I --- 31:1 --.- Chevrtlie1· rtu.c fieurs; Sullivan r1uelln. dt:l Victu,·ia a11d 11,Jerl'ie Eng'anà {del uureo~rafo Coppi), scritto pe1· l'Alhambra di Londra i11 oeca,sione del giubileo -di diHmante della Regina Vit,toria .... Pel'sino Ricca!"do Stra11ss ha, scritto la musica della Leg,qrmda di Giuseppe, ed innamorato della Cùreogratia, - sin, pure. più pantomima. ehe danza - ha trasformato per essa il suo poema sinfonico 'l'ilt Eu ·enspi, get, ed ha permesso che il suo Après miei~ <!,'un f' 1une, scritto come preludio d'orchestrn, nel 1.,92, diventasse .... un balletto russo, forse pee fa1~lo cessare di essere " une saui:e ò'Ctn-, l ièv,·e ,,. Pel suo Prometeo, Vigan0 si servì di molta musica di Beethoven.· A Monaco, nel ballo Le Stagioni d'Amore, si utilizzarono le melodie lii Sehube1 t. A .Parigi, non è guari, una Suite de danse.,. di Chopin presentò tll publico dell'Opéra"' un fort ag1·éable spectacle des )leUX ,,. , Nè, parlando del Ballo, si può òimenticare la musica dei "ballabili a:·a.:oghi ,,; ùdh~ opere melodrammatiche, del~ l'opera-ballo, dell' operftta. ~l g_randioso finale coreografico de'lla Ye8tale, di Spontini ; il dive1·tissement del 20 atto della Favo,·ita; quello della Ballerina, Amante, del Ci rnu.- rosa, opera che circa un secolo fa inaugurava il San Carlo di Lisbona; le danze dei Vespri Siciliani e _dell'Aida, di J>08ti_11lioni rlell' E.coelHior· a,la ma,·eia <hl To,•.. ,·ente deU' U11iunitù detl' ,i11Iu1··, dalla mazurlw delle incogn,te de11o Spoi·t alla chnza della cas;ciua ciel B(tcco e Oamhrinus, q natir.a pro fu• sioue di ispirazione geniale. e(). tuv1 ta immensa. divcrsit2L di disegno! xxv. Fu - ed è - validn coefficiente à_,_,1 Ballo la Scenografia. Se essa 11011 fosse e::;is.tita, diffidlmente il Ballo sarebbe vissuto. Vi t'\t utf' epol·a in cui le rappresentazfon i aveano luogo iu pieno giorno, ed a;,li spettatori; invece di presentare una seena, si da.vit a leggere un'iscrizione: qua un palazzo, l,it una campag,_na, in fondo una m,1rina. L'e,::;pressione "corte e giardino·,, ancora iu uso ai nostri giorni, trc1e origine appunto da questo primitivo sistema di ~ce,,ografia, senza spese. Se il Ballo fosse venuto a luee in quell'epoca, eerto non sarebbe 11ato uè vivo nè vitale. La s0~nu~ratia ebbe la sua origine .nell.i •J.'f', G·recia. Si dice che Agatarco, "' mentre Eschilo iqsegna"a, facesse le s<·e1ie. Crebbe a Roma, e-Si diffuse in Italia coi ,balletti. Le antiche scene eraVerdi; quelle della Gioconda, di Ponchielli; quelle del F,mst, rli Gonnod; quelle del Cid e della Cendrillon, di Mas-enet; quelle dell''fsor(f, di P1·ove?ua, di Mancinelli; quelle della Alfred'o Fdel. no tre: la tragi0a, la comica, la satiriea, ed ognuna avea decoi•,v.ioui proprie. Corrette o perfezionate, nei ballettt vennero tutte usate, assieme ai macchinismi. I macchin~• smi eon le Sa(·re R.appreseuhzioni comin 1 ciarono a svilupparsi. A Parma, un auge 1 0 scendeva a mezzo d·i funi nel• la Ohiel:ia. Altrove, il Signore Loreley, di Catalani; quelle del Pi'incipe Igo1·, di Borodine'; quella di° $rtlome, di. Strauss .... quelle di Offenbach nella B~ua Elena e nel1' Orfeo, q nelle di Lecocq uell' Angot e .Pe1'fino quel:e i.li Gomes pel Se sa minga, di Sealvini. XXIV. speizara il pane agli a.poStl)li e sco111_parvi a. Da;L Tempio l' app,i1 ato meecanico si fermò nella. piazza. A FirenzE', per le st.ri:tde e sull'Arno; 11elle barche, hanuo .Luogo rappre ,entazioni a base di tra~foqna- ' zioni. Ecco gli Ingegni del Bruneilesehi ~ dc•l Cecca., Firenze li vede nasc131 e: tutta l' iltal':1. li adotta. Il meccanismo fa ,·osi a poco a PO<'<) I . all~anza con•la scenografia Verso la metà del liOO, i teatri d'Italia posseggono, qua~i tutti, Giorza, l'autore della Bella Gigogùi - una scenografia macchinata. E mentre alle morto due anni sono, poverissimo, in una. ,scene semplici e verdeggianti delle pastora. i piccola città del Nord-America, - 1 scrisse la succedono quelle di ambienti sontuosi, a.t.1musica del Fo, narett,,, di Cleopatra, del R ,- bondano gl' interni compÌica ti. Pittori e màcdop'!, della Duchessa d' Egmont. Costantino Dal- chinisti, maestri e scoL.1.l'imantengono alto, l'Argine s'immortalò con q nella del Brah_m,,, anche all'Estero, il prestigio d' lta!ia. Se i del coreografo Monplaisir. Manzotti trovò il macchinisti nrin hanno che una sola scuola: Chiti per l.a musica del Pietro 1lficca. Danesi quella dell'auctacia; gli scenografi sorio rç>- per la Fùta d'Oro· e la Moilrt ebbe collabora- mantici e neo·classiui, amano il pctesa_qgio o tore per la. musica Alessandro Andreoli, eome la manie1'(t, si aggregan(,) in varie scuole - prima pel ,Day-Sin e Nelly aveva avuto il Ma- la tosca,na, la bolognese, la veneziana _.:. e renco. Ma Romualdo Marenco conobbe tutti vantano eelebrità come un Peruzzi, un Sergli onori della celebrità con Luigi Manzottt, van<loni, un Bibbiena, un Gonzag,t. Noveri-e ai successi del quale ligò strettaÌnE'nte il suo volea che il compositore di balli fosse poeta nome. Egli scrisse la musica de.li' Excelsi 1r da. e pittore. :i nostri coreografi poeti non fuvero artista, e dimostrò non solo abilità di rono, ma pittori, macchinisti, inventori f Ll• tecnico - come nella frase del qu:tdro del rono tutti. Deserto, scritta in puro stile orientale, - ma profuse dappe1·tuttQ. ispirazione e genialità. Dall' Excelsio1· all'Amor, dallo Sp1,rt al Bacco e Gambrmw:, la vena melodica, facile, acc~s-;i• bi lei m'ai volg:trè, del M arenco, ha \·asto campo ptu ~S!ll&UJ~r$1 tJ de,.iizial.i~· l)a.11là mazu,·lca dei \ , . .. . . . XXVI. Altro efficace coefficiente del Ballo: il costume. Nei primi t.empi 110n fu da ar11mirarsi che per la sa.i,ien~e trJ.sformazione \ I I
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