- 334 Governo italiano che Pltalia si urterebbe nella lotta contro le truppe austro-ungariche anche contro truppe tedesche. Quindi i soldali tedeschi combatterono uniti con i soldati allstro-unganci alla fronte italiana. Così si produceva di fatto lo stato di guerra. Tuttavia 11011ne seguì la formale dichiarazione di guerra. Certo a Roma, si sarebbe voluto volen-. ti eri addossare a. 11òil'inizia ti va della dicbia1·azione, ma noi uon avevamo motivo alcuno per fare il gioco dell'Italia. Che la nostra tattica fosse giusta lo dimostrarono gli ininterrotti sforzi dell' ln tesa per con vincere l'Italia a dichiarare la guerra. Pet· oltre un anno il Governo italiano r8sistette. Ata fine diventò troppo forte la pressione della morsa che l' Inghiltena impor)e, con pari mancanza di riguardo, così ai neutrali come agli alleati. L'Italia dipendé nella condotta della sua guerra dal carbone inglese e dal denaro inglese. La coercizione ingle.se diede certament:,e il colpo detinitivo, anoorchè le aspirazioni bakaniehe dell'Italia vi possano aver cooperato. Come è noto, l'Italia ,desidera estendersi nei Balcani, pur su regioni comprese nella sfera naturale degli interessi della Grecia.. Per non essere lasciata. completamente in disparte, parve all'Italia desiderabile p;1rtecipare alla spefilzione di Salonicco. Uiò condusse ad un nuovo scontro delìe truppe italiane e tedesche in Macedonia. Così venne la dichiarazione di guerra .... 95. - Un altro precedente storico rivelato dall' on. Luzzatti. 19 ottobre 1916. - L'on. Luigi Luzzatti com1nemorando a Venezia il cinquantenario della liberazione del Veneto ricorda un precedente storico (avvenuto durante il suo governò) che è una nuova dimostrazione delle aggressive intenzioni dell'Austria e del subdolo contegno della Gern~ania. . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . L'Austria spl.ava il momento opportuno pe1· assalirei, e intanto c'-inquietaYa in ogni modo. Non è qui il lnogo nè il momEmto di , dimostrarlo, nè è nella mia indole politica giovarmi degli uffizi Sùsten uti, per inopportune rivelazioni. Ma questo credo conveuiente e utile dire per rispondere a quei diarii tedeschi e ungheresi, i quali a11che di questi giorni ~sserivano che la Germania, che l'Ungheria· bastavano a difenderci dalle meue nazionaUste dell'Austria; e questo ripetono a sazietà per rendere più evidente il ùostro tradimento, comè es-,i qualific·ano l'attitudine dell'Italia, la quale rifiutò la. sua co.mplicità alle aggressioni militari più brutali, più selvngge, più contrarie al principio delle libere nazioni t·he la storia registri. lo volli ragionare a chi rappresentava la Germania quando poteva e do-., veva farlo,, delle minaece dell'Austria, non più segrete ma palesi, petulanti, e che culminarono poi nei tentativi iniziati da essa per ar1·otonda1·si i suoi confini, quasi che 110n si fossero tutti segnati a nostro danno nel trattato ·di paqe del 1867; feci àppello alla Gerinania perchè parlasse chiaro all'AustriaUngheria. 11 rappresentante della Germania mi rispose (e gli ho sempre saputo grado della sua t~anchezza) che la Germania avrebbe fatto il possibile per dissipare gli equi voci fra Italia e Austria; ma se non riuscisse in questo intento, e l'Austria volesse q.ichiai·ar guerra all' ltalia, la Germania non av1·ebbe potuto impedirlo, perchè tutta cinta in Europa da Potenze militari nemiche, non aveva che l'Austria-Ungheria decisa.mente favorevole; perciò doveva esser solidale ·con essa. Lascio ai miei uditori il commento su questa risposta rudemente :sincera, e sulla quale qualunque smentita sarebbe vana poichè io appartengo a quella schiera sempre più sottile di uomini politici in Europa che non credono lecite le bu2"ie neppur quando si dicano nell'interesse dello Stato; un termine molto comodo per giustificare ancbe quelle che nuocciono allo Stato. . . . . . . . . . . . \ ._......_~~ OLIO PER AUTOMOBILI Joç, AD.. ERNESTO REINACH · M.ILANO, Biblioteca Gino Bianco
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