Almanacco italiano : piccola enciclopedia popolare della vita pratica - 1916

-- - 422 - linoe pa,raUele di mura. Tre torrioni, .~ituati alle estren1ità dei 1noli, protegge"rano i porti ed approdi della capitale e ne con1pletavano l'opera fortificatoria. Alcune di quelle torri, od alrnono i bei 1nateriali di cui sono costruito, risalgono a<l epoca anteriore a 11 o stanzia.1nento dei Cavalieri nell'isola del Sole. Ma non appena l'Ordine deJlo Spedale si fu definitivamente stabilito nella nuova sede, la cinta fortificata attirò costante1nente la provvida attenzione dei vari gran1nastri, cui fu sopra tutto a cuore non solo di ripararla dai danni del tempo e delle bslliche vicende. n1a anche di ampliarla in armonia ai nuovi bisogni della città e sopra tutto di rif o r 1n a r 1 a in ris pon d enz~ ai continui p r o g r e s s i dell' arte 1nilitare di allora. Testi1nonianze della attività dei granmastri del .trecento, E 1 i on é -Ja Villanova, menticato ed ogni punto bisognevole venisse opportunamente risarcito, modificato, an1 pliato e artisticame~1te arricchito per opera sua. A prescindere dalla erezione delle più belle porte della cittùi merito suo principale fu senza dubbio il concetto della novella riforma delle mura., per cui i vecchi ba8tioni furon<' convertiti in veri e propri baluardi terrapjenatj, cui le antiche torrette non servivano più che da cavalieri; alcune porte della città vennero tirate in fuori, in connessione con un complicato siste1na di antem11rali; i para.petti delle cortine fu1·ono ingrossati con n1assicci merloni; e la vecchia controscarpa, tagliata a pezzi, fu ~ convertita in un sistema di revellini ed opere esterne, dietro alle quali fu tirata una controscarpa novella. ,Amerigo d' A.mboise a sua volta cornpì i lavori alla porta che da lui preso nome e si occupò speciahnente -di altri lavori sull'alto dei rampari ed alle con t.roscarpe di occidente. Fabrizio Del Carretto, dopo aver proseguita l'opera di G innf ernan do II ere dia e .Filiberto di Naillac, recano ' una delle porte non lungi dal 1nare, una serie di torrioni del tratto di nord-est ed una cortina del porto. A datare invece dal 1nagis tero di .A... utonio Fluvian, e specialmente durante il governo di TJ ua porta di Rodi. 1 ui nell' allargarn en to dei rampari colla loro scarpata verso la città., volGiovanni Lastic e di Giacomo de Milly, la cinta. muraria dovette venire sì lar- ;;amente riforn1ata - nel raddoppiato giro allora per la prima volta ideato della cinta interiore torricellata e della ralsabraga esterna di rinforzo - da sern brare addirittura opera di questi granmastri. Pier Rain1ondo ZacoRta, nella seconda metà del secolo XV! la- ~ciò poche mernorie di sè nelle mura; e Giambattista Orsini att,ese special1nent.e all~ congiunzione dei vari torrioni colle retrostanti cortine, alla ripresa delle 1nura lungo· il poi-to ed :ill' inizio della prima -controscarpa. Ma ln croce ancorata di Pietro cl'Aubnsson ricorre di bel nuovo con ta.nta frequenza nella cinta muraria, che a buon dit'i tto convien atnmettere che nessun. men1bro della fortezza fosse da lui diBibliuu::;va 1f1v LJICU l\.,V le applicati i più moderni precetti del1' arte militare terrapienando i grossi rnerloni sulle cortine e costruendo, oltre ad alcune opere esterne verso l'angolo di nord-ovest della fortezza, il poderoso baluardo Oarrettano. Dell' ul~ timo gran mastro .Filippo Villiers l'Isle Adan1 sono poche opere di finimento. Qunli fossero gli ingegneri e gli artefici dell'opera meravigliosa (che taluno attribuisce a disegni di Sigismondo Malatesta) non è noto ..Che fra essi però prin1eggiassero gli italiani è altrettanto probabile~ quanto certo si è che gli u 1tirni lavori alla cinta furono eseguiti da architetti nostrani, Matteo Gioeno siciliano, e Basilio dalla ~cuola vicentino - finchè Gabriele Taùino da Martinengo, penetrato in Rodi al tempo dell'ultimo assedio, contribuì alla di-

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