' . -· 420 • I Le 111 ura, lli H.ud i. C:.1lan10e Lero, nonchè lo scoglio di Castelrosso - che passò quindi nelle ·1nnni del re di Napoli; e fu piil tardi .1.ncora coni ple tata colla f1 ondazione di Cnstelsampietro (B:udrù1n) sulle coste dt~lla Caria e con altri piit o 1neno duraturi poss~ssi nell'Egeo. Trasportata a Rodi la sede della ReJ igione, i Cavalieri Gerosolitani ripre- ;:-.;ro con nuovo ardore le vecchie tradi·zioni dell'Ordine, consacràndosi al ternpo stesso alla caritatevole ospita1 ità verso i pellegrini e gli infermi come alle coraggiose imprese:, contro i nemici del non1e crìstiano. A seconda della nazionalità loro, gli Spedalieri seg.uitarono a dividersi nelle sette lingue di Provenza, d1 Al vernia, di Francia, d' Italia (il cui capo chiarnavasi A1n1nirn.5lio), di Spagna, d'Inghilterra e cl' Alemagna; finchè nel 146:J quella spagnuola si divise nelle due nuove lingue di Aragona e di Castiglra. Ma l'autorità supre1na rin1ase stabilruénte affi- <iata - sotto l'alto protettorato pontificio - al gran mastro, eletto dall' Orc~ine stesso a vita. Riccardo Caracciòlo, :napoletano, voluto elevare a q nella carica da papa Urbano VI durante gli 8convolgimenti dello scisma religioso Biblic <l;Occiden.t,.e, npn ottenne il riconosci- ' 1nento deJla maggioranza dei Cavalieri (1383-13~)5). Ma altri due granmastri italiani governarono in seguito, senza contrasto~ la Religione: Battista Orsini, della farnosa schiatta ·ron1a11a, dal 1467 al 1476, e Fabrizio dei liguri marchesi Del Carretto, dal 1513 al 1521. Oltre ai tentativi turchi del 1320, 1440, 1444 e 1455 - ed al saccheggio veneziano del 1464, cessato per .intervento della regina Carlotta di Lusjgnano Savoia, allora. profuga nell'isola - va celebre nella storia di -Rodi dei Cavalieri l'assedio del 1480, sostenuto dal granmastro d' Aubusson contro i l\rlusulmani medesimi. Ma pochi decenni più tardi, di fronte al nuovo sforzo nernico, la eroica resistenza dei Cavalieri non ·valse a preservare l'isola dalla conqnista · ottomana: il cni do- .n1inio, iniziatosi così nel 1522, potè durare per quasi quattro secoli. Dei n1onumenti classici di Rodi, della bella città architettata. sui precetti lppodarnei, degli insigni 1nonu- -I menti celebrati dagli antichi scrittori, del Colosso di Carete di fan1a mondiale, che guardava l'ingresso del porto erovinò per il disastroso terrernoto del 224 av. C., nessuna traccia rin1ane ogg1g1orno. Solo qualche basamento delle
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