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Il vecchio Cervi (Einaudi, 1954)
L'ideale di una federazione europea (Colorni 1944)
Saluto a Gobetti (Ascoli, 1926)
La nascita di Giustizia e Libertà (Lussu, 1973)
Una pensione (Cambria, 1965)
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Nicola Chiaromonte (in costruzione)

























 




Nicola Chiaromonte (Rapolla, Potenza 1905 - Roma 1972) trascorre la giovinezza a Roma. Fra i suoi amici degli anni universitari vi sono Paolo Milano, Giorgio Diaz de Santillana, Dino Terra e Alberto Moravia. Interessato alla filosofia e al teatro, entra giovanissimo a far parte del cenacolo filosofico di Adriano Tilgher. I suoi primi articoli appaiono nel Mondo di Giovanni Amendola e in Conscientia di Giuseppe Gangale. Continua.


Hanno scritto di lui


Scritti apparsi su politics:


Alcuni scritti


La rottura con Giustizia e Libertà

Corrispondenza con Anne Coppel
Riportiamo tre lettere, del 1966 e ’67, tratte dalla corrispondenza fra Nicola Chiaromonte e la giovane Anne Coppel, figlia di amici di famiglia dei Levi. Qui la lettera che Anne Coppel ci ha inviato, a testimonianza e ricordo della lontana amicizia con Chiaromonte

Melanie von Nagel e Chiaromonte

Il ricordo degli amici e l'ultima intervista alla radio

Bibliografia

Le interviste su Nicola Chiaromonte, da Una città:
Fra cinici e gesuiti
La straordinaria figura di Nicola Chiaromonte, discepolo di Andrea Caffi, amico di Moravia, Camus e Malraux, con cui combattè in Spagna, critico radicale di ogni ideologismo, di ogni totalitarismo, di ogni società che vive in malafede, pronta a credere a ogni menzogna. Fu nemico spietato del mito dello Stato, nato con la modernità, che accomunò Mussolini, Stalin e Hitler. L’esperienza feconda di Tempo Presente, condivisa con Ignazio Silone. Grande libertario, incompreso dalla sinistra, stalinista e non, continuò a credere nella necessità di gruppi e comunità che si opponessero alla deriva, oppressiva e permissiva insieme, della società occidentale.
Intervista a Gino Bianco.

Quell'ansia di prendere il potere
La sincerità sconvolgente, per la sinistra innanzitutto, di Pasolini. Se del 68 Chiaromonte rigetta la ricerca dell’appagamento di tutti i desideri, cardine della società dei consumi, Pasolini denuncia l’identificazione con l’aggressore di tanta sinistra giovanile e, al fondo, dello stesso marxismo, che ama il capitalismo e la sua tensione al futuro. Un populismo libertario e il "fondo oscuro dell’esistenza”.
Intervista a Filippo La Porta.

Quell'umanesimo socialista...
L’esperienza e la riflessione preziosa di quel gruppo di pensatori militanti, antifascisti radicali, come Rosselli, Caffi, Berneri, Chiaromonte, che videro anzitempo la natura dei due totalitarismi e rifiutarono il rivoluzionarismo finalista, in nome di una sperimentazione di società aperte, libere, in cui anche il mercato, liberato dall’orrore capitalistico, diventasse fattore di liberazione e di libertà.
Intervista a Pietro Adamo.
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