Almanacco italiano : piccola enciclopedia popolare della vita pratica - 1917

- 419 - trovare le ver~ cause di quella am1c1zia intellettuale, e perciò sentimentale, che è stata cosa tradizionale nelle relazioni italo-inglesi per oltre mille anni? Una certa amicizia intellettuale si è verificata da quasi un secolo tra italiani e tedeschi, ed ognuno sa che i tedeschi si vantano non soltanto di averè scoperto l'Italia artistica e storica; ma anche di aver insegnato agli italiani a c'onoscere è ad apprezzare il loro proprio patrimonio. Sappiamo bene che gli intellettuali italiani di oggHiì, gli scienziati, gli storici, .gli economisti, professano una grande ammirazione per i loro colleghi tedeschi, dai quali credono di aver molto imparato, e sappiamo purtroppò che la mostruosa e perversa arte germanica ha potuto invadere rrtalia, deturpando non solo il gusto artistico popolare, ma anche le bellezze naturali del paese, con quella 14 arte nuova, ,,, così tipica della degenerazione morale e psichica della Germania moderna e che costituisGe una così profonda offesa allo spi• rito della civiltà latina. Ma (e qui, credo, possiamo trovare la strada che ci condurrà a scoprire ·1e v·ere cause della secolare amicizia italo-inglese) le relazioni intellettuali italo-tedesche non hanno mai portato seco quella simpatia· reciproca che è sempre stato elemento così importante nei rapporti sociali e politici tra l'Italia e l'Inghilterra; nè ha saputo resistere alla prima soossa politica e sociale alla quale è stata esposta come conseguenza inevitabil~ del1'attuale conflitto mondia1e, provocato àalla stessa Germania. Nessuno può ormai du_bitare ohe questa guerra, voluta dalla Germa• nia dopo lunghi anni di premeditazione e di preparazione, sia prima di tutto una guerra a morte dichiarata dalla perversa e degenerata civiltà teutonica àlla civiltà latina; e chi insiste nel vedere ne~l'immane conflitto soltanto una lotta di interessi commerciali ed economici, non ne ha capito le vere origini nè i reconditi scopi. L'istinto italiano, che sarebbe anche l'istinto della civiltà latina; indovinava subito il pericolo, come ugualmente l'aveva subito indovinato l'istinto britannico. Abbiamo qui, dunque, una prova innegabile di una comunità di ideali civili e morali esistente nelle due razze in questione; e abbiamo visto che, appena :rivelatasi per la civiltà latina la minaccia di una supremazia definitiva e finale della cosidetta civiltà germanica, queste due razze si sono riuhite a difenderla dal nemico che ambedue hanno riconosciuto come nemico comune, il cui trionfo avrebbe significato e· apportato la rovina della libertà europea e la distruzione completa degli ideali della grande civiltà romana. Ora, io non so perchè si dovrebbe stentare di ammettere come logica e naturale questa azione comune intrapresa dalle nostre due.razze contro una nazione per la quale anche gli inglesi hanno avuto una cert~ ammirazione intellettuale, pur non ammettendo nessuna supremazia scientifica, e certamente nessuna supremazia artistica - salvo nel campo musicale - della Germania. Elemento massimo della civiltà. latina era la Biblioteca Gino Bianco ~ giustizia e la libertà. Niuno può negare che la civiltà sia stata portata in Bretagna dai Romani, e òhe per quasi quattrocento anni le i.sole britanniche abbiano :tvuto e provato il dominio diretto di Roma; nè che anche dopo l'abbandono della Bretagna dai Romani, l' jus romanum abbia continuato ad essere il sistema giuridico adoperato dai loro successori, e ohe l' evoluzioue della teoria della libertà dell'individuo, che è stato il principio capitale di tutta la politica interna od esterna inglese, abbia avuta la sua origine nei principii della civiltà romana, ossia latina. Abbiamo dunque sotto mano la prova sufficiente per stabilire 'il fatto che, per quanto possa differire in altre carattel'istiche la razza anglo-sassone da quella italica, gli ide~li britannici della civiltà sono quelli stessi della civiltà latina; mentre non mi pare troppo ardito opinare che la occupazione di un paese per quattrocento anni da parte di una razza conquistatrice, non avrebbe potuto non lasciare nelle vene della razza dominata una proporzione considerevole del suo proprio sangue. Infatti, sappiamo ohe non pochi romani di. alto grado militare e sociale si unirono in matrimonio con donne britanniche, ed è lecito supporre che il loro esempio sia stato seguìto assai più spesso dai loro subordinati, senza contare altre relazioni .... men · d nrature I · A mio avviso, dunque, bisognerebbe cercare le ragioni originali delle secolari simpatie italo-britanniche non già negli ideali in tellettuali, e neppure nel sentimentalismo, ma bensì in quella consonanza di umane aspirazioni che soltanto una comune civiltà può portare. Una volta che riconosciamo per vero il fatto che la civiltà britannica non è che una evoluzione della civiltà latina da cui ripete la sua origine, l'amicizia italo-inglese che ha durato da oltre dieci secoli, e che durerà fin tanto che duri la civiltà latina, diventa non più un fenomeno o una cosa dovuta al sentimentalismo, ma un fatto psicologico ed inevitabile. Ne vediamo la conseguenza logica nella alleanza politico-militare .attualmente esist~nte tra le due grandi nazioni, campioni di quella civiltà il cui compito è sempre stato,. e sempre sarà il portare la libertà e la vera cultura alle parti del globo ancora barbare o semi-barbare, .il proteggere le nazioni oppresse e il salvaguardare i diritti dell'umanità. Può darsi che nell' avvenire, come nel passato, abbiano a nascere tra noi delle differenze politiche, o dei malintesi passeggieri di indole economica o commerciale; mentre per quanto po_ssa ridursi ali' impotenza il comune nemico, ci troveremo sempre esposti ai tentativi eh' esso farà per seminare fra noi disaccordi ed ingiustificati sospetti. Ma chi può dubitare ohe la secolare amicizia italo-inglese saprà resistere e mantenersi intatta di fronte a tutti gli intrighi per distruggerla? Nessun dubbio: perocchè essa poggia su basi incrollabili di una comunità di idea.li civili, nei quali il sentimentalismo non è che un elemento d'importanza assai secondaria. ' RlOHABD BAGOT.

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