I B77 - aùhia.1no visto, se da una parte posava su bn~e solida e posi ti va, dall'altra. si esponeva troppo al vuoto, alle fantasie, che contrastavano colla realtà, obbiet-, ti vità dei fatti. 1Tu una. scoperta dei <lotti a;restò l\ nell'ambito dell'accadc111ia, e ln. sua tornba, si può· dire, fu il Congresso· di Praga, che fu insie1ne culla di diretti ve ..letterarie e politiche pi i1 pratiche. V'era in esso l'.a. rditezza e la imprevidenza di Icaro giovinetto cho precipita. Come si poteva infatti parlar~ un secolo fa, e corne oggi stesso si potrebbe parlare di unità nazionale slava, se per i. singoli popoli slavi vi sono non solo le ricordate differenze di lingua, 1na v'è differenza di rico1·di storici, di condiziorii di vita, cli assetto politico? Non si può così a priori concepire solidarietà assoluta fra i popoli slavi. Questi devono se , 1nai avere prima conoscenza più netta dei veri legami che li uniscono. E dopo , questo ci vuol una gran buona dose di buona voloHtà diffusa nelle 111asse.Arriverà. a realizzare un giorno codesto ideale il n1ondo slavo? L'avvenire solo lo dirà. · Quello che è un fenorneno reale invece è la .slavofilia . .Fenomeno storico7 concepibile e am1nissibile insieme p~r legge di natura e per legge storica L d etnica. Rivalità più o 1neno fort.i, con1e può succedere anche fr~t cittadini; d'uno stesso paese, non è da escludere che non esistano fra gli sla-. vt; in genere fra cattolici e ortodossi, piu che dRl popolo queste causate dal clero; fra boemi e polacchi; fra serbi e bulgari, benchè oggi l'irriducibile avversione dei bulgari pei serbi non so se sia i1npntabile al popolo. 1\'Ia di fronte al coinune nei-nico di razza ogni rivalità, ogni discrepanza scompare alllHHlO nell'anima popolare. Lo dica, fra altro, il congres·so dei sokòlisti di :Praga del 1906, dove in numero. di venti1nila er.1no con,venuti i rappresentanti di tutti i paesi slavi. Lo dicano le feste e le con1memorazioni centenarie Rllora tributate da codesti rappresentanti dei paesi slavi alla n1emoria di Chi era ::-;imbolo della redenzione di tutti i popoli oppressi, del cavaliere dell' umanità, di· Garibaldi, che non era tenero per i Moltke ! La slavofilia non la cer- <~a1·efra gli organi e gli emissari della burocrazia, andate più in fondo e la troverete nell' ani1na del popolo. Fedele essa, quasi per custodire il retaggio d'un' antica n1adre co1nune, appare dovunqua sente J' affinità della lingua sia dag1,i elen1onti più sostanzia li. sia dalle sonanze, ·e massime quando codesta omogeneità è più 1ninaccia.ta e contrastata. ' Solo la slavofilia si può dire ,un feno1neno relati van1ente recente perchè tardi gli slavi sono arrivati a conoscersi fra loro, e tutta via hanno bisogno di conoscersi ancor meglio. * * * Per ciò che si riferisce ~I passato si pensi che gli slavi hanno avuto un lungo 1ne<lioevo che, si può ·dire, nrri va fino al secolo XIX. Nè delle età precedenti Ja sto1}a ci fornisce notizie ampie e eh i are .. E n1ancato ad. essi un 1'acito che, corne pei gernutni, descri- , vesse le loro antiche sedi, gli usi e le ·tendenze. Solo la linguisti~a può rischiarare alcuni punti risalendo su pe1-nn' onda. incerta di secoli. La loro storia comincia con quella degli invnsori barbari del primo n1edioevo sn notizie di scrittori.bizantini. E fino dall'età carolingica appunto appaiono occupare rnaggiore estensione di terre, di quelle che occupano oggi. I nomi di luogo slavi -che restano da.Il' Elba o dalla Saale fino nell'Asia 1\fi. nore sono la riconferma dell' esten• sione dei loF0 territo:r:i. La prirna disorganizzazione fu data. a loro nel X secolo dai 1nngiari .i quali colla loro spinta in avanti nell' odiernn. \Jngheria riusci- , vano pet sòrnpre a separare gli slavi del norJ e dell'occidente da quelli del sud e dell'oriente. Restavano a nord e a occidente così i vecchi lusazi nella Sassnnia., i sorbi nella Russia e nella Sassonia. Nella :Moravia, Boemia e Slovachia, i boen1i ivi venuti nel primo secolo dopo la ritirata dei marcon1anni nella Baviera. Nella Ger1nania del nord, gli oboriti, i lutizi, i vilzi, questi. ulti1ni nella inarca di Brandeburgo. Nella t,lesia trovian10 i polacchi. Dalla Stiria giù nella ~•enìsola balcanica, gli sloven'i, i serbo-croati, i bulgari. L'oriente d'Europa era occupato dai russi. Questa era la pos.izione degli slavi intorno al X secolo. Erano indipendenti e retti da pl.'incipi loro, lcnez. Si chia1navano slavi da sto-vo, " parola ,,, co1ne a denota1·e i parlanti in opposizione ai barbari non parlanti, a quelli che essi avevano classificati per 1nuti, nemzi, i tedeschi. Gli storici bizantini li chia1narono sclavi.,' sclabini, sclaveni per l'avversione dei greco-latini a pronunciare il gruppo sl di slavo, onde in appresso
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