- 512 - tolgotio ai tedeschi altri 7000 prigionieri. Un nuovo tentativo 4i aggira:rnento, guidato dal generale Hindenburg, con• tro Dwinsk e .lY1.inskf,allisce tra il 1 ° ed il 7 ottobre, onde l' o:ffensiva austro-tedesca sembra paralizzata su tutto 'il fronte. Il 21 ottobre presso Baranowiczi, i russi sconfiggono i tedeschi e fanno loro 3500 prigionieri con 85 ufficiali; e sconfiggono il 22, a nord di Tarnopol, gU austro-tedeschi togliendo loro 7500 prigionieri con 150 ufficiali. E pel' nuove azioni, a Baranowiczi e sullo Styr, il nun1ero cJei prigionieri si accresce ancora di 3625 uomini di truppa con 87 uflì.ciali: e materiali. La rea~ione russa ora è ma,qnifica I Con1e finirà'? l'ér noi nessun dubbio che lo Czar stiasi sforzando, al rnassimo grado, per n1antenere la parola data al mondo. Le paludi del Pripet ne segnano la fase iniziale. I I Operazioni austro-tedesche. I principii che ispirarono la condotta deUe operazioni austro-tedesche, non sortirono· l' eff8tto che i dirigenti se ne ripro1nettevano. Veramente chi dirigeva tutto diretta1nente, od indiretta1nente, éra la Ger1nania. E la Germania era schiava della scuola ché iniziata da Federico II, cul1nÌnò in Moltke e che oggi si voleva sorpassare ancora nella vastita e nella rnodalità di più gigantesche operazioni belliche aventi per lizza l'intera ,Europa da un capo all'altro. Il gittarsi d'improvviso sul ne1nico più 'Vicino, pri1na che sia da altri soccorso, fu la scuola strategica che insieme a] la tattica cbliqua (cioè quella di assalire un'ala del ne1nico per sgranarne successivamente il fronte, a guisa di cavaturacciolo su"!.sughero di ll:na bottiglia - ci si perdoni il paragone) fece di Federico II il più grande capitano del XVIII secolo. Lo avvol,qere un fronte sui fianchi e sùl tergo, con studiate evoluzioni a 1 ungo raggio (imitando Napoleone), fu la scuola di Moltke Biblioteca l:Hno t:51anco che trionfò a Sadowa ed a Sédan. Ma che scuola è mai questa di volere vin• cere il nemico con una ricetta, mista, dell'improvviso, dello avvolgime-nto e della polverizza~ion~ fulminea? .A.lla stre• gua dei fatti la mancata vittoria provò alla Germania che essa conosceva bensì le proprie forze, ma ignorava - mal• grado lo universale spionaggio -· le forze reattive degli avversari. Non seppe vincere subito. La lizza era troppo vasta; nè tutto si può abb:r~viare con le ferrovie. La guerra è anche di essen.za psicologica! E pur volendo vincere subito ~ ad ognì costo, la Ger1nania corse, come anima in pena, ad oriente, ad occidente, tenendo simulM tanean1ente 'accese, per terra e per mare, parecchie partite senza finirne alcuna, preginclicando!e tutto, e senza vincerne nessuna. A.dunque è una strategìa con tattica da rnosaico, mal connesso, che ha trovato castigo nelle perdite teutoniche di oltre metà delle f0rze pugnaci,. ed altresì nel tempo fatto guadagnare a'gli avversari per preparare in hJtti i campi 11uove energie e nuove risorse e cioè per dare vita a vigorose riscosse cli controffesa, più feéonde .della .patita offesa. _ In una vasta lizza riesce ancora più pericolo~:.t che in una piccola la evoluzione a grandi raggi. Urgeva finire una partita prima di co1ninciarne un'altra. 11 criterio di volere essere dappertutto degenera in una-guerra a cordone; e questa non offre alloh · alle mancate evoluzioni. Altro errore che si può - anzi si deve - rirnproverare ai tedeschi è quello di non av~r _essi saputo_ conquis~arsi una sana op1n1@ne pubblica mondiale. Rivolgendo ora uno sguarùo alle operazioni austro-tedesche del 1915, se volessitno esprimerci sinteticarnente con poche pnirole, potrenuuo dire che ·di fronte alla tenacissima resistenza franco-russa, le probabilità di una decisiva e finale vittoria tedesca, andaro~o di mano in rnano affievolendosi, mentre acquistavano più consistenza e voce le probabilità di ,·ittoria finale <lall'lntesa, la quale è.tutt'altro eh~ \
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