Almanacco italiano : piccola enciclopedia popolare della vita pratica - 1915

•, I rava; poiohè in luogo di far meditare i f:Oldati sulle conseguenze di siffatto decreto, che esortava chiunque a sopprimere il Bo,·u.parte, come una bestia pericolo~a, ht put,blil'azione del ba11do di Vien I' a finì pe.r deeiderli a pigliar partito pel Bonaparte. · Il re, a.bl>a11donata ogni speranza, useiva il 23 da Lilla per and,tre ad affidarsi alle milizie inglesi. La sern del 20 Napoleone entrava in Parigi, acro1tovi entusiasticamente an(.'he da quelle truppe cbe doveYano c·omb:1tterlo. 11 popolo, frelletico, s'impossessò di lui e lo riportò' alle T11ileries sulle sue bracl'ia; ove tosto s'improvvisò o, meglio', ac<•o1se una parte di queìla sua corte, the a buon diritto può chiamarsi storica. Erano maresc:alli, genera'.i, diplomatid, scienziati, dame, che in u11'ora avevano rbtnbilito, intorno al glorioso reduce dall'isola d'Elba., il protocollo della corte impe:ria:e. All'indomani l'Imperatore r.osti7 tuì il suo minhtero. Suo progr:i.mma, rientrand1, i I\ Fra,· eia er;i di svol- ' gervi uu governo tno::;n, inrorruttibile Ca.rnot, ed il mlni~tero della polizia al duca d' O1ranto, il uefasto Fou,•hé, mente eletta, anima turpe: su~petto a tut:i, anche allo stesso Irnpt'ratore; che credette, con così palese favore, di indurre ad essere fe<lele 0-olui che mai lo fu a nessuno. Il burbero Dn.voust ebbe il ministero della guer, a; Decrés quf'llo della marina; il dn<"a d1 Parma. - il fastoso Cambacérés -·1111ello della giustizia; il duca di Vicenza quello d,:'- gli esteri; il duca di Gaeta le finanze; Il ('Onte i\J ol lien il tesoro; ed infine il fedele duc;;t di Ba:-:sano alla se.;reteria lii Stato. l'arole commos-,e diresse poi alle t.rnppe ti orate in l'arigi ed a' suoi fidi grognards de:1• i so 1 a. ct· Elba, a,bt eni tesbt e1a Uambronne eo n 1 e g 1 or i o se, Yec,llie aquile del1:t Guardia. • A dimòstrare la sua · ferina intenzione di sv.olgere hlll programr11a di pace Napo1eo11e, ad outa. del bando del I0 marzo, che lo 111ettera alla ruereè di qualunque a-;- sassino, feee, ai pote11tati, prolft,rtè di pnce durevole. Parigi aveva de-· ciso a'tre provin- <"ie, tuttora rnbillate dai Borboni, alla causa di Na• po leone. So I o il duca d'Angoulème tentava una seri.i azione contro il reduce dell'Elba. di pace, di lavoro, òi raccoglimento; ben deciso a non rispond,ere a proY0.:azio1,;1e a.leu 11 a di stranieri, e aJ. affidare alle sottigliezze diplomatiche la trattazione dei problemi iu te1·- nazionali. l\fa ùn errore, o, megl.o, una ('0:1siderazi0ne erronea· <lelle sue Napoleone portato sulle braceia alle Tuileries. , (Bucciuelli ine.). Non appena seppe del ritorno del "Brlgante ,,.,da Bordeaux ('Orse n 'rolosa a ra1iunar· forze. Ed a~sunto egli &tesso il co- <"On dizioni all'Elba, o forsP, e più di tu' to l' irres·isi i bile desiderio d'impero, gH feeero anticipare di qpalel1e mese l' auitacissima fnga, e men.tre il Cungresso di Vienna elaborn, a, fra bnlli e ('al'cie imperiali, il nuovo aspetto dc.:ll'Etno_pa,. Fu troppo facile :1gli a,lltati di. accordn~i snlla soppressiolle pura, es< mplice del Bo1ial·arte, convenient-ement e la,vorati da Metter11ich o da Tnl:ey1 àncl. poi<.'hè il furLo suocero del Bouaparfe li fl('(:o6lieva, tut.tora, sotto le sue :lli a Vienna. Anche il c:1.valleresco A1essaud, o, c-he pu: e a, eYa i•':::,i-:;titoper la coroncina. de'l'Elba al viutu ctt Lip~ia, ora. part€'cipava dello ~(h~~ 110 cte' suoi col!egbi. Fu dunque la t'<iEtituzioue di uu miuistero elle a,·esse l:t tisio11omia (·CnL"i.ia11tea!.: l'estero, nella !:-}Je anza rii arnmu.11sare le i e del'.a reazione europ~a l'opera ,i lui si diede l'imperatore. mando, inizia un rnovimen'·o aggirante verso l\Iontpellier, riuscendo a Yalicare, · a Saint Esprit, ·n Hodallo. L'intenzione del prinC'ipe era di ra;rgiungere Lione. ::v.Ia le popolaziolli no,n furono dello stesso avviso; ebè non risparmiarono dimostr,1zioni ostili al duca, e convinsero gran parte de· snoi rnldati a fra1.etnizz,\re l'0n gl'impe1 ia,li. 11 duca, rimasto con pochi segnaci. av ril np1 ato da forze assai superiori, doyet,te arrenden;°i ai generali 'l'este e Gi!Jy. L'interno egli Bibiiotb e tosto affidò al saggio, vir• -- .e Edotto Napoleone dl'.'11' itn1.1ortanLissimo avvenirneuto, ordinò tosto al generale Grùuchy, comandante in capo del l\Iezzogiorno, di far co11d11rre il pri~ioniero a Ce~te, c,ve an·eLbe potuto irnbarrarsi per l'estero. L' uomo, a' cui danui la reuzioJ1e a, eva ecl'itato o:,11i piu fosco sentimento, ·ogni più brutale d:linqut"nte, raceornandava. al Groueby di provvedere a che non patisse offcl!a di sorta da parte) Ciii quelle popolaz~oai. I I

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