Dalla presa di Gorizia alla battaglia di Vertoiba. 561 - Oarso, scendeva diritta verso mezzog'orno tagliando a qualche centinaio di metri da Oppacchiasella la grande strada di Kosta.nje- La offensiva italiana venne ripresa il dì vica; s'incurvava a occidente di Villanova 16 settembre. Era aspettata. Il nemico la (Nova Vas) e ctelle due quote 208; raggiunpresentiva, vi si preparava, lavorava giorno geva di' qui n Debeli e le alture 121 e 85 e notte a fortificarsi sempre più, a incaver- presso Monfalcone. Seguiva da vicino il tracnarsi, ad accumulare nuovi ostacoli per spez- ciato dei trinceramenti austriaci, era in conzare l'impeto dei 11ostri assalti. L'attacco tatto con essi, in molti punti, li investiva agvittorioso della testa di ponte di Gorizia gressivamente con gli approcci. Varie linee aveva avuto il vantaggio di una sorpresa di questi trinceramenti furono espugnate e che non poteva ripetersi. Gli austriaci vede- ch·ca 4000 prigionieri caddero in nostra mano. vano nella logiqa ch•lla situa,done il nostro Era sembrata un miracolo la manovra per programma. Cercavano di c1·eare dEigli argini linee interne, eseguita in otto giorni, che scaproporzionati alla marea. Erano in guardia - gliò dal Trentino le nostre masse su Gorizia, erano pronti. Non si videro mai delle posi- ma se si conoscessero i pairticolari della pre• zioni apprestate r~idamente alla difesa, tra- pa1·azione pet· la nostra nuova offensiva inist:Ormarsi così, giorno per giorno, ora per zia.ta, si troverebbe che essa fu non meno ora, in formidabili barriere. . mirabile. Noi attaccammo posizioni ben muQuelle opere di consolidamento e di pro- nite, sopra un terreno assai più aspro e più te;,;ione che erano costate un anno di lavoro difficile di quello del primo altipiano carsico sulle prime pendici del Carso, stavano sor- che ci fermò per u•n anno, e ci difese da un g~udo eguali snlle nuo_,·e linee con magica · nemico prevenuto, esperto in tutte le arti rapidità. Dopo un mese, la fronte creata dn.lla della lotta, di resistenza. La preparazione, 1·ebattaglia di Gorizia non si riconosceva più. golare, intensa palpitò su tutte le vie della Il nemico aspettava la ripresa dell' offen- guerra. · siva e negli ultimi giorui tentava di preve- Il successo che le nostre valorose truppe nirci e di p:tralizzarci con degli attacchi suoi. avevano così ottenuto il 14 settembre con la SentiYa vicino il colpo che si preparava, e risoluta offensiva sulla fron_te Giulia, fu l' 11 diveniva irrequieto. ottobre vigorosamente intensifirato ed amAveva ricevuto ampi rinforzi, e ne pro.fit- pliato. . tava. per rercare qua.lehe punto debole della Allo sbalzo innanzi che ci aveva as::;icunostra fro11te, per obbligarct ad una difesa rato il possesso di gran parte della lil)ea neehe imbarazzasse i nostri piani. Non _hatro- mica, seguirono il completamento dell' occuvato giunture nella corazza. Ogni a·ttacco era pazione di essa e l'avanzata nel terreno anrespinto al suo inizio. Ora avanti a Gorizia, tisi ante tra la linea espugnata e la sucres• ora. lung-o il Vertojbizza, ora sul Carso, di sin1 che sul Carso venne tracciata con anàa,.. notte, dopo una preparazione di artiglieria, mento lieven~ente divergente rispetto alla gli austriaci getta.v~no. all'assalto i loro fa:nLi, prima e a di:stanza variabile· da un chilvme• con quella tattica che aveva avuto gualcbe tro a due. In alcuni punti le nosfre ti·uppe su,·cesso in passato nel vallone di Oslavia. impresero c1dintaccare addiritt.urà i capisà·ldi Due notti prima del 14 sferrarnno un colpo della nuo\'a linea. più forte nella zona di Oppacehiac,ella. L'at- Sotto tale aspetto, doppiamente irnpol'• tacoo raggiunse un elemento di trincea no- tante appare il prog1~esso avvenuto sulle penstra; il nemico credette Yenuto il momento dici del Velik.i Hribach talt.ura 343) elle col di allarg;ire l'a7.ione e ammas--ò delle truppe Pecinka costituiva il cardine settentrionale per svi' up pare il successo all'alba; ma l'alba del secondo sistema difensivo austriaeo, con• portò un cantrat1 acco ehe sorpre~e le truppe tinuante poi per Hudilog e Lucatic. amnF,c:s:-ite e le annientò. Anche a l'lord del Vippacco nella zona di Questa battaglia che p~r tre giorni con- Go!'izia, si ampliò la nostra conquista ad tinuo, dopo una breve sosta di preparazione, oriente della Vertojbizza, dove vennero in la lotta vittoriosa che ci diede il possesso di nostro saldo potere alcune alture a sud-e~t Gorizia. e del Carso 0Hre il Vallone, non recò della stazione di S. Pietro dominante in quel al pubblico il clamore di grandi nomi. I com- tratto il corso del fiume. battimenti hanno per obiett.ivi immediati trin- I progressi ottenuti l' 11 ottobre su tutta ceramenti tracciati in regioni deserte o nelle l'estensione ddla fronte furono tanto più -vicinanze di poveri villaggi che la guerra. di- notevoli in quanto il nemic0 chiamando a strugge nell'atto di affidarne il nome alla raccolta tutte le riserve e concentrando nel storia. Prima che la nuova orfensiva si ini- settore minacciato il fuoco delle numerosiszia~se, la nostra fronte del Carso, partendo sime a.rtiglierie, schierate da Duino ad oriente dalle pendici occidentali deJl.a collina di San . di Gorizia, tentò con disperati sforzi di riguaGrado di Merna, scavalcava a oriente del da~nare il terreno perduto e di impedil·e~ogni Mad Logem l'aspro ciglione settentrionale del ulteriore successo italiano. solubile Desanti e Zu- Emoglobinfl Ii ani (ferro organico nat:urale ). Specifico razioef.ficacia, di rapido effetto nella cura delle anemie. nale di sicura 36 BibliotecaGino·Bianco ..
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