522 Il Monte Nero. (l?ot. del nemico; sul fronte dell'Isonzo per la ineluttabilità di procedere per attacchi frontali dinanzi a numerosissime fortificazion( (chervicendevolmente si completano, specialmente riguardo all' a.Eione delle artiglierie) volendo avanzare, necessitò soverchiare col nostro fuoco_ quello nemico.. · fortificati nemici, in modo da toglier loro le posizioni avanzate e restringere sempre maggionnente lo spazio attoruo ad ogni gruppo riducendo così la possibilità di manovra delle l>atterie 11emiche e delle sue truppe mouili di presidio ai singoli gruppi. A fine dicembre avevamo esteso le occuVednta di Saigrado (Basso ~Isonzo), col ìJonte fatto saltar~ dagli austriaci. · · ' Nè sarebbe ..stato possibile senza un tiro provalèute di aprir si. il varco fra le difese aocessorie, e d,i afforzai:si in modo che le nostre truppe· potessero resister~ e sostare anche in tratti bàttuti efficacemente dalle artiglierie nemiche. In tale guisa venne investjta la intiera linea del fronte, e questo si è fatto pure singolarmente per i singoli gruppi e capisaldi Bibl'ioteca Gino Bianco ' pazioni sulla dit·ettiva del T.onale e deJ.lo Stel• vio chiudendo tutti i passi di alta montagna e occupando le ·alti valli che sboccano in territorio nemico. In val Giudicaria oltre le nostre posir.ioni sul versa11te destro di val Daone, avevamo occupato il pionte Melino e tutta la valle del Ledro e le alture a nord di e~sa o.ompresi' i due versanti di val Con• cei. Avevamo eosì insinuate le nostre ocou• ..
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