- 337 - cH proprietà. dd sig. Cava1ier Con')ole ctely Rodooa1facchi. ra:1- t1ia'.ib\ al Stio 1.ib:-1ldo11é, il relebre RotR. ~e Il buon consoli:' era proprietar_lo del teatro, ma qùi tigurn, pro.prietario dell' a?.io11~ 1m1na noncliè danz·mitE\ L' antore teneva nd esµropriarse11e, visto e con~iderato che. mai si peusò a 'cosa piu· sciocca. , Promete • l B:rllo mitologico I Composto e diretto J da Augusto Huss I dietro il programma(!) I deil' immortale Viganò I da rappresentarsi I nell'I. R. Teatro allaScaia I L'autunno del '1844. Do'"~~si vede che l' Huss componeva diet1'o il programma di altri, e si perri1etteva pistolotti di ,questo geuere: 14 .... Tutta,,~ia una lusinghiera speranza ancora mi so'ffolce, ed è <' c•he possami costì (sieJ valere, cò'me a Vienna, la benignità di un pubblico umanissimo, la, grande ombl'a di Viganò, presso cui mi ricovero, (ecco una bella figurazione di' ballo: ricoverarsi presso .... un' ombr.a !) e la pu blica persuasione (o piuttosto privata, di lui?) elle per poco io 'sia riuscito nèl riprodurre i concetti dt:l mio illustre antesignano, non fin. spregAvo 1e fatic>a la mia, se il natale da .me sortito in est~ri paesi '(sic) e la mia età fanno bastante fede non avere io potuto essere spettatore di questo suo comp0nimento, e quindi nessun partito e reminiscenza ded nrne per meglio aiutarmi a riordinarlo in scena. n Il cpe signifka che pur ricoverandosi presso l'ombra di Viganò, pur scrivendo diet1·0 il programma di lui, il nato in esteri paesi profitta del Prometeo, mà intende ehe si sappia che tutto quanto vi si troverà è ,farina del suo sacco. P!agio o riproduzione? Più l'uno che r altra. E il male di moda. Onde 0ontro i suoi plagiari, un coreografo inven a perilno un ballo: Lo spirito maligno I Ballo fantastico I composto di. un Prologo e quattro parti I dal coreografo I Giuseppe Rota. Vi leggiamo questa prefazione: 11 M,yu<l, spirito inferna 1e, è incaricato da Pluto di guadagnare l'anima di un predatore dell'ingegno. altrui (sic). Egli però non può portarlo all'Inferno, se non dopo di averlo fatto perire di una morte vile. Venuto snlla terra, ritn;>va in Con1:ulso, fanatiC'o c>orifeo, tutte le tendenze ,che gli abbisogrrnno, e messa in opera la sua arte diabolica, Jo rende degno del meritato castigo (!) La suddetta favola d'ignoto autore oflerse al coreografo l'idea del presente lavoro. Egli credette staccarsi questa volta dal gene1;e storico e drammatico, oggi troppo eguale nei balli. Si attè'trne quindi al gener~ s.atisieo, essendo appunto il pres.ente bano una satira contro i plagiari del coreografo sudetto. ,, Dove si vede che affibbiando ad ignoto, inesistente autore l'idea della favola, per dare maggior valore di opportunità e di atla prendeva anche col senso C'omnne, pu.r di C'.1stigare i 1,lfotiatvn delle s11e upere. X i:,·. l\'Ia col senso com uuo · se ln. prrndo110 quasi tutti. Così il coreog-ra.fo lv.tichele d'A· more per l'Isola dei Portenti (Teatro Coucordia di CrehJona, 1847) scrive al pubblico che il 14 . comico balletto ,, che sottdpoue ;'ll suo giudizio è.... uno sr-hei·zo. E il pubblico, gliela fa buona! Ed il coreografo Borrj, che n. grammatica è da .... abborrirsi, al ballo Parteno·pe (Teatro San Carlo, 1874) fa precedere un noioso proemiò., dal quale stralciamo: 14 .... L'impresa era, arciua e ben superiore alle mie forze, se jo desidero riuscirvi è per offrire un dono (quanta bontà!) rpen dispregevole che si possa ,a,lla cospicua città (Napoli) cui mi. lega una eosì grande riconoscenza. ,, , E vi è anche la prefazione che non dice. niente, speculando su la curiosità del pubblico. Il COl'eografo lVIarzagora nena Stella di Granata (Teatro San Ci:lrlo, 1880), un ..miscuglio di mori e 'jdi.... amo1;i, dopo di avere sbrodellata una paginetta di storia moresc;,1, termina rosì: 14 .... Quello che poi avvenne è l'argomento su cui si a.g·gira q11est' azione coreografil'a, nelJa quale l'invenzione,, specialménte per la parte fantastica, ha tentato completare per le inevltajbili esigenze della seena, fa, tela drammat'ica opportunamente 1 fornita dalla Stor:a. Avrà il sottoscritto degnamente soddisfatto alle l:\UShere leggi del dramma, come alle bizzan·e ragioni della coreografia? n Ed ecco il capro espiatorio: le esigenze della Scena. Per queste benedette esigenze si fa scempio, della Storia, si ,capovolge la Bibbia. Così Pratesi, nel ballo omonimo, fa, di Gi-utl.itta, Ja fier~ vergine cristiana, Ulla leggera beltà professionale, o quasi. xv. .\ Ma non è •il caso d'incrudelire. 'rutti <I uesti bravi ed ardimentosi coreografi del1' 800 hanno dato il proprio ca_polavoro che invoca perdono .per i suoi fratPlli, pazzi o rachitiei. Taglioni col Sardanapalo, Monplaisir col Brahma, Blasis col PiymalionP., Pratesi con Bia11ca d-i Never.<?, nobilitarono la coreografia. IL Rota Je dette a dirittnra un nuovo orientamento verso la, logic>a scenica, e la fedeltà stòrica. E ciò per forza. di coscienza propria, non per indicazione di pubblici. Perchè il pubblico a teatro, in tema di Ballo, è di •una lòngauimità, proverbiale. Il Ballo in tutti i pl'incipa1i, ed a•1che in molti secondari, teatri d' Italifl- ha. il suo posto dopo l'Opera. Ogni stagione comprende quattro, cinque, e ( I '
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