Almanacco italiano : piccola enciclopedia popolare della vita pratica - 1916

• 54è - il 69, mentre altrove, semp.re però nella zona più distrutta, oscillò fra il 20 e 30 % della popolazione. Ben considerando la distribuzione delle più gravi rovine e della maggiore mortalità noi troviamo che più di tutti hanno sofferto per il terremoto gli abitati di Avezzano, Cese, Cappelle, Paterno, CollarnH~le, Gioia ed Ortucchio; negli altri pure situati nella zona mesosismica danni e vittime sono stati n1inori _per cause però indipendenti dalla violenza del movimento sismico. Fuori della zona più concussa il numero delle vittime è andato rapidis- . . s1mamente decrescendo; solo qua P là troviamo alcune lo<"l ìtà nelle quali le rovine sono state maggiori ·epiù grande è pure il numero degli oppressi: ricorderò a questo proposito che a Borgocollefegato si ebbero a deplorare 259 n1orti (abitanti 6771), a Morino {1372) 255, a Scanno 120 ed a· Sora 190. * * * Le notizie e le considerazioni dianzi esposte ci fanno conoscere che la catastrofe marsicana è riuscita, ne' rapporti con l'uomo, veramente fatale, sebbene abbastanza limitata sia stata la ref I gione più gravemente colpita. dal parossismo tellurico. È ben vero che la zona perifucense in questi ultimi secoli ha goduto di una relativa tranquillità sismica rispetto a quelle oltremodo instabili di Aquila e della l\.iajella, e del territorio .sorano - pure frequentemente colpito da ter• remoti ab bastanza violenti - e che in questa occasione, specié l'ultimo, hanno sofferto per il massimo sismico del gennaio u. s., pur tuttavia questo deve servire di n1onito al governo ed agli abitanti. Il governo ha l'obbligo di proporre quelle giuste limitazioni nella libertà di costruire e quelle regole edilizie che, suggerite dalla scienza e dalla esperienza, costituiscono nelle presenticondizioni, una vera opera di sicurezza e di previdenza sociale: gli abitanti della Marsica d'altra parte debbono comprendere per il loro p1·oprio interesse, che passato il momento di terribile angoscia, a queste norme si debbono sempre e con il n1assimo scrupolo attenere, se non vogliono con una trascuratezza veran1ente colposa preparare al primo risveglio delle forze endogene, che tu tti auguriamo lontano, un nuovo, irreparabile di~astro alla. lor terra che tanto amano. MARIO BARAT'l'A. Cerchio. - Int,erno dt~lla chiesa, dove pt31'irono 400 persone. Bibliotéc.a Gi°no Bianco ' I

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