Almanacco italiano : piccola enciclopedia popolare della vita pratica - 1916

- 357 - questi primi' tre lustri del XX secolo. Basterà ricordare che nel 1900 il commercio generale superava di poco gli 11 miliardi e mezzo, e quello speciale era appena di otto miliardi ed 806 milioni e mezzo per esserne pienamente /convinti. * * * Non pochi altri elementi contribui~ scono a dare un)idea sempre più chiara e precisa dell, invidiabile pat,imonio della Francia. Dal \902 al 1912 ~i con~ trassero, secondo i calcoli più accreditati, tanti prestiti per circa 175 miliardi di lire, dai governi, dalle· grandi imprese commerciali ed industriali e da un.1 buon numero di privati. Orbene, più della quarta parte di quella formidabile somma· venne precisamente fornita dai capitalisti francesi. La Francia diede in quel .decennio oltre 38 miliardi .e 68 n1ilioni di lire alla speculazione mo:µdiale. La parte andata nelle mani dei francesi si limitò a poco meno · di otto miliardi e mezzo; gli altri - quasi trenta' miliardi - servirono a migliorare notevolmente le finanze, le industrie, i commerci, le opere pubbliche, le istituzioni umanitarie di na zioni meno favorite dalla fortuna. I francesi non imprestano soltanto denaro a tutto il inondo - fra le nazioni che riuscirono a concludere dei prestiti in Francia ve ne sono persino delle asiatiche e delle africane -, ma battono anche, per tutti, quantità considerevoli di monete d'oro, d'argento, di nikel e di bronzo. Nel 1912 vennero, -~d. esempio, coniate alla sola zecca di ..t'arigi tante monete per 296. milioni, delle quali tante per quasi nove mi• lioni per il Venezuela, e tànte per poco meno di 35 milioni e mezzo 'per il Marocco. · Nello stesso anno furono emes.si ,tanti biglietti di banca da lire m'iHe ciascuno per l' irriporto complessivo di un miliardo e 200 milioni; tanti da 500 per 225 milioni; tanti ·da 100 per un miliardo e 45 milioni, e tanti da 50 per 530 milioni. Alla fine del 1912 circolavano in Francia tanti biglietti per cinque miliardi, 542 milioni e 217,840 lire. Questa rispettabile somma era formata da 134,791 biglietti da lire cinque; da 61,038 biglietti da lire 20; da 15,207 biglietti da 25; da 15 milioni e 982,797 biglietti da 50; da 29 milioni e 64,371 E biglJetti da 1001 da ffl'J,898 da 500 e \ da un milione e 545,4:17 biglietti da mille. Le risérve metalliche della Banca di Francia ammontavano, alla stessa epoca, a tre miliardi e 896 milioni e mezzo di' lire, dei quali appena 689 milioni in argento. La circolazione era di cinque miliardi e 584 milioni; il portafoglio commerciale di un 1niliardo · e 719 milioni; i depositi dei privati si limitavano invece a poco meno di 650 n1ilioni e quello del tesoro a poco più di 237. La Banca di Francia, che arrecò alla Repubblica d.9i benefizi davvero straordinari durante la _guerra, contribuì µon poco all'incremento della ricchezza negli anni di pace. Nel 1912 fece ·ad es.empio tante operazioni per l'importo complessivo di 35 miliardi e 702 milioni; scontò tanti effetti per 19 miliardi e 167 milioni; e1nise tanti biglietti all'ordine, girate e chèques su Parigi e sulle succursali per oltre nove miliardi e mezzo e fece tante anticipazioni sui titoli in conto corrente per cinque miliardi e 462 milioni di lire. '· Come si vede ben pochi istituti bancari possono vantare cifr_ecosì elevate. * * * Il 1 documento ufficiale che mette ·maggiormente in chiaro tutte le ricchèzze della Francia è precisamente il bilancio delle entrate della nazione. Esso ci dimostra infatti che i contribuenti francesi possono pagare senza f~re nessuno sforzo straordinario, la bellezza di quattro n1iliardi e quasi 739 milioni di lire, cioè quasi il doppio della somma che viene pagata dagli italiani, la quale fu prevista in due miliardi e poco meno di 657 milioni nell'esercizio finanziario 1913-14 ed in due miliardi e quasi 769 1nilioni e mezzo nel 1914-15. Le imposte dirette francesi e le tasse assimilate alle imposte dirette si avvici- · narono ai 622 milioni e mezzo nel 1913. • · Oltre 103 mllÌoni furono prodotti dall'imposta sui fabbricati i quali, secondo i calcoli più recenti, sarebbero nove milioni e 61374'62(compresi le officine e gli stabilimenti) ed avrebbero un valore venale di 64: miliardi e 798 1nilioni e mezzo. Le tasse sui beni delle man:o. morte, oltrepassarono di poco i l 9 n1ilioni, mentre la contribuzione personalè mobiliare fruttò quasi 112 milioni e mezzo. 'Le tasse di registro diedero un prodotto di• circa 778 miliçni e ~~zzo, dei quali quasi 294 milioni e mezzò do- , I

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