- 394 - giouieri austriaci catturati dai pro<l.i e valorosi soldati di Re Pietro. Questi pl'i-gioniéri furono trasportati all' Asinara, piccola boln, a nord-ovest della s~1rdegna,. Il trattamento avnto in quel1'isola fn davvei·o snpcrio1·e a,<l ogni aRpettati va. Uno di essj, corto Giorgio N cnsen, ne rimase così a1nmirato ehe chiese ed ottenne di erigere un monu1neuto aUa generosità italiana. Su questo lavoro - del quale la nostra patria ha tutti i diritti di nindar~ altera - si legge la seguente dedica: -« I prigionieri d'i guerra austriaci - bene auguranti - alla fratellanza dei popoli~ .. Da una parte si notano duo gruppi elle, nella fantasia <lell' autore, vogliono simboleggiare la faine e le sofferenze da lui p:1tite assieme ai propri con1pagni nell' Albania, quando la Serbia attraversava uno dei più tristi pe1·iodi della sua storia; a tergo una testa di Cristo, sin1bolo della fede e della speranza che sostenne quei disgraziati nei giorni della via c1·ucis; più in alto un angelo, la nostra Italia, nell'atto di t.endere lo braccia ai 1niseri che lo circondano, chiedendo di essere tratti in salvo; in cima una gigantesca figura - l' umanità: -- che ~i eleva al dis·opra di tutte le barbarie e di tutte le ingiustizi'e, ed incita i popoli, stanchi delle guerre e delle lotte fraterne, a riprendere trioJJfahnente il can1mino verso le grandi conquiste della civiltà e del progresso; ad affrettare l'evento di quell' èra in cui le guerre non saranno che un ricordo dei tempi che furono e nessuno sarà più strappato alla famiglia ed alla patria per essere condotto lontano, lontano, prigioniero u1 terra nemica .... II da farsi per I' avvenire. La concezione del prigioniero austriaco elle volle rendere uu così gradito 01naggio al nostro pae:sc è anche il sogno di tutte le persone di cuore, a qualunque partito, a qualunque nazione appartengano. Ma, disgraziatamente, questo sogno non sarà tanto presto tradotto in un fatto compiuto. Per secoli e secoli vi saranno ancora delle guerre più o meno orrende, con prigionieri, 1norti e feriti; con tutte le più forti 1nanifestazioni d'odio e d' arnore. 'l'utti i volentrrosi devono a<l.nnqne studiare fin d'ora qualche cosa di pratico per rendere n1eno dolorosa la sorte di coloro che <l.ovranno pa1·teci1mre, in nn tempo più o 1neno lontano, alle guerre futuro. Per quanto si riferisce ai prigionieri di guerra il collega Gastone Cotellc h,1 lanciato sulla Gazzette de Lai,,sanne del 1 ° maggio 1916 un progetto che n1erita di essere convertito in una legge internazionale al più presto possibile. Pre- · 1nesso che ormai si annnette da tutti che il prigiouiero non è prop:J;'ietà cld vincitore, ma un individuo trattenuto dal belligerante al solo scopo di diminuire la forza combattente del proprio nemico, il Cotelle dimostra colla n1ag~ giore evidenza che non deve essere lasciat·o alla dipendenza diretta del -vincitore, ma posto -sotto la salvaguardi~ dello potenze neutrali. I campi <li concentrazione dovrebbero sorgere in isole neutralizzate od in na,zioni estranee al conflitto ed essere an1111inistrati e sorvegliati dai neutri. I belligeranti dovreb hero rinvia1·e ai can1pi coloro che riusvissero a<l. e"~adere. Le spese non <lovreb beTo cRsei·e a carico del vincitore, 1na della 'patria <lei catturati. Le famjglie potreb be1·0 essere ammesse, colle dovute precauzioni, a visitare i loro cn,ri. I prigionieri dovrebbero lavora.re umanamente ed il loro guadagno <l.ovreb be contribuire alle spese di nurntenimento ed alla riparazione dei d.1n11i determinati dalla guerra. Comn1i::,::;ioni sauitarie, con1poste di medici neutri e di medici del paese dei prigionieri, <lovreb bero cnrare l'igiene del campo, le n1alattic e le ferite dei catturati. Ciò 'facendo sarebbe eliminata la possibilità di qu:1lsiasi rappresaglia a danno <lei prigioniel'i; le condizioni :finanziarie del nen1ico non influireb bel't> sul loro tratt_amento e la corrispondenza colle loro fa1niglie non incontrerebbe alcuna, li111itazionc. l\'Ia sopratutto sarebbero F I AT Carri per trasporto della portata da 500 Kg. a 7000 Kg. --- . Omnibus per servizi pubblici a 12, 16, 24 posti. Carri alpini - Omnibus da Albergo, ecc. I B.ibliotecaGino Bianco
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