- 899 - · malmente é di fatto r. conti· di TirGlo erano dei vassalli del principe vescovo. Le popolazioni italiane! non si adattano a questa' umiliazione e nel 14071409 ahbiarno l'insurrezione dei trentini con Rodolfo Bellenzani contro il vescovo tedesco Giorgio di Liechtenstein, creatnra del duca tirolese. Federico IV q_'Absburgo, detto per le sue continue ristrettezze :finanziarie il Tascavuota, _finisce poi con soffocare nel S:~rigue l'insurrezione. Oggi ancora una d'elle vie più belle di 1'rento porta il n.ome dei Bellenzani. Anche Rovereto, ··venuta più tardi sotto il dominio degli . Absburgo, si ribellerà nel 1563 guidata da ~atteo del Bene contro gli austriaci, eh.e vo1evano costringerla a sottostare ~l governo tirolese d' Innsbruck. Più che i vescovi di rrrento resistettero ai tentativi usurpatori degli Absburgo i principi vescovi di Bressanone e specialmente il vescovo Cusano, aiutato dal papa, nel 1464 ·stava per provocare un vero con.flitto armat0 in difesa dei suoi diritti d'indipendenza, quando la morte sua e del pontefice agevolò il trionfo della politica absburghese. Le divisioni patrimoniali e le lotte interne di famiglia fra gli stessi Absburgo di Vienna, di Graz e di Innsbruék permisero ancora ad alcuni principi vescovi più energici di affermare in seguito una certa indipendenza dei loro staterelli. Vi fu così da queste parti un periodo dì splendore italico dopo il 1500 durante il principato del vescovo Clesio e dei suoi successori Madruzzo, che unirono i due principati df Trento e di Bressanone; in questo periodo rifiorirono le lettere e le arti italiane nelle alte vallate atesine; ne. restano pregevoli documenti letterari negli archi vi ed· architettonici nelle città del Trentino. E anche nei secoli seguenti, fino al principio del secolo XIX, pur intensificandosi l'opera di uniformazione assolutistica dell' Austria, gli ex-principati vescovili avevano conservato una tal quale individualità politica. Appena intorno alla metà del secolo scorso l'Austria legava sotto l'artificiosa denominazione di Tirolo - purtrgppo ancora spesso erro- :µeamente adoperata in Italia - tutte queste terre, come in uri letto di Pro- ~u-ste, in una sola provincia austriac:1. 1\Ia oggi ancora i vescovi di Bressanone e di Trento portano il titolo e hanno gli onori di principi e oggi ancora le popolazioni italiane atesine an8l3D(i) ~l~ lil>eJ:~zio~ deUEf loro terre, Po,~hi anni dopo a~~enuta · 11 ' u.sur• 'p3,zi0ne ne! Tren.tino e nell'Alto Adige, gri Absburgo e::H,endono la loro sovranità anche su alcuni prirni nuclei di italiani adriaticiJI'rieste, la Tergeste ro• mana, retta nel pri1no medio evo dai sùoi vesc9vi vassalli del patria,rcato p;rincipesco di Aquileia, poi libero co• · 1nune italico, nel 1382 per le violenze .e per le arti fraudolente dei signori del vicino castello di Duino, agenti dei duchi d'Austria, è più costretta che indotta a sottomettersi al protettorato degli ..:.\..bsburgo. Spera avel' da essi difesi i suoi commerci per terta e per 1nare e rispettate le sue libertà. Ma fino al sec0]0 XVIII, cioè fino agli ultimi decenni della decadenza di ·venezia, i commerci di Trieste languono e intanto gli Absburgo, mancando ai patti ripetutamente :finnati, violano e costringono sempre 1naggiorrnente l'autonomia del libero· comune italiano. Nel 1500 muore l'ultimo conte di Gorizia, avvocato e vassallo dei principi patriarchi di Aquileia, dai quali tiene in feudo le contee italiane di Gorizja e di Gradisca con la Pusteria ladina, con parti del Friuli orientale e del-'· l'Istria interna e con Fiume, altro co1nune italiano autonomo. 1'utte questf'.3 terre Massimiliano I d'Absburgo, il piìi fortunato continuatore della furbesca politica di Rodolfo IV, ottiene definitivamente in eredità. Procedimento illegale anche questo, poichè i conti di Gorizia non avevano alcun. diritto di testare sui feudi concessi loro dai patriarchi di Aquileia. Appunto perciò Venezia, divenuta erede del principato ecclesiastico di Aquileia, non volle riconoscere i titoli di acquisto degli Absburgo e impegnò le celebri guerre di Gradisca. Soltanto il potente aiuto della Lega di Cambrai valse a confermare Massirniliano nei nuovi possedimenti, .che conservarono le loro autonomie provinciali; n1a Grado e Monfalcone con le loro lagune rimasero. in possesso di Venezia fino al l 797. Abbiamo dunque ora dall'Alto Adige fino a Trieste una catena ininterrotta di staterelli italiani, entrati a far parte della confederazione austriaca, conservando la loro autono1nia, le loro leggi particolari, il loro ~arattere etnico,' la loro lingua. Poichè i domini deg1i Absbur~o in questi .. terrip~ non: erano che una cdnf~deraz1one d1 stntr e staterelli tra ·di loro autonomi, divisi da barri ere doganali, con proprie rnilizie terri~?rialil con rropri~ le$~i 1 con prQ" \ J /_
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