- 815 - Emilio Treves. Il grande editore milanese, spentosi. a :.v.Iilano nella ni>Ue del 30 gennaio 19l6. Ct!tl 1ut > a •r rieste, da famiglia oriunda di Vercelli, il :n dicembre 1834. Di precor·e e vivacissimo ingegno, con spiooate inelinazioni lette1·n.rie, e-;ordì a se· dici anni con un dt·amrna, Ricchezza e Mise1"ia, al qna.le fer·e subito se;;uire un se0tmdo di carat;ere storico: Il Duca D0 E g',ien, che fu proil>ito dalla censura austriaca. conc•iliò e tenne poi a~nicizia, non spezz:ita che dalla morte. Nel 1859 si art·uolò tra i u. Cacciatori degli Appenuini ,,. L~~rat:\- Milano, ripreso il suo lavoro giornalistico, ma per poco, poicbè ·nel 1861 l'iesciva finalmente a realizzare il suo an~eo sogno: farsi eriitore. Abbattute le barriere interne, <'OStituito:;i il nuovo Regno d' ltalia, il mJmcnto '•i1on poteva 'éssere pitt propizio; e può dirsi veramente che Emilio 'l'reves fu il nuovo editore che alla nuova Italia oecorre• Y!t. I principt furo110 as-;ai modesti: un pineo lo ufficio in via Dur: 11 i, una rivista disadur,,n., li .1lfuseo d·i f'et· m( 57.'a. In quel tempo il Lloyd '.rrit'Stino aveva fondato un· ar.ienda, tipografi.eo-editoriale diretta da un lettPr:1 to di i.rr1w valore, Antonio H.acheli. Si era intrapresa In. ceh'bre collezione dei Classici (circa GOO YO· lumi di autori italiani, latini, e greei, ricordati ancora dagli stncliosi) e al giovane 'freves ne fu affi.dahL la revisione. Ciò teu11n·ò il 8UOingegno ed allargò la suactlltura. He110uehè l' irrequieto Emilio (chi l'ha ('01\0SCillto Yecchio p-uò facilmente imm.,.ginare quel che poteva essere da giovane!} non s' accontt>ntava di spnkiare testi di cla-.;sici: scri- \'eva anche in giornaletti umori~tkl, con tendenze tali che un l,el giorno gti· fu fatto in tendere l·he l'aria di Trieste 11011 gli confaceva più. Fu H suo primo urto (•on la d11ra vita, e fu il JJl'incipio della 8na fortuna. ( Da un quadro tt'i V. Co1·cos). A vederne oggi l::i cnllezione, quella YL'echia :àyi8tct app,L· l'll assa.i rom,Lnticn. e ,1roaie,L; wa allor:t era. n na novit:ì, o· 1e 111n-· stra,zioni , rappresenta fano uno sfarzo noti•vole. Fu quello il primo nucleo della grande Casa editrice; :i t.tirò ·scrittori g à 11oti, ne riYelò di seo· lll>~ciuti. Accanto al ,11 ,,seo sorsero al tre pubblicazioni : ( Bi - Uiofe,·r,. Utile, Annuan'o Scientific1J, lllust a.?.io11e l.,opola1·e); e ~uuito da quei primi anni la pfoduzione libraria si sviluppè.>, si abbellì, con tPndenze prevalentemente letterarie e di d1vulga- :Gione scientifica, arriccbeudosi di opere del De Amicis., del Emigrò a Pa.rigi, dove visse alla meglio insegnando l'italiano, e allargò gli oriz1/.onti del suo spirito. Concesso;,!li. ctopo qualuhe t.empo, di 1·ientrare negli I. e H. Stati, andò aJµume, dove diresse nna tipogrnfi ,. Poi fu aÙdine, in qualità di precC'ttore, e qui11di a Milano. 'renenl. allora. il C'ampo uol giornalismo milanese Giuseppe Ilovani, che lo chiamò alla Gazzefta di ]1.i'ano. In bre,·e il.i~iovan~ triestino si fece 110".are come uno d:i pru brillanti e vi\'aci giornalisti. sia nel 11uoti· diano politico, come nel settnna.nale umoristico L' Uo,1,0 di pie 1ra. Er,wo g1i an,ii elle preparavano il '59. Per una polemi<'a intorno a una Gcizzetta ri' Ita?ia, il cui primo numero, già pronto, non venne alla luce per divieto di Vienna, il 'Preves si battè in duello con un altro grande giornn.lisla, il s:10 ,tniic·> ect emulo Leuue l!'o.rUs; col <i uj,:e :rnl.Ht~ si i·iBibliotecaGino Bianco Barrili, del Les<:ona, del Lioy, del Besso ecc. Fra ta:1to lav1,ro erl.itoriale Emilio 'freve~ trovò mo,io di fondare e di elgere n n gioruale quotidi.1110: e dal 'o;J al '74 Yi proinse giorno por g:orno i11gegno s<'iutilla.ute, acuto spirito po'.ith:o opernsit-l-1 multiforme. Nel 1873, dopo vari tentativi suoi e di ~iltL-i, il 'rre,·e,3 eblM l'ardimento 'di f1111dare un setti:rianale illustrato sul tipo dei grandi giorna,ll in~lesi e fra ·c '.si: e ben p1·e8ro con m·oHa. attività e geniale organizzazione della parte illustrativa, riuscì a metterlo a pari eon qnelli. Al· lora le illustra.ziont s· i11cide,·ano in legno (Ce ·1te11ari, U.mta:;alli, Mancasfroppa fui·onu Yeri artisti del genere): e i maggiori pittori del tempo, da l!'. P. Miche:ti, a 'l'ranquillo Uremo1Ja, a. Ednnr lo Da.lbouo offrivano le o;iere loro p ~r la rii>roduzione nell' T1lu.st,·1t- ,?ÌO?te Ittd. q,.11.1, Cv~1 i iµ..1. 0 giori ~erittori m..1.u•
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