Almanacco italiano : piccola enciclopedia popolare della vita pratica - 1916

- 421 - opere fortificatorie 1nedioevali 1nostra rìsalire all'epoca· greco-ro1nana o per lo n1eno a q nella bizantina. Ma la collina di Santo Stefano che, ad occidente della odierna città, segna la sede del1' antica acropoli, conserva ancora qualche traccia delle originarie fortificazioni; ~ vasta zona all' ingiro è occupata tuttora dalle antiche. sepolture, alcune delle quali, cavate nel vivo sasso, sono artistica.n1ente scolpite nella fronte esterna: la più notevole fra tutte, non lungi di lì, porta erronean1ente il nome di to1nba dei Tolornei. -Piccole are do1nestiche e nun1erosi cippi o stele sepolcrali, sono ordinatan1ente collocate al Museo, insie1ne alla ricca suppellettile dalle sepolture stesse cleri vata. Ben diversa la Rodi mèdioevale, conserva tuttora, entro "la n1erlata cerchia delle sue n1ura, gran parte della storica sua fisicnomia. La Yitn rnoder-, na, relegata nei lontani sobhorghi greci o inten::;ifica~a nel quartiere europeo che sorge a 1naestro della città, ha risparmiato quasi co111pletani.ente la vecchia sede dei Cavalieri, ove la gelosia ottornana e l'indolenza israelitica si sono limitate a n1odificazioni per lo più supe:rficiali degli edifici dell'evo rnedic. Della più antiea architettura dei Cavalieri sono però scarsi gli avanzi: chè i monu1nenti di q_uell' epoca hanno ceduto per lo più all'opera del tempo, alle tra versi e delle guerre ~ special1nente ai terremoti che tante volte desolarono Rodi. Grav:issimo fra tutti fu qu,ello del 1481, dopo del quale non solo la capitale, rna anche gli altri paesi soggetti al governo dello Spedale vennero in gran parte rinnovati in virtù di quella vasta opera edilizia che coincide col magistero di Pietro d' Aubu:Sson. I monu1nenti di Rodi e quelli delle altre isole dei ·Cavalieri appartengono così pressoche tutti ad uno stesso 1nomento storico e ad un'unica corrente artistica. . Quell'arte, sebbene 1nodificata in parte dalle condizioni di a1nbiente l6c1:tle e dai n1odelli indigeni della tradizione bizantina, sebbene influenza.b1 talvolta dalle n1olli fantasie dell' Orien- .....,.,liotecaGino tsianco te vicino, plasn1ò tuttavia il proprio stile sui ricordi del vecchio moudo europeo, che gli Spedalieri avevano gelosan1ente por~ati seco attraverso le varie peregrinazioni in Levante. In armonia al carattere internazionale che informava la compagine dell'Ordine, accanto agli elen1enti di tardo gusto gotico francese spadroneggi2.nti su tutti, è agevolo così sorprendere nei n1onumenti rodiesi la tendenza al fasto pomposo di quello stile spagnuolo che pervadeva allora le regioni più 1neridiona1i del Mediterraneo, o anche gli accenni alle preziosità artistiche dei popoli del nord che, limitatamente alla più scarsa loro rapprese1,1tanza nella Religione, si industriavano tuttavia a far udire la lor voce nel comune concento. Quanto al1' Italia, me1i.tre - sopra tutto in certi soffitti travicellati di i1npronta veneta ed in certe areate e scale esterne di tipo laziale - si tradisce anche durante q nel periodo il perdurare dell' ingerenza. nostrana sull'arte rodiese, a:;sai più evidente si sarebbero n1anifestati qt1egli influssi, se, non appena il primo soffio del rinasci1nento italiano accennò a trionfare pure a Rodi sulle gia in11niserite ripetizioni dei vecchi motivi, la catastrofe ottomana non ave:-;se troncata alla sua origine ogni ulteriore sorgente di vita artistica. Tre cinte - in parte concentriche, in par.te giustapposte - chiudevano la citta di Rodi entro la difesa delle loro torri e delle loro cortine. La più interna conteneva il palazzo del gran1nasti·o; l' intern1edia prendeva nonie di Castello o Collacchio e circondava il convento, vale a dire la parte della eitt-à ùestinata ai CavaliEn-i, dove sorgevano la chiesa conventuale e la cattedrale, lo Spedale e gli Alberghi dellu Lingue, le armerie e le case private 7 la cerchia esteriore seguiva l' àm bito dei borghi, abitati dalla popola~ione t 1digena, dai co1n1nercianti e dai forestieri. In epoca più recente però, abbandonate Te vecchie muraglie divisorie, i Cavalieri stessi sistemarono la difesa di Rodi in un'unica cerchi[! este• riore, 1noltiplicata a sua volta in vari<~ i

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