Almanacco italiano : piccola enciclopedia popolare della vita pratica - 1916

- 390 - ~i fa piccino, manuale, e' troppo spesso si perde .in cose yane. In generale è fecondo solo il lavoro che abbraccia i problemi scientifici nel loro ampio con1plesso, raccogliendo con spirito filosofico i fatti dai diversi catnpi. Ancor più evidenti sono i pericoli che dallo specialismo derivano all' insegnan1ento universitario. Lo studente, per procurarsi una cognizione generica della totalità di una 1nateria,. è. costretto a·seguire un gran nurnero di corsi speciali su singole parti, e talvolta corsi di professori diversi che muovono da diverse vedute. E questo, se stimola J I I i giovani a un giudizio personale e, se· possibile, in qualche punto a indipendente partecipazione al lavoro scientifiço. Il coraggio e la capacità di vedere da sè, di provare, di indagare, è per i 'l.1edeschi il miglior frutto degli anni accademici, se ne accettano .insieme i difetti e gli svantaggi. Il superamento del puro abito scolastico è ciò che tutti chiedono alla scienza, pur sapendo che non sempre è possibile. ottenerlo. Il fine dell'università, che è dunque quello di guidare i giovani a indipendente lavoro scientifico, esi 6e libertà ., Il Politecnico di Char'lottenburg. ~<J educa il giovane indipendente e intelligente, fa però sì che 1nolti non ricavino dal loro corso universitario nient'altro che una mole indigesta di frammenti confusi. Taluni si restringono fin dal principio ad una specialità e allora è danneggiata l'universalità dell'interesse e della cultura umana, che era il più bel frutto del ve~chio insegnamento accademico germanico, quando, nel secolo filosofico, al ~ernpo di Wolff e di Kant, lo studio n1irava soprattutto all'umanità della cultura. Ce~to l'efficacia educativa dell' università tedesca in questo senso è andata notevolmente diminuendo nel secolo deciµionono e più in questo tragico inizi o del secolo ventesimo. · Tuttavia nessuno pensa in Germania a ritop.iare all'antico: Ben salda è B 'bl l' i<lea1 che l' u.~iversità debba guidare I IO , di studio e libertà d'insegnamento. La libertà del pensiero e dell'insegnamento è stata in generale riconosciuta come il diritto fondamentale dell'università tedesca nel secolo d~cimottavo; ma una libertà così grande come oggi il professore universitario non l'ha avuta mai. Egli riceve sì la sua carica dalle mani del governo, ma la tiene indipendentemente e detennina con assoluta libertà. fonna e contenuto del suo insegna1nento. Non si può dire però che il governo non·influisca sulla scelta di certi professori per le cattedre che toccano da vicino gli interessi dei poteri pubblici, come per es. nelle facoltà• teologica e giuridica e un po' forse anche nella filosofica. Alla libertà d' insegnam~nto corriR ponc1e I~ libertà di studio. Poichè non è possioiJe, ;~pt)tril1g~re :U.ij..Q aJ la, voro

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