Almanacco italiano : piccola enciclopedia popolare della vita pratica - 1916

408 - vin.ggio col sacco in SJ?alla, n1orì. Non a\\eva ancora trent'anni. Narra il Luzio nei suoi Martiri di Bel-fiore, libro ~he tutti gli italiàni dovrebbero avere, che il popo~ano milanese Giovanni Cervieri, ritenuto inventore, di concerto con Mazzini, d'un sistema di barricate 1nobili, si ebbe, per ordine , del Kraus, venti colpi di bastone il 2() gennaio •del 1854; altri 30 il 31, altri 10 il 21 febbraio, altri 10 il 22 e tutto ciò dopo di essere rimasto, per oltre uri mese, ai fer~ e a pane' ed acqua. Ed altre .bastonate avrebbero continuato a dargli, se il poveretto non si fosse indotto, come volevano i suoi carnefici,, a confessare. Esistono di ciò i documenti. La Corte speciale, però rifiutò di ritenere valida una confessione estqrta in tal modo. Il Cervieri n1orì, in seguito, in America. Pezzotti si suicidò per timore di dover confessare sotto il bastone. Nei processi del 1852 il Kraus · (che morì poco tempo fa a Vienna pensionato e onorato), si servì, in tutti gli interrogatori, della minaccia della verga. venuto, :nella sua prigioné, il necessario per scrivere--' . Ucti~e cosa narrò nei suoi Jl,icordi, il prof. Giuseppe Zolli, uno dei Mille, tuttora vivente a Venezia: " Era scorso già poco tempo <lacchè i magnanimi vostri alleati avevano rioccupato la Venezia in no1ne del ca- , valleresco, quando, un bel mattino jn cui splendeva il sole sulle catene con· cui era avvinta questa Italia carissima, dalla caserma del Sepolcro, situata sulla rjva degli Schiavoni, uscì un intero batt~glione. Il comandante ordinò ai suoi panduri di formare uua specie di quadrato, in mezzo a cui figuravano il gènerale e comandante la città col suo stato maggiore, una dozzina di caporali ed altrettanti soldati carichi di fasci di bacchette. ,, Nel centro del quadrato erano disposte una mezza dozzina dì rozze pancaccie, su cui gli eroi del1a bicipite adagiarono, a capo.rovesciatq, certi disgraziati che formavano l'equipaggia' di un brigantino napoletano, dal capitano al mozzo, giovanetto di dieci anni, rei, a quanto si diceva, di sfregio alla bandiera austriaca. E, senza complii , / ~ menti, li bastonarono di santa ragione. * * * Continuiamo la narrazione sanguinante: la corona 1 degli Absburgo è tutta tempestata di tali gemme, fatte di lagrime. . Vincenzo Maisner racconta che " a Theresienstadt, un basso ufficiale di quegli ungheresi che si batto~o oggi così fedelmente per il Frane. Giuseppe del '49, certo Horvath, incarcerato per essersi affratellato colla popolazione di Firenze mentre ~·avi di guarnigione, s1 buscò ben 95 colpi di bastone. Il capitano B. cambiò il caporale dopo pochi colpi, sembrandogli che non si comportasse come doveva e che lasciasse cadere morto il bastone. Nè gliene fu risparmiato Alno solo. Gli' vennero applicati tutti i 95 colpi, ed egli _dovette poi, c9n1e è d'uso, ringraziare. ,, Orrore ! Orrore ! Orrore ! ,, Questo giovane, che amo chiamare eroe, non fu portato nemmeno all' Ospedale, ma rimase nelle casematte quindici giorni, con lenzuolo im- .bevuto d'acqua acetata applicato alla parte, giacendo sul nudo tavolaccio, finchè si rifacesse la cute lacerata dalle battiture! ,, Sapete quale fu la colpa ;,del giovane Horvath.? &li avevano rinBi b11- _,r,,.., ... J ,, Sono stato costretto ad assistere allo infame spettaeol0, perchè mi trovai preso in mezzo e non potei svignarn1ela. ,, Mi rintronano ancora le orecchi~, le grida strazianti di quei disgraziati, i quali, dopo aver buscato buon numero di legn,ate, dovettero forzatamente trascinar le panche; su cui subirono l'onta infame, nel cortile della caserma, e man mano che uscivano poi dal portone della stessa ricevevano altra razione. di calci .nel seçlere da certi~- r. s~rgenti, che etano, a quanto appariva, destinati a tale ufficio. ,, Talvolta le legnate, a maggiore esempio, eran.o inflitte pubblfcamente; il feroce Haynau, ungherese, fece bastonare le donne bresciane nella pubblica via, nell'agosto del. 1849. Radetzky fece battere i ;nilanesi 7 tra i q,1ali due donne (una d'esse impazzì) nella piazza del Castello. Il sesso infàtti non salvava dalle legnate ; a Perugia una bellissima popolana, certa Baghina, subì anch'essa in pubblico il degradante supplizio di 25 legnate perchè " nelle sue vestimenta spiccavano i colori nazionali. ,, • Le inique leggi austriache non ammettevano avvocati difensori, nè testimoni riçhiesti dagli imputati. La pena ,.,

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