Almanacco italiano : piccola enciclopedia popolare della vita pratica - 1916

I 41Ò vano o mi trascinavano davanti [l(Ì una tavola, dove ·stavnno pendenLi dal rnio labbL·o i così detti giudici colla penna in rnano per iscrivere quel che potessi dire. ,, L'aguzzino obbediva a tale da prendere la verga a due 1nan i e più d' una volta spezzarla sulla mia carne. ,, Nei .verbali, se le interrogazioni e le risposte si facevano in italiano, erano scritte in tedesco, o costringevano a firmare i verbali noi che non conoscevamo quella lingua. Perciò si scrivevano cose che non eTano state dette e se ne alterava grandemente il significato, com e ci fu manifesto poi, quando facemmo tradurre in italiano q nei verbali. Ma il testo tedesco era qnello su cui si fondava il giudizio e le nostre proteste non. valevano. ,, Se1nbrano favole oppure sono atroci verità. , Non risultando provata l'accusa di alto tradin1ento,' gli i1nputati fnrono condannati a n1iti pene, tna dopo il moto di ·Milano del 6 febbraio 1853 Radetzky, annullata la sentenza, ordinò si procedesse di nuovo col massimo rigore. Per il ~he parecchi vennero cond;,:\,nnati alla galera e Succi, Parmeggiani e Malagutti alla fucilazione (in rnancanza del carnefice) che affrontarono stoica1nente il 16 marzo 1853. La 1noglie del Parmeggiani iinpazzì. * \ * * A.nche nella mia Ancona il bastone lavorò per lunghi anni durante la do- ' . m 1nnhlono austriaca (18.f.:0.185~) e un Rnperstite, Luigi Padiglioni, ex con1b~lttente e galeotto politico, vive tuttora, documento e protesta vivente. Lo bastonarono per un cappello color " tonaca di frate ,, riten1.1to segr1;0 di pazienza. A lesi bastonarono cinque cittadini (fra cui Tantè, che fu dei Mille) perchè commemorarono in chiesa i morti di Vicenza. I colpi di bastone, che nelle intenzioni di chi li applicava dovevano rappresentare un oltr~ggio, furono invece la nostra gloria maggiore, come per' i cristiani la croce, e su qùel bastone, le- ,, gato alla corda che strangolò Tazzoli, noi inn lberamn10, alto nel sole e nella glo'.ria dal Campidoglio, il tricolore. Il bastone tedesco con1pì per noi il miracolo, come il bastone di Mosè. Gl' italiani si rinnovellarono nel dolore e dai solchi lasciat~ sulle carni 1Vive,germinò la fioritura della libera.~ione. . Ed· oggi, vivente ancora Francesco Giuseppe, bastonatore ed i1npiccatore, questa liberazione, invocata a gran voce dagli ultimi irredenti, si co111plete1·it. I ricordi del martirio, gli esen1pi dei padri, hanno reso gl' italiani fiam 1ne vive. Con la spada di Rorna toglieremo all'infame aquila austriaca le ultin1e penne! Agosto 1915. p ALERMO GIANGIACOMI. I ) . ' \ OLIO PER AUTOMOBILI ~ . r~ ,- .I' - ,_ .11..!} BibliotecaG!ro Bi9 Soc. An.- ERNESTO REINACH . MILANO.

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