braccia in croce. i capelli arruffati. dinanzi alla porta. una fanciulla. o pietà! giace morta. Della come u,, : 11~cl0, a,·eya appena quindici anni. O donne. p·otete far figlioli! Il ,·illaggia è distrutto: lontano. sulle rovine dei castello e della chiesa. si rizza. solo. sul penillo. il campanile; il sagrestano ,·i sale e suona a marlcl'.o. O donne. potete far figlioli! :.\fa sotto le palle di cannoni il ncchio campanile crolla: e l'ardito campanaro precipita con i•a campana che. oscillando l'ultima volta lo schiaccia. O dorine. potete far figlioli! L'rli di bestie e di uomini: fischi acuti di pa'le. ranloli di feriti che una bomba spazza. tamburini. trombe: ascoltate la seh·aggia s.inionia. O donne. potete far figlioli! F, teste e gaml>e e braccia. tronconi insanguinati e nudi vengono schiacciati dai carri. La gtterra appiana ogni cos:i: odio e amore. giota e dolore. O donne. potete far figlioli' Abbuia. ne,·ica ... Qg~i. sventuratamente! la ne\'e è ros,a; l'esercito anà un lenzuolo. X o' Ti ,·ento feroce scopre i morti sepolti setto la n.eYe. O donne, potete far figlioli! Xei prati e tra i frumenti. nelle lande. lungo le ,·iti. ,-edeteli !... alcuni con 'a ba,,a e l'odio sulle labbra: altri morti. ahimè. abbracciati. O donne. potete far figlioli! Lacerando-i il netto con 'e unghie. le tlon:1e. :~ n-,a,lri urlano a Dio: • Vencl;c? le nostre lacrime! Vedi un po' quei che i re fanno de' nostro sangue! ... Perchè. allora. far dei figlioli? Ne\ ricordo hizubre delle atrocità ccmmesse daila borghesna guerraiola e per i:npedire ogni altra conflagrazione di popoli. la g~te del lavoro prepari le sue armi 9(r insor~erte al primo ac:cenno di una nuov::i guerra. VIJ:>I ... E vidi .... Vidi le vetrine adorne di dolci, confetti e torte; vidi il ricc,J cutrare e spendere, spendere .... Vidi il bimbo vovero passare iu.ardando, col volto vallicfo e sparuto; g!i indo,·inai i desider'ì, la fame che lo faceva scffrire. Vidi l'elegante dama scegliere le stoffe più r,reziose per adornarsi per la serata di gala. Vidi la povera operaia disoccupaw, con ne! volto 1111 dolore tragico, con negli occhi il terrore del ll'imani. La vidi pallida eci affamata, senza mezzi pe, campar la, vita, maledire a oi,esta, tristamente, rabbiosamente. Vidi il lìimbo ricco, stanco di dolci e di balocchi, avvolto nelle ile/le sfofIe, nelle ricche e morhide pellicce, nei palazzi ben riscaldati e adorni di ogni ben di d'io. Vidi 'et misera sofJitta ove si !!e- /ava, ,•idi i po,·eri pargoli stringersi accanto aila mamma a domandare vane e ella piangere percliè non avel'a nulla, proprio nulla da dar toro, ... Vidi l'aulamobil,e va sare veloce po, landa i gaudenti a spasso ... Vidi il povero operaio colle scarpe sfondate, lare orC' di cammino per recarsi al favore, miseranumte vestilo, 111r1rilparato dal freddo e dalla 11e1•e. Vidi il ricco che ga,•azzcffa nelr orgia dei lestini, che cerw,,a di tutto per far passare il tempo .... e \'idi {a W!dO\'Cl che /l0/1 (/\'C\'Cl pane per lei e per i bimbi suoi. Vidi il signore che impe/licci.ato si recal'a alla bisca a sprofondar ouattrini. e l'idi il povero vecchio che mrndicava un pezzo di pane dalla pietà altrui_ Vidi lo sfruttatore /frenziare g.'i operai perchè erano sovversivi. E vidi perciò come i crea l' odio di classe. Vidi il parriotta al 100 per 100 f{ri. tlar viva la ,-,atria e poi succUarc al vu/Jlìlico erario .... I-: vidi l'internazionalista fl/rsi anche uccidere per difenderla. f: pe,:sai.- eccitamento <1(1'1dio di classe? Ma chi sono gli ecciir1Iori? Certamente i lavoratori che 110n//anno mù religiorre. UN POVERO r 1-:1STO.

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==