46G - Gorizia. - La p_iazzeita del Castello. nità non redcuta,: il Frinli stesso, nonchè la grauùe patria ita1in,1u:li,er,1 conrn spezzato dai vecchi tel'lniu,i. Di là dal J nchio v' è:ra, un altro l?oroginlio, pin. piccolo, rna più bello e f('rn.ce, pi.Ìl ricco, più gaudioso ; e, dove la hellcz7,n, dei luoghi. cedeva nJl' ari.a malsana, un tn111nltno~o e tol'lnento50 sormontare di ricordi, t n t t o un passato <li g 1 o-ria per la la tini.tà di nost1ia geute: il Friuli orientnl<'. In (JUCl lcrn ho estre1uo della ~Patria»- col1i 1neglio coltivati, terra più ricca di humi1,sJ pianure irrignc e f<'ranata da,1_sno càstièl+o alto sul colle, che sorge isolato, come quello di Udine, nel cuotc della città, e guarùa la città vecchia e la nuova estendentesi da ogni parte colle sue villc-gia.rdino; la 1naschia Gradisca, col suo castello veneziano, testimone di assedi famosi nel cinque e nel seicento, quando sotto le sue mura Veneti e Austriaci • cissirn e, e lo stesso carn,ttere llegli abitanti - fn.vori to dalla dok.07,r,a del Ù • Il ponLe di Sa,lcano, presso Gorizia, per la luogo e cl ehma- ferrovia transalpina (<liametl'O dell'arco censi disputavano il possesso della regione; e Caporetto, Corinons, C<:'rvignano, deliziosi paesotti del monte, del _colle, del piano, centri secondari di urbane comodità, meta al commercio <l.eicircostanti paesi, che vi affluivano ricchi dei doni della terra e delle piccole industrie locali; e infine ne1la ·sua papiù incline alle co- trale, m. 80), ora distrutto dagli austriaci. 1110<.lit:\cd al ,Piacere. A speccùio <l.el bellissimo Isonzo, ben arginato e copioso, luoghi ricchi e popolosi; paci=-i.nilb~di e ·sereni ; -e ~ la Nizza (ahimè!) dell' A ustl'ia »-, Gorizia, in una tepida, verdissima conca, domiBibl.iotecaGino Bianco ludosa solituùine, popo1ata di fantasmi, la storica Aquileia, l'antico cuore della Pattfa-, la madre co1nune, figlia <.li Roma, onde il l?orogiulio fu a Roma <inasi ncpotc, e, ultima, Grado, la citbulina ma-
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