- 258 - Rollo, vonne formandosi nel Trentino una fascia di guerra comprondente paesi che passarono alternativamente dall'uno all'altro dei due eserciti combattenti, e che divenivano bersaglio dei colpi dello opposte artiglierie cho, coi grossi calibri li sgretolavano e riducevano a cumuli di macerie, o colle bombe incendiarie li facevano preda del fuoco. •rutta la popolazione di questa zona fu, com'è naturale, fatta evacuare; quella. della Vallarsa e Valsugana orientale, di parte della Lagarina, di Brentonico, di Condino, ecc. verso il regno, il resto tu deportato nella Boemia e nella Moragli uomini di vario razze distruggevano o disperdevano la ricchezza accumulata nei secoli da una popolazione laboriosa e sobria. Spuntò il giorno radioso della vittoria; il 2 novembre 1918 le truppe italiane cacciando davanti a sè il nemico fuggente, entravano a Rovereto, ed. il giorno seguente a Trento; dopo travolte le truppe maledette, fu spazzata via tutta la sporcizia che esse si erano lasciata indietro ; ed un po' alla volta tornarono, dall'internamento e dall'esilio, i profughi ai loro paesi. Ai loro paesi1 Di questi, molti non 1 r ,- Veduta panliale della borgata di Mori (Trentino orientale). via, nell'Austria, a vivere di stenti e d'avvilimenti. Fatta evacuare fu pure la popolazione nell'immerliata vicinanza a tergo delle linee austriache ; e si può pensare quale strazio abbiano fatto le truppe austriache (formate per la massima parte di Croati, Bosniaci, Ungheresi) di quei paesi abbandonati ! L'Austria chiamò nel Trentino sotto le arnù 60.000 uomini ; ne fece evacuare o ne confinò, internò, arrestò.... fucilò ed impiccò 150.000; circa 30.000 venn Jro trasportati od emigrarono sponta11camente nel regno ; e cosi ben 2-i0.000 persone (e cioè più della metà della popolazione del Trentino, che era di 381.000 abitanti) furono allontanate dalla regione, la cui vita restò cosi per quaranta mesi paralizzata, mentre le artiglierie e· ·Biblioteca Gino Bianco varono che le rovine, perchè le case od erano rase al.suolo od erano scoperchiate e massacrate ; ed anche le ca.;e che, di lontano, davano l' illnsione di trovarsi ancora in stato discreto, a chi vi entra, a esse apparivano poi semplici scatole a1:- cora coper.te ma vuote, e private nou solamente della mobilia e degli arredi, ma ben anche dei pavimenti, soffitti, travai-u.re. Nei tre lunghi inverni di guerra faceva freddo, ed i soldati avevano bisogno di riscaldarsi ; le trincee, dopo le lungh!' pioggie, erano fangose, ed era necessario pavimentarle, e coprirle di assi ; e di ciò nessuno può meravigliarsi e lamentarsi; la guerra è la guerra; ma meravigliarsi e lamentarsi Aipuò invece, o forse si potrà 'un giorno, di svaligiamenti e furti che non sono in modo al-
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