- 384 - oltremodo fi1vorevoli nella quistione degli stipendi e degli assegni ai nostri 1ni1itari cattul'ati. Le Commissioni di Roma e di Vienna si occuparono anche dolla redazione delle procure di matrimonio per i prigionieri. Ai primi dello scorso luglio 65 prigionieri austriaci e 15 prigionieri italiani avevano già sentito il bisogno (o, meglio ancora, il dovere) di contrarre matrimonio, ed aveveno ottenuto la relativa procura. La Commissione diRomanonavrebbe adunque potuto fare di più. Tutti i suoi componenti possono rievocare con nobile e legittimo orgoglio l'opera loro, oltremodo feconda di ottimi risulta.ti per il nostrQ paese, il quale saprà certamente serbare la più illim,itata g_ratiafferµrn,rono nel loro t::i,nto accreditato rapporto che una delle principali caratteristiche di quelle città improvvisate era. precisa1nente l' uniformità della costruzione, del funzionamento e del trattamento materiaìe e morale fatto ai prigionieri. Questa constatazione dispensa dal fare una descrizion(? particolareggiata dei vari campi. Basterà infatti limitarsi a parlare di quelli che ospitarono la maggioranza dei nostri connazionali. . Il campo di Mauthausen fu visitato l'otto settembre 1915 dai delegati del Co1nitato Internazionale di. Ginevra ed il 18 gennaio 1916 dal Cardinale Scapi-- nelli di Legnigno, allora Pro-Nunzio a Vienna, in seguito al desiderio espresColonna di prigionieri austriaci in un paese del Friuli orientale. tndine a tutti coloro che mitigarono t,ante amarezze ed attenuarono tanti dolori. ~ I prigionieri italiani in Austria. • La . maggior parte dei prigionieri italiani catturati dagli austriaci fu alloggiata nel campo di Mauthausén, sito nelle vicinanze di Enns, e la maggior parte degli internati civili in quello di l{atzenau, nei dintorni di Linz. Se ne inviarono però anche nei campi di Sigmundsherberg, di O§fti-Asszonyfa presso Vas ; di Duna-Szerdahely presso Pr.esburgo ; di Sormoja nell'Ungheria e di Ober-Gerspitg, presso Brunn, in Moravia. Il presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa di Ginevra, Gustavo Ador ed i Dottori Ferrière e Schultess-Schindler che, nel setten1bre del 1915, visitarono la maggior parte dei campi di concentrazione austriaci, BibliotecaGino Bianco sogli da Benedetto XV. Il Cardinale Scapinelli scrisse nel suo rapporto al Cardinale Segretario di Stato - rapporto apparso alla grande n1aggioranza degli italiani un po' troppo ottimista - che il campo di lVIauthausen, sito a tre ore di ferrovia e mezzi ora di vettura da Vienna, costituiva una grande città di baracche occupante una superficie di circa 24 Km2 • Le baracche erano solida1nente costruite, ben ordinate, separate le une dalle altre da larghi viali e vaste piazze per passeggio e giuochi sportivi. Erano riscaldate e illuminate a luce elettrica. Le regole igieniche erano strettamente osservate. Vi erano baracche per disinfezioni e bagni, e baracche di quarantena, dove dovevano passare qualche settimana quelli che arrivavano dal campo di battaglia. Per gli ufficiali le abita: zioni prendevano l'aspetto di eleganti villini, av,enti ciascuna una veranda o portico, ove, nei giorni di cattivo tempo, essi potevano intrattenersi e respirare l' aria libera.
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